Hyrule Warriors: L’era della calamità – Recensione del musou ambientato 100 anni prima di Breath of the Wild

Hyrule Warriors: L'era della calamità - Recensione del musou ambientato 100 anni prima di Breath of the Wild 1

A cura di Davide Vitanza

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Frutto della collaborazione fra Nintendo e Koei Tecmo Games, Hyrule Warriors: L’era della calamità è il secondo capitolo della serie Hyrule Warriors, spin-off della più celebre saga di The Legend of Zelda. Questo secondo episodio, tuttavia, non va inteso come un semplice capitolo a sé stante, collocato nell’universo di Zelda, bensì come un prequel molto importante del più recente The Legend of Zelda: Breath of the Wild, vincitore nel 2018 del premio Game of the Year.


Questa recensione si baserà su opinioni del tutto personali, derivate dal fatto che si tratta del primo musou a cui abbia mai giocato per intero, e pertanto non utilizzerò mai termini troppo specifici o mi atteggerò a esperto, poiché non lo sono. Detto questo, buona lettura!


Trama – Hyrule, 100 anni prima

The Legend of Zelda: Breath of the Wild inizia con il risveglio di Link 100 anni dopo l’arrivo della calamità Ganon nel regno di Hyrule. In questo titolo il giocatore rimane ignaro di cosa sia accaduto, ma può riacquisire la memoria guardando i frammenti di ricordi sparsi per la mappa. Grazie a queste cut-scenes, il giocatore è quindi riuscito a ricostruire la storia di Hyrule e ciò che accadde in origine, pur senza particolari dettagli e approfondimenti.

Hyrule Warriors

Con Hyrule Warriors, invece, viene esplorato proprio questo periodo antecedente all’arrivo della calamità, in cui si può palpare la paura e lo sconforto dei protagonisti che non sanno ancora cosa accadrà. La calamità Ganon si è appena abbattuta su Hyrule, e la Principessa Zelda, insieme a Link, si prepara ad affrontarla. Quando il potere sprigionato da Zelda pervade l’intero castello, un piccolo guardiano, nascosto dentro una scatola nella stanza della principessa, si risveglia, ma senza essere stato influenzato da Ganon. Deciso a salvare Zelda, riesce a tornare indietro nel tempo, esattamente a qualche settimana prima dell’arrivo della calamità.

Nella piana di Hyrule si sta combattendo una battaglia tra i cavalieri del regno e dei mostri, segno dell’imminente arrivo di Ganon. Tra i guerrieri sul fronte sono presenti alcuni dei personaggi principali di Breath of the Wild, come i già citati Link, che è ancora un cavaliere ignaro del suo destino, e la Principessa Zelda, intenta a sviluppare il suo potere per fermare Ganon, Impa, la Consigliera di Hyrule, stavolta giovane e pronta a combattere per il regno, e il Re Rhoam Bosphoramus Hyrule, sovrano del regno, che coordinerà le manovre di attacco e difesa rimanendo nel castello.

Oltre a loro, non possono di certo mancare quelli che saranno i Quattro Campioni, ossia Mipha, la Principessa degli Zora, Daruk, l’Impavido Goron, Revali, il Guerriero dei Rito, e Urbosa, la Matriarca Gerudo. Tutti e quattro sono già famosi tra la loro gente, ma ancora non sono stati scelti come piloti dei Colossi Sacri. La loro storia perciò non è ancora stata scritta, così come il loro nefasto destino e quello di Hyrule.

Come per tutti i prequel, il giocatore sa già dove andrà a parare la storia, pertanto certe scene riporteranno alla mente quanto visto in Breath of the Wild. Tuttavia, ciò non nuoce alla trama del gioco, che presenta alcuni momenti molto toccanti e colpi di scena. Questi ultimi in particolare sono presentati nei momenti più impensabili, ma, col senno di poi, prevedibili. Volendo lasciarvi qualche indizio, senza rovinarvi le sorprese, riporto quanto già detto precedentemente: un guardiano torna indietro nel tempo per salvare la Principessa Zelda. Ci riuscirà? Lascio a voi questo dilemma, nella speranza di avervi incuriosito.

La trama di Hyrule Warriors: L’era della calamità è ottima sotto ogni aspetto, dagli elementi ripresi dal capitolo principale alle innovazioni. Il giocatore sa di star vivendo un’esperienza simile a quella di Breath of the Wild, ma al contempo sa che è qualcosa di nuovo e mai visto. Si tratta di un gioco che, almeno per questo aspetto, dovrebbe essere giocato da tutti i fan di Breath of the Wild e di Zelda in generale, poiché mantiene la stessa forza emotiva del capitolo principale e di tutti gli altri titoli della serie.

Gli eventi narrati sono molto avvincenti, e non faranno mai annoiare il giocatore, se non per il gameplay di cui parlerò tra poco. Arrivati a un determinato punto, ossia quello di svolta, la storia prenderà una piega ancora più entusiasmante, tanto da darvi la voglia di voler vedere quanto prima il finale, non scontato e anche questo commovente, non solo per la storia in sé, ma anche per come è narrata. Da fan di lunga data di Zelda, è un finale alla Zelda, che mi ha colpito tantissimo in positivo.

Degno assolutamente di Breath of the Wild, Hyrule Warriors: L’era della calamità potrebbe costituire un tassello importante anche per il seguito del capitolo principale. La carne al fuoco è tantissima, e ora sta a Nintendo sviluppare una storia di livello altrettanto alto nel sequel, in cui quasi certamente si riprenderà da dove si era interrotto Breath of the Wild. Ma chissà che non vengano aggiunti anche elementi di Hyrule Warriors, legati soprattutto alla parte centrale e finale della storia.

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Gameplay – Tra orde di nemici e mosse spettacolari

Un musou tradizionale

Come già detto in apertura, Hyrule Warriors: L’era della calamità appartiene al genere musou, in cui cioè, ricoprendo i panni di un personaggio, dovremo affrontare da soli orde di nemici. Questo secondo capitolo appartiene in tutto e per tutto a questo genere: attraverso un discreto numero di personaggi giocabili, alcuni presi da Breath of the Wild e altri inediti e talvolta bizzarri, potremo combattere centinaia e centinaia di nemici, molti dei quali ricorrenti all’interno della serie, come i boblin o i lizalfos e, perché no, anche i temutissimi Lynel.

Prima di scendere in battaglia, potremo scegliere le nostre mosse e cambiare i nostri equipaggiamenti nell’hub centrale, ossia la mappa di Hyrule. Qui potremo combattere con nemici o alleati in missioni secondarie, che daranno esperienza e oggetti, questi ultimi necessari per soddisfare le richieste degli NPC. Queste richieste sono molto importanti in quanto ci doneranno vari bonus, come l’aggiunta di un cuore alla salute massima, che viene dunque ampliata per sempre, la possibilità di usare nuove combo o ancora l’aggiunta di una nuova barra per la mossa speciale.

Oltre alle richieste, nella mappa di Hyrule sono presenti diverse missioni secondarie, che consistono nello sconfiggere un certo quantitativo di nemici. Talvolta la missione dovrà essere completata entro lo scadere del tempo, talvolta usando uno specifico personaggio, talvolta senza essere colpiti da attacchi nemici. Queste missioni sono molto variegate, sia per ambientazioni che per nemici presenti, tant’è che difficilmente risulteranno ripetitive, anzi saranno importanti per ottenere risorse, necessarie per completare le richieste.

Un problema legato alle missioni secondarie è però la difficoltà con cui si sale di livello: uccidendo centinaia di nemici, il giocatore non verrà ripagato con ingenti quantità di esperienza, ma solo con un minimo. La maggior parte di questa, che consiste in metà barra, verrà data solo al completamento della missione. Ciò non invoglia a ripeterle, dato che le ricompense saranno ottenibili solo la prima volta.

Hyrule Warriors

Il mondo di gioco in cui si sviluppa la storia di Hyrule Warriors è uguale a quello di Breath of the Wild: sarà ovviamente Hyrule il campo di battaglia principale, ma saranno presenti molti luoghi già visitati, tutti molto fedeli all’originale. Se il giocatore ha esplorato a fondo il capitolo principale, potrebbe anche trovare alcuni percorsi segreti, che porteranno a forzieri con oggetti importanti o ancora ai semi Korogu, questi ultimi ancora una volta disseminati per le varie mappe.

Nel gioco saranno presenti molti personaggi utilizzabili, ognuno dotato di armi, attacchi e abilità differenti. Prendendo come esempio la demo, analizzata nella nostra anteprima, i personaggi sono ben diversi gli uni dagli altri: Zelda, per esempio, userà la tavoletta Sheikah e i poteri in essa contenuti; Impa si servirà di uno spadino e delle Carte, con le quali può assorbire simboli rilasciati sui nemici per potenziarsi. L’unico personaggio versatile è Link, in quanto armato sia di spada e scudo, equipaggiamento standard a inizio gioco, sia di spadoni, lance e oggetti lanciabili (boomerang), ognuno con combo differenti.

Ognuna di queste armi, e anche quelle degli altri personaggi, può essere potenziata presso la Gilda dei fabbri di Hyrule, che per una modica cifra le renderà più forti. Questa è una meccanica molto importante, in quanto non solo viene potenziata l’arma, ma vengono anche aggiunti dei marchi, che aumentano determinati parametri (Forza +5% quando vengono eliminati 100 nemici, Aumento del 5% delle probabilità di trovare risorse). Se ben gestite, le armi diventeranno molto forti, anche se siete a un livello basso.

Come già detto, ogni personaggio giocabile è dotato di un vasto catalogo di mosse, eseguibili utilizzando la giusta sequenza di attacchi, ossia normali (Y) e forti (X). Alcuni personaggi avranno a disposizione meno mosse, ma potranno disporre di un maggior numero di combo, queste ultime, come già detto, ampliabili completando le richieste. Oltre a questi attacchi, esistono altre tipologie di mosse: le azioni personaggio, eseguibili premendo ZR, e la sopracitata mossa speciale, eseguibili invece premendo A.

Hyrule Warriors

Combo e livelli

Combo e mosse speciali sono molto belle da vedere, e alcune di esse sono addirittura spettacolari, segno della cura che Omega Force, gli sviluppatori del gioco, ha dato ancora una volta ad Hyrule Warriors.
Tuttavia, come accade spesso con questa tipologia di titoli, il giocatore (o almeno io, nel mio caso) si abituerà a usare quasi sempre un determinato attacco, e per un po’ userà solo quello. Quando cambierà finalmente stile, inizierà a usare solo quell’altro fino a cambiare di nuovo, e così via.

Per questo motivo, alcuni personaggi risulteranno più comodi da usare, poiché dotati di combo facili da eseguire o comunque che rientrano nei nostri “canoni”. Altri, invece, non li useremo quasi mai, tranne quando obbligatori. Questo porterà a un altro problema, ossia il livello di sfida. Non ci troveremo quasi mai, soprattutto nelle prime ore, in grosse difficoltà, dato che molto probabilmente disporremo di un Link di livello alto rispetto a quello di sfida, e degli altri personaggi al livello suggerito per la missione che stiamo affrontando.

Terminata una missione principale, nella mappa di Hyrule ne comparirà un’altra, ma stavolta il livello sarà superiore rispetto a prima e talvolta anche di molto. Come detto sopra, l’esperienza ricevuta completando una missione secondaria è molto poca, perciò, anche completandole tutte prima della principale, il giocatore si ritroverà con la maggior parte dei personaggi a un livello inferiore, e pertanto la missione risulterà più complicata. Fortunatamente è presente il Campo di addestramento, nel quale, utilizzando le rupie, la classica moneta di Hyrule, potremo far salire immediatamente il livello di tutti i personaggi, ad eccezione di Link, che farà da limite (nessun personaggio potrà raggiungere in questo modo un livello superiore a lui).

Il problema sorge quando disponiamo di un gran numero di personaggi e il livello suggerito per svolgere la missione principale è molto alto rispetto a quello di partenza. Per farvi comprendere meglio questo discorso, vi riporto un esempio, senza spoiler, tratto dal gioco stesso: la missione principale richiede il livello 33, e tutti, ad eccezione di Link, hanno un livello inferiore. Per portare Impa dal livello 30 al 33 occorrono 630 rupie. Pur applicando degli sconti (ottenibili completando le richieste), le rupie necessarie per portare tutti i personaggi al livello richiesto sono troppe, e, nel mio caso, non potrò potenziare più di 4 personaggi, costringendomi a lasciare qualcuno a un livello troppo basso.

Qualora dovesse comparire una missione principale con quel personaggio di livello troppo basso, dovrei sborsare una quantità ingente di rupie, e probabilmente nemmeno riuscirei a pagare tutto. Fortunatamente, nelle fasi avanzate del gioco, questo problema tenderà a scomparire, dato che disporremo di una grande quantità di rupie. Ciò non elimina il problema, poiché il denaro potrebbe scarseggiare a causa di particolari richieste o per aver potenziato le armi presso la sopracitata Gilda dei fabbri di Hyrule.

Hyrule Warriors

Mini-boss e strumenti Sheikah

Ritornando a parlare delle mosse, come già detto sono presenti numerose combo, eseguibili alternando i tasti. Oltre a questi, alle azioni personaggio e alle mosse speciali si aggiungono anche gli strumenti Sheikah, ossia quelli già presenti in Breath of the Wild:

  • Stasys (R + X), che bloccherà i movimenti dei nemici di fronte;
  • Bomba radiocomandata (R + Y), che colpirà i nemici con forti esplosioni, capaci anche di rompere la guardia dei mini-boss;
  • Glacyor (R + A), che crea un pilastro di ghiaccio ai propri piedi permettendo di planare con la paravela;
  • Kalamitron (R + B), che usa la forza magnetica per attirare a sé gli oggetti e le armi metalliche.

Ognuno di questi strumenti, la cui funzione rimane simile, ma la cui esecuzione varia fra i vari personaggi, può essere usato o per attaccare o per difendersi. All’interno di Hyrule Warriors, oltre alle orde di nemici, saranno presenti dei mini-boss, collocati all’interno di avamposti da conquistare o a capo di legioni che ci attaccheranno in campo aperto. Questi nemici saranno dotati di una grande barra della vita, perciò sarà difficile abbatterli.

Per poter togliere tanta vita, e nella maggior parte dei casi uccidere con un colpo solo, questi nemici, sarà necessario rompere la loro guardia. Questa sarà visibile solo in alcuni casi: quando il nemico porta a termine una combo, quando si esegue una schivata perfetta (bisogna schivare un momento prima di essere colpiti), e quando si bloccano le loro mosse con gli strumenti Sheikah. In quest’ultimo caso, utilizzare uno strumento a caso non porterà l’esito sperato: bisognerà infatti usare lo strumento adatto.

Quando un nemico si prepara a eseguire una combo più complessa, apparirà sulla sua testa un simbolo, richiamante uno degli strumenti Sheikah. A questo punto, dovremo utilizzare lo strumento corrispondente (nel caso in cui compaia una calamita dovremo usare il Kalamitron). Interrompere una combo in questo modo non farà rompere del tutto la guardia, piuttosto ne leverà la metà. A quel punto continuate ad attaccare e schivare fino a poter romperla di nuovo. Rotta la guardia, si potrà eseguire una nuova mossa, ossia l’attacco punto debole.

Hyrule Warriors

Comparto tecnico – Al di là delle mie aspettative

Prestazioni e grafica

Sa la demo di Hyrule Warriors: L’era della calamità ci aveva lasciato ottime impressioni per quanto riguarda il gameplay e quei piccoli accenni di trama, lo stesso non si poteva dire del comparto tecnico, caratterizzato da gravi cali di frame-rate e numerosi pop-in di elementi scenici. Con il gioco completo, però, possiamo dirci abbastanza soddisfatti del lavoro di ottimizzazione svolto.

Il gioco si mantiene per lo più a 30fps, calando a 25fps quando sono presenti numerosi nemici su schermo. Ciò accade di frequente, perciò si è costretti a farci l’abitudine. Questi cali, tuttavia, non inficiano sul gameplay, rendendo il gioco abbastanza scorrevole. Si avranno cali di frame più drastici quando verranno usate mosse speciali contro numerosi nemici, ma non si scenderà mai sotto i 20fps, cosa che invece accadeva spesso nella demo.

Come già detto più volte, sono molti i personaggi giocabili, e tra questi ne sono presenti alcuni molto grandi. Utilizzando questi ultimi, i cali di frame saranno sempre più frequenti, oltre al fatto che verrà occupata gran parte dello schermo dallo stesso personaggio. Le cose si complicano ulteriormente quando, utilizzando un personaggio grande, ci scontriamo con mostri altrettanto grandi, o anche di più. In questo caso, oltre a vedere poco, il frame-rate diventerà molto instabile, e potrebbe scendere anche al di sotto dei 20fps.

In modalità portatile, a maggior ragione, è sconsigliato usare queste tipologie di personaggi, in quanto, data la ridotta dimensione dello schermo e una minor prestazione dell’hardware, i problemi già citati verrebbero aumentati esponenzialmente. Nel caso in cui stiate giocando da Switch Lite, evitate quanto possibile di usarli, scegliendo sempre i personaggi più piccoli (rispetto a quelli grandi).

Hyrule Warriors

Per quanto riguarda la resa visiva, Hyrule Warriors: L’era della calamità utilizza la grafica già vista in Breath of the Wild, con paesaggi e cut-scenes molto ben curati. Purtroppo, il problema dei pop-in è rimasto, e saranno sempre frequenti soprattutto quando si giocheranno livelli con fenomeni atmosferici, come pioggia o neve. Un problema legato alle mappe, che inficia leggermente col gameplay, è la presenza di muri invisibili, che non ci permetteranno di percorrere alcune strade facili da attraversare o di scavalcare ostacoli bassi. Fortunatamente il percorso delle mappe è molto lineare, quindi non si avranno particolari problemi legati ad essi. Non sono da registrare inoltre bug o malfunzionamenti.

Comparto sonoro

Hyrule Warriors: L’era della calamità, a dispetto di Breath of the Wild, vanta ottime soundtrack, soprattutto quella principale e finale; è apprezzabile anche quella della mappa di Hyrule quando si sceglie una missione o richiesta. Inoltre, durante i combattimenti, in particolare contro boss o mini-boss, è presente una buona colonna sonora in sottofondo, simile alla famosa Hyrule Field, ma sarà difficile da ascoltare appieno a causa degli effetti ambientali (salvo che questi non vengano ridotti al minimo nelle impostazioni). In ogni caso, ogni musica del gioco può essere ascoltata a piacimento dalla galleria.

Per quanto riguarda il doppiaggio, anche questo è rimasto (fortunatamente) immutato da Breath of the Wild: avremo infatti ancora Martina Felli come voce di Zelda, Pietro Ubaldi come Daruk, Massimo di Benedetto come Revali, Tania de Domenico come Urbosa e Sabrina Bonfitto come Mipha. Ancora una volta, il “doppiatore” di Link è rimasto quello giapponese, ossia Kengo Takanashi. Volendo trovare un problema al doppiaggio, è da segnalare la recitazione dei doppiatori, che risulta in certi casi troppo forzata e poco naturale. Ovviamente ciò non è da riportare come problema grave, ma semplicemente come stonatura a un doppiaggio comunque di buon livello

Hyrule Warriors

Hyrule Warriors: L’era della calamità, è un classico musou, in cui dovremo sconfiggere orde di nemici utilizzando mosse spettacolari e appariscenti. Il gioco si colloca 100 anni prima gli eventi di Breath of the Wild, e racconta degli eventi antecedenti l’arrivo della calamità Ganon. Il punto di forza del titolo è la storia, avvincente, a tratti toccante e mai scontata.

Il gameplay, invece, è realizzato molto bene, con combo spettacolari e nemici ben variegati. Difficilmente ci si annoierà, se non per le missioni secondarie, anche se quasi mai ripetitive. Il problema più grave è legato al comparto tecnico, in grado di mettere in difficoltà l’hardware su cui gira. Sono presenti notevoli passi in avanti rispetto alla demo, ma non tutti i problemi sono stati risolti. In generale, Hyrule Warriors è consigliato a tutti i fan di Breath of the Wild e di Zelda in generale.

Consigliato

Pregi

  • Trama ottima, piena di colpi di scena
  • Ottima varietà di personaggi e mosse/abilità
  • Gameplay quasi sempre fluido…
  • Stesso comparto grafico di Breath of the Wild…
  • Le missioni secondarie non sono particolarmente ripetitive

Difetti

  • …tranne quando sono presenti tantissimi nemici o si usa un personaggio troppo grande
  • …ma con molti pop-in in primo piano e sullo sfondo
  • Poca esperienza ricevuta nelle missioni secondarie
  • Si rischia spesso di rimanere a corto di rupie


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Di Davide Vitanza

Appassionato dai videogiochi sin da piccolo, sono cresciuto con Zelda e Pokemon, passando da Resident Evil a Medievil a Prince of Persia. Il DS è la console che mi ha segnato drasticamente, facendomi amare sempre di più i videogiochi. Oggi gioco la qualunque, dai Tripla A agli Indie, e apprezzo il gioco non solo in quanto fonte di divertimento ma anche in quanto forma d’arte, perché alla fine è questo che oggigiorno rappresenta.