Journey to the Savage Planet: recensione di un’avventura sopra le righe

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Se c’è una cosa assolutamente certa nel panorama videoludico,quella è sicuramente l’impegno del publisher 505 Games di distribuire giochi di grande qualità, perlopiù AA. Dopo proprietà intellettuali di successo come Hellblade: Senua’s Sacrifice, di Ninja Theory e Control, di Remedy Entertainment, i ragazzi di 505 decidono di pubblicare l’opera prima del neonato team di sviluppo Typhoon Studios, che include veterani del settore provenienti da Ubisoft, Electronic Arts e Warner Bros Montreal.

Dopo questa premessa, buttiamoci a capofitto nella recensione di Journey to the Savage Planet, un’opera scanzonata uscita il 28 gennaio 2020 per PlayStation 4, Xbox One e PC, su Epic Games Store, arrivata su Xbox Game Pass in aprile e recentemente su Nintendo Switch  e che strapperà più di una risata a chi si approccerà a questa avventura!

Journey to the Savage Planet
Journey to the savage planet vuole prima di  tutto essere un’ esperienza senza troppe pretese

Quando il gioco si fa duro…

L’incipit di questa particolare proprietà intellettuale è semplice. Il protagonista è un astronauta completamente anonimo, che lavora per la Kindred Space Program, una corporazione finalizzata alla pura colonizzazione spaziale. Il risveglio avviene in un Javelin e si ha già la sensazione di essere entrati in un’avventura stramba, soprattutto a causa del bombardamento di annunci pubblicitari, principalmente focalizzati su una melma disgustosa che viene utilizzata praticamente per tutto, anche come fonte di nutrimento (bleah). Si chiama Grob (meglio non sottovalutarlo).

Uno degli stravaganti spot presenti nel gioco

Dopo questa premessa e qualche missione di antipasto, arriva la componente esplorativa. Infatti Journey to the Savage Planet non è un’ esperienza totalmente lineare. Ci sono quest secondarie e degli obiettivi focalizzati sull’uccisione di creature specifiche in una certa maniera o sulla raccolta di campioni vari, queste missioni sono i cosiddetti esperimenti scientifici che consentono di sbloccare alcuni potenziamenti per il personaggio.

Journey to the Savage Planet fa del suo design il suo punto di forza

A proposito delle creature, il loro design è uno dei punti di forza dell’opera del team canadese. Alcune sono estremamente innocue, altre lasciano in pace il giocatore a meno che non vengano attaccate, altre ancora sono estremamente letali.

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Questo è l’uccello palla. Carino, vero?

Uccelli a forma di palla, polipi volanti, bestie giganti colorate. Il punto di concordanza è sicuramente la loro natura estremamente buffa. Tuttavia non è da sottovalutare il livello di sfida dell’avventura, che presenta un aumento graduale della difficoltà

Di notevole importanza la natura metroidvania del titolo. Ci sono zone che devono  essere raggiunte con determinati potenziamenti, sbloccabili con la raccolta di determinate risorse. Journey to the savage planet non deve essere considerato un semplice FPS. Vanta sequenze di platforming notevoli, non sempre perfette, ma che riescono rendere i movimenti più rapidi grazie ai propulsori potenziabili del protagonista e che riescono a conferire maggiore difficoltà all’esperienza.

…i duri iniziano a giocare!

Il gioco dispone di boss fight che non sono così spettacolari e così brillanti, in termini di level design, ma che sicuramente risultano simpatiche, grazie al design dei boss stessi. Ricordate comunque che la parola chiave del titolo è sicuramente spensieratezza.

Parlando meglio del gameplay, il giocatore principale dispone di una sola arma, una pistola a colpi laser. La componente shooting è ben riuscita, per quanto non faccia gridare al miracolo, se si parla di innovazione.

Si possono potenziare tuta, arma e visore, con la raccolta delle risorse necessarie, come alluminio, silicio e carbonio. Sono presenti luoghi nascosti da esplorare, reliquie che rimandano a una civiltà misteriosa e dei bitorzoli arancioni, che servono per potenziare la salute e la stamina.

Il rampino è un oggetto che si sblocca durante la quest principale e risulta appagante da usare per spostarsi, nonostante i movimenti risultino tediosi e legnosi in alcune situazioni e questo è un difetto generale del gioco.

In aggiunta, i combattimenti potrebbero risultare ripetitivi, ma è un fattore che viene compensato dalla possibilità di usare trappole speciali, come granate, bombe a gas e oggetti lanciabili che possono intrappolare i nemici, grazie al loro essere appiccicose.

Sul fattore del puro divertimento, è caldamente consigliato da giocare in cooperativa online con un amico (preparatevi a spararvi contro, a causa del fuoco amico). La collaborazione può essere vantaggiosa in determinate situazioni (come le boss fight) e può essere estremamente stimolante.

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Ah sì! C’è una spettacolare photo mode a vostra disposizione!

Comparto tecnico e ultime considerazioni

Journey to the savage planet è stato giocato su Xbox One, grazie al servizio Xbox Game Pass.

Colpisce per il comparto estetico, bello da vedere e coloratissimo e che ricorda l’ultimo titolo di Obsidian entertainment, The Outer Worlds. Graficamente non è eccelso, con qualche texture di bassa qualità e una stabilità non sempre incredibilmente riuscita.

La colonna sonora risulta efficace, simpatica e strimpellante, a ritmo con le sequenze di gioco. La longevità si attesta sulle 10/15 ore, una durata sicuramente onesta per un titolo di questa caratura.

Il titolo di Typhoon studios potrebbe ricordare titoli ambientati nello spazio come Astroneer, dell’ altrettanto piccolo team System Era SoftworksNo Man’s sky, il controverso gioco di Hello Games.

Inoltre gli spot pubblicitari girati in FMV non sono solo comici, ma nascondono una critica sottile e ben congegnata alla costante presenza di sostanze chimiche non particolarmente genuine in alcuni prodotti.


Journey to the Savage Planet è una delle sorprese del 2020.  Non vuole di certo essere un titolo indimenticabile, ma riesce benissimo a dire la sua, con uno stile meravigliosamente sopra le righe, un mondo di gioco interessante e colorato e un gameplay più che buono, grazie anche ad un sistema di potenziamenti del personaggio ben riuscito e alla possibilità di poter giocare al titolo con un amico online. Forse si poteva osare di più per una maggiore varietà di combattimento e si poteva limare qualche inciampo tecnico, ma quello di  Typhoon studios rimane un progetto interessante e un ottimo esordio per la software house di Montreal. Immergersi in titoli spensierati come questo, può  solo che far bene.

Consigliato


Pregi

  • ha stile da vendere
  • colorato, scanzonato e accessibile a tutti
  • in coop online è divertentissimo
  • gameplay stratificato ed efficace…

Difetti

  • ….ma che può risultare ripetitivo
  • boss fight poco ispirate
  • qualche inciampo tecnico
  • poca rigiocabilità


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Classe 2001, il mio primo vero approccio al gaming è stato nel 2012, con xbox 360! Mi piacciono quasi tutti i tipi di giochi, anche se i generi su cui navigo di più sono gli fps, gli action adventure e gli RPG!
Ritengo che il videogioco sia un medium importante culturalmente parlando e anche a livello di puro intrattenimento! Videogiochi e cinema sono il mio pane!