State of Play del 27 maggio – Horizon II: Forbidden West

State of Play del 27 maggio - Horizon II: Forbidden West 1

A cura di Davide Vitanza

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Durante la giornata di ieri si è svolto, a partire dalle ore 23 italiane, lo State of Play precedentemente annunciato dedicato interamente a Horizon II: Forbidden West, il seguito diretto di Horizon Zero Dawn sviluppato da Guerrilla Games. La presentazione è stata aperta da Mathijs de Jonge, game director già del primo capitolo, che ha introdotto una sezione di gameplay di ben 14 minuti.

Horizon II: Forbidden West – Primo gameplay

Dopo una breve cut scene in cui Aloy, protagonista della serie, soccorre un uomo ferito mentre è alla ricerca dell’amico Erend, ha inizio la vera e propria sequenza di gameplay, a dire il vero non troppo dissimile da quello visto nel primo capitolo. Nella prima parte, infatti, il parkour serve principalmente a mostrare, grazie alla stupenda grafica realizzata con Decima, la nuova ambientazione del titolo, lo Utah.

Horizon II: Forbidden West

Dopo una breve fase di esplorazione compaiono i primi problemi: si tratta di un branco composto da nuovo tipo di macchine ostili, simili ai velociraptor, dal nome Squarciavento, che inizierà ad attaccare Aloy. Come nel primo capitolo, la ragazza potrà contare su arco e frecce per sconfiggerli mirando ai punti deboli, evidenziati in giallo grazie al focus, lo strumento indispensabile che Aloy ha usato sin dal’inizio della sua avventura.

Dopo un primo combattimento ha inizio una nuova fase di parkour in cui viene mostrata una delle novità principali, ossia il nuoto, di cui sappiamo l’esistenza sin dal primo trailer. Durante le fasi acquatiche, in cui si disporrà di una maschera marina per respirare sott’acqua, Aloy potrà decidere se nuotare in superficie o se immergersi nelle profondità. Stando sott’acqua bisognerà fare comunque attenzione alle macchine, perciò sarà necessario nascondersi in mezzo alle alghe e sfruttare dei particolari appigli per potersi muovere più velocemente.

All’uscita dall’acqua ha inizio un’altra cut scene in cui Aloy trova Erend, ferito e catturato da dei predoni in grado controllare le macchine, in particolare una nuova specie simile ai mammut dal nome Tremorzanna. Ha adesso inizio una fase dedicata allo stealth, in cui un nemico viene colpito alle spalle con un attacco furtivo, e un’altra dedicata al combattimento corpo a corpo, da alternare opportunatamente con gli attacchi a distanza. In particolare, sono state aggiunte nuove mosse che permettono di distruggere più efficacemente le armature avversarie sfruttando una combo tra i due stili di lotta.

Horizon II: Forbidden West

Nella fase successiva di gameplay, Aloy mostra un nuovo strumento, ossia l’alascudo, un deltaplano tecnologico con il quale planare da altezze considerevoli, e l’override, la meccanica che permette di controllare le macchine se prese di nascosto. A questo punto, Aloy riesce a raggiungere finalmente Erend, ma prima deve scontarsi col Tremorzanna. La battaglia è molto bella esteticamente, e alterna fasi in cui bisognerà schivare gli attacchi della macchina e altre in cui invece sarà la cacciatrice a colpire, ricorrendo a un grande arsenale di strumenti, la maggior parte dei quali risalenti al primo capitolo e gestibili attraverso la classica ruota delle armi.

Il Tremorzanna, essendo un nemico molto grosso, avrà i punti deboli in evidenza, quindi sarà molto facile colpirlo, ma per evitare che la battaglia non sia a senso unico, nonostante la forza della macchina, è stata collocata sul suo dorso una lettiga (termine tecnico howdah, ndr) dalla quale i predoni cercheranno di colpire Aloy, in pieno stile Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re. Distrutta quest’ultima, sarà infine il turno dell’enorme macchina, che viene sconfitta grazie a un ultima freccia scoccata contro il suo ventre.

Terminato lo scontro segue un’ultima cut scene in cui Aloy ed Erend possono finalmente ricongiungersi. Quest’ultimo, inoltre, consegna alla ragazza un oggetto particolare che proietta un ologramma dell’America a mo’ di mappa del tesoro, indicando alcuni punti di interesse vicini al luogo in cui i due si trovano. Sul finire appare una tempesta di cui, a quanto pare, Aloy sapeva già la comparsa. Ciò potrebbe far suppore che la ragazza abbia trovato qualche localizzatore o satellite capace di prevedere le condizioni atmosferiche, o ancora qualche profezia che parlava di tutto ciò.

Horizon II: Forbidden West

Horizon II: Fobidden West – Approfondimento

Dopo i 14 minuti di gameplay promessici dal game director, è proprio quest’ultimo a introdurre Ben McCaw, il narrative director della serie, che inizia a spiegare alcuni dettagli sulla trama di questo secondo capitolo. Dopo un’introduzione generale, parallela a quella vista in Horizon Zero Dawn, ossia del mondo devastato da una catastrofe globale che ha portato le macchine a ricoprire il ruolo di specie dominante, si parla di una strana piaga rossa che ha iniziato a colpire l’Ovest Proibito e che minaccia l’essere umano.

Solo Aloy è in grado di fermare questa piaga, ma per riuscirci dovrà esplorare ancora una volta le rovine del mondo antico con i suoi compagni per trovare le tecnologie necessarie. Una di esse è proprio quella cercata a San Francisco da Erend, il quale però si imbatte nella tribù dei Tenakth, dei guerrieri molto forti capaci di dominare le macchine.

Al termine della presentazione, infine, i due presentatori non hanno fornito alcuna data d’uscita, specificando che daranno altre informazioni con l’avvicinarci ad essa, senza però far intendere nemmeno il periodo. Rimane dunque il dubbio sull’uscita di Horizon Forbidden West, se rispetterà il programma e uscirà nel 2021 o se verrà rimandato all’anno prossimo. In ogni caso, alla luce dei recenti prodotti pubblicati ma che hanno mostrato molti problemi, ben vengano i rinvii che portino a miglioramenti generali, soprattutto considerando che il gioco uscirà anche su PS4, che per forza di cose monta un hardware più vecchio, soprattutto nelle versioni Fat e Slim.


Vi lasciamo di seguito l’intero State of Play di Horizon II: Forbidden West qualora voleste recuperarlo.


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Di Davide Vitanza

Appassionato dai videogiochi sin da piccolo, sono cresciuto con Zelda e Pokemon, passando da Resident Evil a Medievil a Prince of Persia. Il DS è la console che mi ha segnato drasticamente, facendomi amare sempre di più i videogiochi. Oggi gioco la qualunque, dai Tripla A agli Indie, e apprezzo il gioco non solo in quanto fonte di divertimento ma anche in quanto forma d’arte, perché alla fine è questo che oggigiorno rappresenta.