Souls-like

Dark Souls e Souls-like: come iniziare

Nato con Demon’s Souls nel 2009, ma che ha raggiunto questa sempre maggiore popolarità grazie al suo seguito spirituale, Dark Souls, quello dei Souls-like è un genere che da sempre divide il pubblico: da un lato vi sono quelli che lo denigrano e dall’altro quelli che lo amano.

Per iniziare un Souls-like non si può partire sprovveduti e senza qualche accorgimento, gettandosi semplicemente all’avventura, dato che ciò potrebbe portare a una morte precoce e al conseguente abbandono del gioco.

Siamo qui oggi dunque per darvi qualche consiglio su come iniziare la vostra prima avventura.

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Come iniziare

Molti potrebbero pensare che ciò sia una banalità, tuttavia non bisogna scordare che non tutti i titoli sono reperibili sulla stessa piattaforma: Demon’s Souls è disponibile solo su PS3, mentre Bloodborne è in esclusiva PS4. Bisogna perciò decidere come iniziare.

Sono molti i giocatori che hanno iniziato i Souls-like partendo dal titolo che ha reso grande il genere, ossia Dark Souls, talvolta saltando addirittura Demon’s Souls. Ciò può essere fatto, dato anche che tra i due titoli non vi sono rimandi diretti, bensì solo qualche citazione.

Si può allo stesso modo iniziare con Bloodborne, consci però del fatto che si tratti di un titolo pensato per questa generazione videoludica e che quindi, se si volessero recuperare i predecessori, bisognerebbe o spostarsi nuovamente su Old Gen o giocare alle Remastered, che sono semplicemente dei porting su Current Gen con lievi miglioramenti. delle texture e della stabilità.

Bisogna però essere chiari su una cosa: se si intende partire con Dark Souls, bisogna iniziare dal primo capitolo, quello uscito originariamente su PS3 nel 2011 e che ha ricevuto una versione Remastered nel 2018, contenente il DLC “Artorias of the Abyss”, e che ha portato per la prima volta un gioco della saga anche su console Nintendo, con la Switch.

A questo punto si può proseguire con Dark Souls II, uscito nel 2014, che, nella versione Scholar of the First Sin, contenente i 3 DLC usciti fino ad allora, è disponibile anche su PS4 e Xbox One, oltre che su PC.

Per completare questa saga si finisce con il più recente Dark Souls III, uscito nel 2016 su PC, PS4 e Xbox One, a cui sono stati aggiunti due DLC, acquistabili o separatamente o nella Deluxe Edition.

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Decidere a inizio run che personaggio creare

Usando come esempio per questa sezione Dark Souls, vediamo come la personalizzazione del personaggio mediante dei parametri andranno a modificare il nostro stile di gioco.

Nei vari capitoli questi sono molto simili, perciò se qualche nome dovesse variare da un titolo all’altro non disperate. Sono presenti in ordine i seguenti parametri:

Livello: indica il livello del personaggio che aumenta ogni volta che si migliora un parametro;

Vitalità: indica i punti salute del personaggio;

Volontà: indica il numero di magie equipaggiabili dal personaggio e la percentuale di rilascio di oggetti ottenuti sconfiggendo un nemico, ossia il drop;

Stamina: indica la stamina del personaggio, il peso massimo trasportabile e la resistenza al sanguinamento;

Forza: indica la forza e la velocità di attacco con le armi bianche;

Destrezza: indica la potenza di attacco con le armi che richiedono più tecnica che forza bruta, oltre che la velocità con cui vengono scagliate le stregonerie;

Resistenza: indica la resistenza del personaggio a veleni e tossine, ma anche la difesa fisica seppure in maniera minore e trascurabile;

Intelligenza: indica la potenza delle stregonerie;

Fede: indica la difesa magica e la potenza dei miracoli;

Umanità: a differenza delle altre statistiche, può essere aumentata solo tramite umanità, degli oggetti ottenibili durante l’avventura, e aumenta le possibilità di trovare oggetti sconfiggendo nemici e la resistenza alle maledizioni.

Per potenziare questi parametri, ad eccezione dell’Umanità, bisognerà riposare ai falò, dei veri e propri checkpoint dai quali si ripartirà in caso di morte.

Riposare ai falò è essenziale dato che verrà ristabilita la salute e verranno annullati gli status negativi, oltre al fatto che le fiaschette Estus, strumenti in grado di curarci qualora dovessimo subire danni, saranno riempite.

Fate attenzione però: riposando a un falò, tutti i nemici uccisi fino ad allora torneranno in vita, ad eccezione dei boss e di alcuni mostri speciali.

Ora che conosciamo tutti i parametri, vediamo quali potenziare per padroneggiare le varie classi che bisognerà scegliere durante la creazione del nostro avatar:

Guerriero: è sicuramente la classe più adatta a chi gioca un Souls-like per la prima volta, in quanto è un buon compromesso tra attacco fisico e difesa fisica. Per potenziarlo e sfruttarlo al meglio, bisogna privilegiare i parametri Forza e Destrezza, non dimenticandoci però della vitalità e della stamina.

Cavaliere: si tratta della classe con più vita e difesa, quindi adatta a chi, magari ancora inesperto, vuole provare a buttarsi nella mischia riuscendo a incassare molti colpi senza morire. Per proseguire con questa classe bisogna potenziare i parametri Vitalità, Stamina e Fede, dimodoché si possano usare i miracoli più semplici per curarsi, possedendo però il catalizzatore adatto.

Viandante: classe focalizzata sulla velocità, bisognerà fare attenzione alla scarsa vita e bassa difesa, quindi è sconsigliata a chi è alle prime armi.

Per sfruttare al meglio questa classe bisogna potenziare la Destrezza e l’Intelligenza, dato che potremo utilizzare qualche stregoneria, possedendo però il catalizzatore adatto.

Ladro: classe basata sulla velocità e sugli attacchi a sorpresa, è sconsigliatissima ai principianti, in quanto bisogna essere capaci di sorprendere gli avversari con colpi alle spalle(backstab, vedi dopo) o, se dovessimo essere scoperti, con parate al momento giusto(parry, vedi dopo), consci però del fatto che, se accerchiati, si avranno poche possibilità di uscirne vivi.

Per ottimizzare questa classe bisogna potenziare Destrezza e Intelligenza.

Bandito: classe accessibile a tutti, si basa molto sui parametri Forza e Resistenza, rendendo il personaggio molto forte soprattutto nelle prime aree di gioco.

Non sarà possibile tuttavia potenziare Intelligenza e Fede almeno all’inizio, dato che serviranno moltissime anime per aumentarli.

Cacciatore: classe molto bilanciata, è ottimo per attacchi a distanza mediante l’arco, disponibile nel suo equipaggiamento iniziale, e buono nel combattimento ravvicinato, in quanto molto veloce e capace di schivare gli attacchi nemici.

Si consiglia di potenziare Destrezza, Forza e Stamina, ma anche Intelligenza, dato che, procedendo nel gioco, si potranno apprendere anche delle stregonerie, possedendo però il catalizzatore adatto.

Stregone: classe sconsigliata ai principianti per la bassa salute e difesa, è molto utile negli attacchi a distanza attraverso stregonerie, soprattutto nelle prime fasi di gioco, anche se ha molte difficoltà nel corpo a corpo in quanto dotato di armi a una mano o scudo deboli ed è in netto svantaggio contro i nemici resistenti alla magia.

Per usare al meglio questa classe bisogna ottimizzare Intelligenza e Volontà.

Piromante: classe non proprio adatta ai principianti, ma non per questo sconsigliata, è buona nei combattimenti corpo a corpo mediante l’ascia iniziale e ottima per le piromanzie, capaci di abbattere facilmente anche i nemici più ostici per le altre classi, tuttavia bisogna fare attenzione al loro utilizzo in quanto disponibili in poca quantità.

Per il potenziamento non vi è un parametro più importante rispetto agli altri, si consiglia però di ottimizzare Intelligenza, Volontà e Forza.

Chierico: classe consigliata anche ai principianti, è buona per i combattimenti corpo a corpo, inoltre è dotata di miracoli curativi e del talismano necessario a usarli già dall’inizio, pertanto è capace di concedersi a un’esplorazione maggiore in quanto le fiaschette Estus non saranno l’unico modo per curarsi.

Si consiglia di potenziare Fede e Forza, facendo attenzione alla Destrezza che richiederà più anime per essere aumentata.

Discriminato: classe consigliata solo agli esperti del genere e quindi alla loro abilità, offre dei parametri bilanciati e molte difficoltà data la mancanza di equipaggiamento iniziale, che invece sarà sostituito da una clava e uno scudo di legno.

Capace di essere personalizzato come meglio si vuole, non eccelle in nulla e non ha bisogno di ottimizzazioni privilegiate ai parametri.

Nonostante da gioco a gioco queste classi cambino sia per descrizione che per nome, sono pressocché identiche, soprattutto tra i vari Dark Souls e con qualche differenza per Bloodborne. Quest’ultimo differisce per il fatto che non si può scegliere una classe iniziale ma solo l’arma, che potrà comunque essere cambiata a piacimento durante il corso della storia.

Inoltre manca lo scudo come equipaggiamento iniziale, sostituito dalla pistola/cannone, e le armi potranno essere potenziate solo tramite particolari oggetti, le Rocce del Sangue e le Gemme del sangue, la cui quantità necessaria per il potenziamento varia da livello a livello.

Per ulteriori dettagli su parametri, classi e in generale altri approfondimenti, potete consultare la Wiki italiana  di Dark Souls.

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Imparare a combattere

Sembrerà una banalità, ma combattere non è facile come molti credono. Già la sola scelta della classe, dell’arma principale e di quella di supporto, sia essa uno scudo, un arco o una seconda spada, cambiano drasticamente il nostro approccio.

A prescindere dalla classe, il nostro personaggio potrà combattere gettandosi subito nella mischia o agendo di nascosto e silenziosamente.

A influire sulla nostra strategia sarà dunque un ulteriore parametro, ossia il peso. Il peso influirà non solo sulla nostra velocità di spostamento ma anche su quella che può essere definita la meccanica per eccellenza dei Souls-like: la schivata.

Se il nostro personaggio indossa un’armatura pesante che dà molta difesa e resistenza, la schivata, oltre a essere più lenta nell’esecuzione, coprirà anche minore distanza, e ciò potrebbe essere fatale in battaglie contro nemici o boss molto veloci, pur con la possibilità di sopravvivere.

Questo tipo di schivata viene chiamata fat-roll. Di contro, se abbiamo un’armatura molto leggera o siamo addirittura a petto nudo, le schivate saranno rapide e copriranno grande distanza, tuttavia se dovessimo venire colpiti subiremmo un danno elevato in quanto privi di difese. Questa viene chiamata fast-roll.

Esiste infine una terza schivata, detta mid-roll, che è moderata, sia per velocità d’esecuzione che per distanza coperta.

Risolto il problema del peso, vi illustreremo ora altre due meccaniche di gioco non essenziali, ma che semplificheranno la vostra esperienza: il parry e il backstab.

Il parry, ossia la parata, è una tecnica molto utile eseguibile esclusivamente con uno scudo di medie o piccole dimensioni. Per eseguire un parry bisogna premere il tasto di attacco con lo scudo equipaggiato quando il nemico, che ha iniziato l’animazione dell’attacco, sta per sferrare il suo colpo.

Quando ciò avverrà con il tempismo giusto, oltre a vedere deviato il suo colpo, il nemico spesso cadrà in ginocchio e si sentirà un effetto sonoro: a questo punto possiamo eseguire un attacco leggero che porterà a una piccola animazione e che infliggerà un gran danno.

Ciò è applicabile anche ai boss, seppur questi debbano essere umanoidi e della nostra taglia. Sia che stiamo affrontando un nemico, sia un boss, bisogna fare attenzione al fatto che, qualora non dovessimo riuscire a eseguire il parry, il nostro personaggio rimarrà scoperto per qualche millesimo di secondo, quanto basta per essere colpiti. Pertanto calcoliamo in anticipo il rischio e prepariamoci alle eventuali conseguenze.

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Questa meccanica è diversa in Bloodborne, dove per eseguire il parry bisogna sparare con l’arma da fuoco con le stesse modalità della parata, ossia il nemico deve aver iniziato l’animazione dell’attacco e deve star per scagliare l’attacco. In questo caso il parry può essere fatto contro tutti i boss.

La seconda meccanica è il backstab, che consiste nel colpire un nemico alle spalle con un attacco leggero o agendo silenziosamente o dopo aver eseguito un parry.

Facendo ciò inizierà un’animazione che porterà via all’avversario una grande quntità di vita, talvolta eliminandolo al primo colpo qualora fosse particolarmente debole.

Una sua variante avviene nelle battaglie contro i boss quando, dopo aver inflitto tanti danni interrompendo la loro serie di attacchi, li sbilanceremo: a questo punto potremo eseguire un attacco leggero cui seguirà un’animazione allo stesso modo dei backstab.

Questa tecnica tuttavia, a differenza dei backstab tradizionali, non dovrà essere eseguita alle spalle del boss bensì di fronte nella parte più scoperta e debole, in genere la testa o il torace.

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Fare attenzione agli NPC, alla loro storia e al loro carattere

Il mondo dei Souls-like è sempre caratterizzato dalla presenza di molti NPC(Non-Player Character) o PNG(Personaggio Non Giocante), tutti molto importanti e ben caratterizzati. Gli NPC, oltre a fornire qualche dettaglio sul mondo di gioco e sulla lore, ossia la trama non raccontata ma evinta, sono coloro che daranno al giocatore le quest, delle vere e proprie missioni secondarie in cui bisognerà fare determinate azioni in un ordine prestabilito per poterle portare a compimento.

Per far iniziare una quest, dovremo parlare con il relativo NPC, tenendo conto che, se dovessimo fallire, non potremo più ripeterla.

Bisogna fare attenzione però: se dovessimo, anche per sbaglio, attaccare un NPC, questo diventerà ostile nei nostri confronti e la sua quest non sarà più accessibile.

Esistono tuttavia dei modi per potersi riconciliare agli NPC: su Dark Souls, per esempio, parlando con Oswald di Carim, detto l’Assolutore, potremo espiare i nostri peccati, ottenendo di nuovo la possibilità di intraprendere le quest bloccate.

Oltre agli NPC buoni, che potrebbero aiutarci o dandoci oggetti e potenziamenti o sotto forma di evocazioni durante le battaglie con i boss, esistono anche quelli cattivi, che invaderanno il nostro mondo e che dovremo per forza sconfiggere, oppure altri che saranno dei doppiogiochisti, in quanto inizialmente si mostreranno gentili ma, a un certo punto, ci pugnaleranno alle spalle e viceversa, ossia nemici che prima appaiono ostili ma che poi si riveleranno degli ottimi alleati.

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Avere pazienza

Semberà la frase più scontata e quasi più odiata da coloro che non riescono a superare i primi livelli nei Souls-like. Tuttavia è il gioco stesso a consigliarlo.

I Souls-like appartengono a quella categoria di giochi detti Trial and Error, ossia quei giochi in cui, quando non si riesce a proseguire, si muore e si tenta un approccio diverso, seguendo la filosofia del “sbagliando si impara“.

Se vi ritrovate di fronte un nemico che come primo attacco si scaglia contro di voi, se doveste morire, al secondo tentativo sapete che dovrete eseguire una schivata laterale. Allo stesso modo, se seguendo una strada vedete che i nemici in zona sono troppo forti o che vi manca l’equipaggiamento adatto, capite che la prossima volta non dovrete andare di là.

I Souls-like, inoltre, rendono questo concetto un mantra, dato che la morte, che si presenterà svariate volte non solo ai principianti ma anche ai più esperti, non rappresenta la fine ma l’inizio di una nuova possibilità, attraverso la quale, imparando dagli errori del passato, possiamo diventare più forti.

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Si conclude qua la guida su come approcciarsi a Dark Souls e ai Souls-like in generale, sperando di esservi stati d’aiuto e di avervi fatto rivalutare almeno un po’ il genere.

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