Carrion – Recensione di un horror molto particolare

Carrion - Recensione di un horror molto particolare 1

A cura di Davide Vitanza

Sviluppato da Phobia Game Studio e distribuito da Devolver Digital, Carrion è un reverse-horror uscito lo scorso 23 luglio per Xbox One, Nintendo Switch e PC. Il team ha anche creato Butcher, di cui potete trovare la nostra recensione.

Il nostro gameplay si basa sulla versione PC, di cui non dobbiamo segnalare alcun bug o problema, se non qualche calo di frame rate quando sono presenti tanti elementi sullo schermo. Buona lettura.

Trama – Un sovvertimento delle regole

Di norma, in un titolo horror i protagonisti sono uomini o donne che devono fronteggiare creature spaventose, entità misteriose o i loro incubi peggiori, magari per salvare qualcuno o semplicemente per sopravvivere a un qualche disastro.

Quest’ultimo è il caso di Carrion, le cui vicende si svolgono all’interno di un laboratorio sotterraneo segreto dove viene studiata una strana creatura che, però, riesce a liberarsi. A questo punto chiunque penserebbe che il protagonista sia uno dei membri del laboratorio, o per lo meno qualcuno che si trovi dentro la struttura. Qui avviene invece un sovvertimento delle normali regole dell’horror.

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Carrion è sì un gioco dell’orrore, ma lo è al contrario: il protagonista del gioco è infatti la stessa creatura che di norma il giocatore dovrebbe evitare per sopravvivere. Questa viene semplicemente definita Biomassa, ossia un un agglomerato di organismi non meglio specificati che divorerà qualunque cosa gli capiti a tiro, siano esse parti dell’edificio o esseri umani.

La trama a questo punto diventa quasi inesistente, dato che lo scopo del gioco è fuggire dal laboratorio uccidendo violentemente tutti i suoi membri, perlustrando le varie sezioni che lo compongono e ottenendo, dopo aver superato degli enigmi non particolarmente difficili, dei power-up che ci permetteranno di esplorare zone che fino a quel momento erano inaccessibili. Si unisce dunque al reverse-horror anche la formula tipica dei Metroidvania, in cui aree che prima non potevamo perlustrare diventano percorribili dopo aver ottenuto dei potenziamenti.

Gameplay – Essere un mostro non è mai stato così soddisfacente

Se la trama di Carrion risulta banale già solo dopo la prima mezz’ora di gioco, con assenza di cutscenes e in generale di qualsivoglia forma di documentazione che ci dia qualche informazione sulla storia o anche solo sulla lore, lo stesso non si può dire sul gameplay, che è realizzato molto bene e che dà quasi appagamento: afferrando con uno dei tentacoli un nemico, avvertiremo pad alla mano delle sensazioni molto dettagliate, che vanno dalla violenza della biomassa al dolore provato dalla povera vittima.

In generale il feeling con i comandi è di buon livello, anche se nelle parti iniziali risulta molto complicato e confusionario. Tuttavia, dopo averci fatto l’abitudine e aver compreso tutte le meccaniche, proseguire diventa molto più semplice e anche il giocatore diventerà molto più veloce, sia a muoversi nella mappa di gioco che a combattere i vari nemici.

Carrion

La difficoltà è bilanciata, dato che all’inizio i nemici saranno disarmati e impotenti e man mano che si prosegue diventeranno più forti utilizzando armi sempre più potenti e attaccando in massa. Essere un mostro quindi non ci rende invincibili, perciò dovremo pensare attentamente alla nostra strategia: potremo muoverci fra spazi angusti per sorprendere un nemico alle spalle, fare rumore per attirarlo in un punto ben preciso, oppure scagliare su di lui un oggetto in modo da poterlo afferrare senza alcun problema.

Il gioco offre alla nostra creatura molti potenziamenti, con cui potremo superare ostacoli più facilmente. Ogni volta che si ottiene uno di questi power-up, le dimensioni della Biomassa aumentano in relazione alla salute, facendo variare anche le abilità: nel primo stadio, definito con la barra della salute di colore verde, le dimensioni della biomassa saranno molto piccole, e ciò ci permetterà di muoverci molto velocemente, oltre a darci alcune abilità uniche.

Lo stesso discorso vale per il secondo stadio, la cui barra della salute è gialla, avremo una dimensione abbastanza grande, ci muoveremo più lentamente e saremo più forti, e il terzo stadio, con la barra rossa, in cui occuperemo gran parte dello schermo, sarà difficile passare per spazi stretti ma avremo un’elevata potenza.

Come già detto, aumentando le dimensioni della Biomassa anche i movimenti diventeranno più lenti e difficili da eseguire. Purtroppo muoversi in generale risulterà complicato quando si è nello stadio finale: essendo la nostra creatura una massa informe, sarà difficile capire dove si trovi la testa e ciò ci porterà più volte a rimanere incastrati nella porta che vogliamo attraversare non riuscendo a comprendere quale parte del corpo muovere per prima, oppure, rimanere bloccati in alcuni punti attraverso i quali non riusciamo più a passare.

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Le dimensioni elevate della Biomassa ridurranno inoltre il nostro campo visivo, dato che buona parte dello schermo sarà occupato da essa. Pertanto quando ci ritroveremo a dover affrontare dei nemici armati, verremo colpiti con facilità. Durante gli scontri, inoltre, l’uso dei tentacoli risulterà complicato, dato che prendendo la mira dovremo rimanere fermi per evitare di afferrare qualche oggetto inutile. Ciò risulta frustrante soprattutto quando si vuole afferrare un nemico stordito, perdendo di conseguenza l’occasione di ucciderlo.

Comparto tecnico – Immersi nel gioco

Lo stile grafico di Carrion è molto suggestivo, con la pixel-art usata alla perfezione senza alcun tipo di sbavatura. Scegliere di far giocare i videogiocatori nei panni della Biomassa con questo stile è stata una scelta saggia, dato che in questo modo non si rischia di creare animazioni brutte da vedere o cali di prestazioni, che sarebbero state invadenti nei momenti in cui siano presenti tanti elementi su schermo, tra nemici e oggetti distruttibili.

Tuttavia, il vero pezzo forte di Carrion è rappresentato dai suoni, capaci di coinvolgere appieno il videogiocatore facendolo immedesimare, oltre che con la Biomassa, anche con gli altri umani: quando si afferra un qualunque essere umano, si sentono le loro urla di angoscia e di terrore che trasmettono alla perfezione le loro attuali emozioni. Anche quando questi scappano in preda al panico o si preparano a combattere, i suoni emessi da loro ci rendono partecipi delle loro sensazioni.

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Se i suoni sono di ottimo livello, lo stesso non si può dire per la colonna sonora, abbastanza dimenticabile e in generale non all’altezza del gioco, cui sarebbero servite invece musiche adatte alla frenesia dell’azione e all’atmosfera quasi raccapricciante.


Carrion è un horror in pixel-art dallo stile unico, capace di sovvertire le normali regole di questo genere per creare un gioco in cui siamo noi i cattivi. Sebbene la trama sia banale e non si faccia alcun riferimento al mondo di gioco, il gameplay è ciò che caratterizza questo titolo. Prendendo alcuni elementi dal genere dei Metroidvania, Carrion riesce a divertire il videogiocatore grazie alla sua brutalità e all’ottimo feeling con i comandi che ne consegue, anche se sono presenti alcuni problemi legati alle meccaniche di gioco, su tutti l’uso dei tentacoli, non sempre facili da usare.

Consigliato


Pregi

  • Gameplay di ottimo livello
  • I power-up sono molto belli da vedere
  • Ottima combinazione fra reverse-horror e Metroidvania
  • Uso dei suoni eccellente…

Difetti

  • …ma mancanza di OST memorabili
  • Storia e narrazione assente
  • Quando si è enormi si hanno molte limitazioni


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Di Davide Vitanza

Appassionato dai videogiochi sin da piccolo, sono cresciuto con Zelda e Pokemon, passando da Resident Evil a Medievil a Prince of Persia. Il DS è la console che mi ha segnato drasticamente, facendomi amare sempre di più i videogiochi. Oggi gioco la qualunque, dai Tripla A agli Indie, e apprezzo il gioco non solo in quanto fonte di divertimento ma anche in quanto forma d’arte, perché alla fine è questo che oggigiorno rappresenta.