Pokémon Unite: ecco il grande annuncio dal Pokémon Presents del 24 giugno

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A cura di Davide Vitanza

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Pokémon Unite è il nuovo titolo secondario della serie, frutto della collaborazione fra The Pokemon Company e Tencent. Durante lo scorso Pokémon Presents tenutosi il 17 giugno, The Pokémon Company aveva fatto sapere che oggi, 24 giugno, si sarebbe svolto un secondo direct con un “grande annuncio”.

https://www.youtube.com/watch?v=RX-ltSHrPsM
Pokémon Presents del 24 giugno

Il gioco altro non è che un MOBA sullo stile di League of Legends nella quale due squadre da 5 giocatori dovranno combattere tra di loro per raggiungere la vittoria. Pokémon Unite presenta una meccanica molto interessante, ossia quella che, una volta raggiunto un determinato livello, il Pokémon si evolverà nel mezzo della partita.

Pokémon Unite sarà un free to start, cioè un gioco gratuito ma per cui bisogna sborsare soldi se si vogliono usare tutte le funzionalità. Uscirà sia su Nintendo Switch che su Mobile e sarà inoltre supportato il cross-play, anche se non si sa ancora nulla sulla data d’uscita.

Pokémon Unite: ecco il grande annuncio dal Pokémon Presents del 24 giugno 1
Gameplay di Pokémon Unite

Insomma, The Pokémon Company aveva fatto salire le aspettative settimana scorsa, e Pokémon Unite ha tutta l’aria di non essere ciò che i fan aspettavano, dato che si tratta di un gioco secondario con un genere di nicchia, che non tutti apprezzano. Tra i più quotati dai fan vi erano dei nuovi Pokémon Let’s Go e i remake di Pokémon Diamante e Perla. Se gli annunci di scorsa settimana dunque vi erano sembrati scialbi, questo nuovo Pokémon non ha ribaltato il trend.


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Di Davide Vitanza

Appassionato dai videogiochi sin da piccolo, sono cresciuto con Zelda e Pokemon, passando da Resident Evil a Medievil a Prince of Persia. Il DS è la console che mi ha segnato drasticamente, facendomi amare sempre di più i videogiochi. Oggi gioco la qualunque, dai Tripla A agli Indie, e apprezzo il gioco non solo in quanto fonte di divertimento ma anche in quanto forma d’arte, perché alla fine è questo che oggigiorno rappresenta.