Il grande ritorno di Star Fox: Recensione per Nintendo Switch 2
Il remake di Star Fox 64 su Nintendo Switch 2 modernizza il classico rail shooter, sfidando il suo appeal per i giocatori moderni.
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Zell.
- + Il Miglior Star Fox della storia Nintendo
- + Un rail shooter vecchia scuola che funziona ancora oggi
- + Rigiocabilità Elevata
- + C'è una componente Multiplayer competitiva
- + I tuoi Amiibo di Smash Bros di Star Fox sono compatibili
- - Un gameplay che potrebbe non piacere a tutti
- - Multiplayer competitivo che ti tiene meno incollato della campagna.
Un remake conservativo, ma realizzato con grande rispetto.
In definitiva, Star Fox per Nintendo Switch 2 è più una conservazione di altissimo livello che una vera evoluzione della saga. Non reinventa Star Fox, non cambia radicalmente il genere e non prova a portare Fox McCloud in territori completamente nuovi.
Però prende il capitolo più amato della serie e lo trasforma nella sua forma più completa, moderna e spettacolare.
È un remake positivo, riuscito e importante, ma non universale. Parlerà fortissimo ai fan storici, incuriosirà chi ama gli arcade score-based e potrebbe sorprendere anche alcuni giocatori abituati agli shooter moderni, proprio grazie alla sua semplicità diretta e alla sua pulizia di design.
Per chi è cresciuto con Lylat Wars, questo nuovo Star Fox sembra davvero la versione definitiva della campagna originale. Per chi non ha mai toccato la serie, invece, può essere il miglior punto d’ingresso possibile, a patto di accettare una filosofia di gioco più classica, più guidata e più arcade.
Nintendo aveva bisogno di riportare Star Fox in pista con rispetto, ambizione e personalità. Questo remake non risolve tutti i dubbi sul futuro della saga, ma dimostra una cosa importante: Fox McCloud ha ancora qualcosa da dire.
Anche se, per farlo, ha scelto ancora una volta di ripartire dal suo passato.
- // Un_remake_tecnicamente_eccellente
- // Il_fascino_e_il_limite_della_fedeltà
- // Una_campagna_breve,_ma_costruita_per_essere_rigiocata
- // Audio_e_doppiaggio:_ottimo_impatto,_ma_meno_carisma_anni_’90
- // Più_contenuti_e_una_struttura_più_moderna
- // Un_classico_con_qualche_ruga,_ma_ancora_potentissimo
- // Un_remake_conservativo,_ma_realizzato_con_grande_rispetto
Il ritorno di Star Fox dopo dieci anni è uno di quei momenti che, per chi è cresciuto con Nintendo, dovrebbero essere automaticamente celebrativi. E in gran parte lo è davvero. Il remake di Star Fox 64 / Lylat Wars per Nintendo Switch 2 sembra essere la versione più rifinita, accessibile e visivamente impressionante che la serie abbia mai avuto.
Nintendo non ha semplicemente riportato Fox McCloud in scena: lo ha fatto con un progetto che rispetta profondamente il materiale originale, lo modernizza dove serve e prova a renderlo appetibile anche per chi non ha vissuto l’epoca d’oro dei rail shooter anni ’90. Allo stesso tempo, però, sotto la superficie brillante resta un dubbio legittimo: quanto può parlare davvero ai giocatori moderni un’esperienza così ancorata al passato?
Ed è proprio qui che Star Fox diventa interessante. Perché non è solo un remake riuscito. È anche un videogioco che costringe a ragionare su cosa significhi oggi recuperare una formula classica senza trasformarla in qualcos’altro.
Un remake tecnicamente eccellente

La prima cosa che colpisce è l’impatto visivo. Corneria, Meteo e gli altri scenari storici della serie non sono mai stati così vivi, dettagliati e spettacolari. Nintendo abbandona in parte il classico stile più cartoonesco dei capitoli originali per abbracciare un’estetica più realistica e cinematografica, pur mantenendo intatta l’identità di Star Fox.
Il risultato è sorprendente, soprattutto su Switch 2. Il gioco ha una pulizia visiva notevole, una resa tecnica molto più ambiziosa rispetto al passato e, in certi momenti, riesce quasi a sembrare “non Nintendo” per quanto appare moderno nella messa in scena.
Gli Arwing sono più aggressivi, gli effetti di luce più ricchi, le battaglie più dense e leggibili. Le esplosioni, i colpi laser, i nemici che riempiono lo schermo e le transizioni tra una sequenza e l’altra contribuiscono a dare al gioco un ritmo molto più spettacolare rispetto all’originale Nintendo 64.
Anche il feeling dei comandi è stato aggiornato in modo significativo. I movimenti dell’Arwing sono più fluidi, la risposta è immediata e le armi trasmettono un senso di precisione e soddisfazione che migliora concretamente l’esperienza. È uno di quei rari casi in cui un remake riesce a rendere il gameplay più moderno senza snaturarlo.
Star Fox resta Star Fox: veloce, diretto, arcade, immediato, ma ora tutto è più chiaro, più reattivo e più piacevole da giocare.
Il fascino e il limite della fedeltà



Il punto più forte del gioco è anche quello più delicato: la fedeltà all’originale.
Star Fox per Switch 2 resta, nel bene e nel male, un rail shooter anni ’90. I livelli sono brevi, la struttura è guidata, il percorso è prestabilito e la libertà d’azione rimane limitata. È una scelta coerente con la saga, ma è anche l’aspetto che potrebbe dividere maggiormente il pubblico moderno.
Un giocatore abituato a esperienze più aperte o dinamiche come Ace Combat, Starfield, Starlink, Chorus o Star Wars: Squadrons potrebbe percepire Star Fox come un titolo molto più guidato, quasi passivo in alcuni momenti. Il gioco ti porta lungo un binario preciso e ti chiede di reagire, schivare, sparare e ottimizzare il punteggio, più che esplorare liberamente o costruire il tuo approccio alla missione.
Questo, però, non è necessariamente un difetto. È proprio la natura di Star Fox.
Per i fan storici, quella struttura significa ritmo, immediatezza e rigiocabilità. Significa imparare i livelli, migliorare le traiettorie, cercare percorsi alternativi, aumentare il punteggio e arrivare alla fine con una run sempre più pulita. Per altri, invece, potrebbe sembrare un design datato.
La verità sta nel mezzo: Star Fox non prova a diventare un moderno simulatore spaziale o uno shooter open world. Prova a essere la migliore versione possibile di sé stesso. E in questo senso funziona molto bene.
Una campagna breve, ma costruita per essere rigiocata

La campagna principale, in una singola run a difficoltà normale, può durare intorno alle tre ore, sempre considerando di non perdere tutte le vite e dover ricominciare da capo. Per gli standard attuali può sembrare poco, soprattutto se si guarda solo alla durata lineare. Ma Star Fox non è mai stato pensato come un gioco da archiviare una volta completato. La sua struttura vive di percorsi alternativi, obiettivi secondari, punteggi, segreti e missioni da riaffrontare per scoprire nuove deviazioni.
Da questo punto di vista, il remake fa un lavoro intelligente. Il sistema di sblocco dei percorsi alternativi è più chiaro e accessibile, ma senza eliminare il piacere della scoperta. La campagna diventa così molto più stimolante da rigiocare, soprattutto per chi vuole vedere tutto, migliorare le proprie prestazioni e completare ogni ramo della mappa.
È un tipo di longevità molto diverso da quello moderno basato su mappe enormi, missioni secondarie infinite e contenuti riempitivi. Qui la rigiocabilità nasce dalla padronanza. Più giochi, più capisci. Più capisci, più migliori. E più migliori, più Star Fox diventa soddisfacente.
Audio e doppiaggio: ottimo impatto, ma meno carisma anni ’90


Sul piano sonoro il gioco alterna momenti eccellenti ad alcune scelte più discutibili. Le musiche funzionano molto bene: sono più ricche, più orchestrali, più adatte alla nuova impostazione cinematografica del remake. Gli effetti sonori hanno maggiore corpo e accompagnano bene la spettacolarità delle battaglie.
Il doppiaggio, invece, potrebbe dividere. Le linee iconiche di Star Fox 64, quelle che i fan ricordano a memoria, qui risultano più pulite, più professionali e più coerenti con il tono moderno del gioco. Però perdono in parte quel fascino sopra le righe che aveva reso memorabile l’originale.
È un po’ il discorso opposto rispetto a Final Fantasy VII Remake, dove Square Enix ha mantenuto volutamente una certa teatralità grottesca tipica degli anni ’90, anche nel modo in cui i personaggi parlano e si muovono. In Star Fox, invece, Nintendo sembra aver scelto un tono più serio, più impostato, quasi da film d’animazione moderno.
Non è una scelta sbagliata. Anzi, guardando alcune cutscene viene spontaneo pensare che un film di Star Fox potrebbe funzionare davvero bene. Però è normale sentire la mancanza di quella recitazione più esagerata, più arcade, più “vecchia scuola” che aveva dato personalità al capitolo Nintendo 64.
Il risultato è più elegante, adatto a chi è abituato ai film di animazione moderni.
Più contenuti e una struttura più moderna
Nintendo ha comunque fatto uno sforzo concreto per evitare che il remake sembrasse troppo essenziale.
La Modalità Sfida aggiunge obiettivi extra, varianti delle missioni principali, limiti di tempo, soglie di punteggio e condizioni particolari. È una modalità pensata per chi vuole spremere davvero il sistema di gioco e non limitarsi alla campagna principale.

Il multiplayer online 4v4 è una delle novità più interessanti. Gli scontri tra Team Star Fox e Team Star Wolf aggiungono varietà e funzionano sorprendentemente bene anche con la presenza dei bot. Le mappe con obiettivi, zone da controllare e unità CPU da abbattere rendono le battaglie più caotiche, ma anche più vive.
Non è una modalità buttata lì solo per allungare il pacchetto. Ha una sua logica, un suo ritmo e potrebbe diventare uno degli elementi più apprezzati da chi cerca qualcosa da giocare anche dopo aver completato la campagna.
Molto interessante anche la modalità cooperativa locale, dove un giocatore pilota l’Arwing e l’altro si occupa dell’armamento usando i controlli “mouse” dei Joy-Con 2. È una trovata semplice, ma perfettamente in stile Nintendo: immediata, accessibile e capace di trasformare una campagna classica in un’esperienza condivisa.
Il supporto ai controlli alternativi, compreso il mouse mode dei Joy-Con 2 e il controller Nintendo 64 wireless, dimostra inoltre una certa attenzione sia verso i nuovi giocatori sia verso i puristi.
Un classico con qualche ruga, ma ancora potentissimo
Star Fox per Nintendo Switch 2 è senza dubbio la versione definitiva di un grande classico. È bello da vedere, fluido da giocare, più ricco di contenuti e rispettoso dell’originale. Ma proprio questa fedeltà lo rende anche un prodotto particolare, forse persino di nicchia per una parte del pubblico moderno.
Chi cerca un’esperienza profonda nel senso contemporaneo del termine, con grande libertà, progressione complessa, esplorazione ampia e sistemi stratificati, potrebbe trovarlo limitato. Qualcuno potrebbe persino definirlo obsoleto nel design.
Ma sarebbe una lettura incompleta.

Star Fox non vuole essere quello. Non vuole competere con gli shooter spaziali moderni sul loro stesso terreno. Non vuole diventare Ace Combat, Starfield o Star Wars: Squadrons. Vuole recuperare l’immediatezza del rail shooter arcade e dimostrare che quella formula, se rifinita con cura, può ancora funzionare.
E personalmente è proprio questa immediatezza vecchia scuola ad avermi colpito di più. È un gioco che sto amando tantissimo, anche perché arriva in un momento in cui molti cloni modernizzati del genere iniziano a darmi meno entusiasmo. Star Fox, invece, ha una chiarezza di intenti rara: parte, ti mette ai comandi dell’Arwing e ti chiede solo di entrare nel ritmo.
Detto questo, era giusto far notare il limite per correttezza verso chi legge. Perché non tutti reagiranno allo stesso modo davanti a una struttura così classica. Alcuni la troveranno fresca proprio perché diretta. Altri la percepiranno come vecchia.
Entrambe le reazioni sono comprensibili.
Un remake conservativo, ma realizzato con grande rispetto

In definitiva, Star Fox per Nintendo Switch 2 è più una conservazione di altissimo livello che una vera evoluzione della saga. Non reinventa Star Fox, non cambia radicalmente il genere e non prova a portare Fox McCloud in territori completamente nuovi.
Però prende il capitolo più amato della serie e lo trasforma nella sua forma più completa, moderna e spettacolare.
È un remake positivo, riuscito e importante, ma non universale. Parlerà fortissimo ai fan storici, incuriosirà chi ama gli arcade score-based e potrebbe sorprendere anche alcuni giocatori abituati agli shooter moderni, proprio grazie alla sua semplicità diretta e alla sua pulizia di design.
Per chi è cresciuto con Lylat Wars, questo nuovo Star Fox sembra davvero la versione definitiva della campagna originale. Per chi non ha mai toccato la serie, invece, può essere il miglior punto d’ingresso possibile, a patto di accettare una filosofia di gioco più classica, più guidata e più arcade.
Nintendo aveva bisogno di riportare Star Fox in pista con rispetto, ambizione e personalità. Questo remake non risolve tutti i dubbi sul futuro della saga, ma dimostra una cosa importante: Fox McCloud ha ancora qualcosa da dire.
Anche se, per farlo, ha scelto ancora una volta di ripartire dal suo passato.

- + Il Miglior Star Fox della storia Nintendo
- + Un rail shooter vecchia scuola che funziona ancora oggi
- + Rigiocabilità Elevata
- + C'è una componente Multiplayer competitiva
- + I tuoi Amiibo di Smash Bros di Star Fox sono compatibili
- - Un gameplay che potrebbe non piacere a tutti
- - Multiplayer competitivo che ti tiene meno incollato della campagna.
Un remake conservativo, ma realizzato con grande rispetto.
In definitiva, Star Fox per Nintendo Switch 2 è più una conservazione di altissimo livello che una vera evoluzione della saga. Non reinventa Star Fox, non cambia radicalmente il genere e non prova a portare Fox McCloud in territori completamente nuovi.
Però prende il capitolo più amato della serie e lo trasforma nella sua forma più completa, moderna e spettacolare.
È un remake positivo, riuscito e importante, ma non universale. Parlerà fortissimo ai fan storici, incuriosirà chi ama gli arcade score-based e potrebbe sorprendere anche alcuni giocatori abituati agli shooter moderni, proprio grazie alla sua semplicità diretta e alla sua pulizia di design.
Per chi è cresciuto con Lylat Wars, questo nuovo Star Fox sembra davvero la versione definitiva della campagna originale. Per chi non ha mai toccato la serie, invece, può essere il miglior punto d’ingresso possibile, a patto di accettare una filosofia di gioco più classica, più guidata e più arcade.
Nintendo aveva bisogno di riportare Star Fox in pista con rispetto, ambizione e personalità. Questo remake non risolve tutti i dubbi sul futuro della saga, ma dimostra una cosa importante: Fox McCloud ha ancora qualcosa da dire.
Anche se, per farlo, ha scelto ancora una volta di ripartire dal suo passato.