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Editoriali 18 AGOSTO 2026 10 MIN LETTURA

The Blood of Dawnwalker: quando il tempo diventa una risorsa

// ESTRATTO_BY_AI Approfondimento su The Blood of Dawnwalker di Rebel Wolves: meccaniche RPG, ambientazione nel XIV secolo e cosa aspettarsi dal gioco.

Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.

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Coen di The Blood of Dawnwalker in armatura tra un paesaggio notturno e uno diurno, con simboli celesti dorati sovrapposti
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The Blood of Dawnwalker
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The Blood of Dawnwalker

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 03/09/2026

Salve giocononmorti

Dunque, in questo periodo, come avrete probabilmente capito dal mio // articolo_sul_dampiro, la mia passione per i succhiasangue mi sta portando a seguire con parecchia attenzione The Blood of Dawnwalker, il nuovo RPG di Rebel Wolves. E forse sto per dedicare un altro articolo anche al suo caro genitore: il vampiro.

Per quello, però, ci vorrà ancora un po’ di tempo. Voglio leggere con calma alcune fonti e fare un buon lavoro di microdivulgazione. “Micro” perché, proprio come nel caso del dampiro, non sarà certamente un articolo completo: quello del vampiro è un argomento talmente vasto che pretendere di esaurirlo in un solo pezzo sarebbe praticamente impossibile.

Comunque, ciò che mi sta spingendo a interessarmi così tanto a The Blood of Dawnwalker sono soprattutto le sue particolari meccaniche, mostrate e approfondite dagli sviluppatori nel corso degli ultimi mesi. Sulla carta, il gioco — pensato da Rebel Wolves come il primo capitolo di una nuova saga — potrebbe racchiudere molte delle caratteristiche che cerco in un RPG.

D’altronde, essendomi infognato con roba come Planescape: Torment, Baldur’s Gate, Gothic II, Disco Elysium e compagnia bella, non posso certamente rimanere indifferente davanti a scelte capaci di modificare i rapporti con i personaggi, opportunità che possono essere colte oppure perse e modi differenti di affrontare l’avventura.

Con l’uscita fissata per il 3 settembre, Rebel Wolves sta pubblicando diversi video e approfondimenti dedicati ai sistemi di gioco. Questo articolo nasce quindi con un obiettivo piuttosto semplice: mettere un po’ d’ordine tra tutte le informazioni diffuse finora e aiutare chi è interessato al gioco a capire meglio che cosa aspettarsi prima dell’eventuale acquisto.

La Storia

L’RPG d’azione a mondo aperto di Rebel Wolves è ambientato nell’Europa del XIV secolo, un periodo segnato da profondi cambiamenti politici, religiosi e sociali, per citarne soltanto due :

BARBERO MOMENT!

Tra le figure centrali dei primi anni del secolo troviamo Filippo IV di Francia, meglio conosciuto come Filippo il Bello. Dopo il duro scontro con papa Bonifacio VIII, il sovrano francese esercitò una forte influenza anche sul pontificato di Clemente V. Fu proprio durante il governo di quest’ultimo che, nel 1309, la corte pontificia si stabilì ad Avignone, dando inizio al periodo tradizionalmente conosciuto come “cattività avignonese”.”

Filippo il Bello diede inoltre inizio alla persecuzione dei Templari in Francia, mentre l’Ordine venne ufficialmente soppresso da Clemente V nel 1312. E sì, sto parlando proprio di quei Templari che faranno sicuramente suonare un campanello nella testa di chiunque abbia giocato al primo Broken Sword o ad // Assassin’s_Creed.

E poi ci fu la peste nera. Arrivata in Europa alla fine del 1347 attraverso le rotte commerciali, l’epidemia era causata dal batterio della peste, trasmesso all’uomo anche tramite il morso delle pulci che infestavano i ratti. Nel giro di pochi anni provocò la morte di una parte enorme della popolazione europea, producendo profonde conseguenze economiche e sociali.

FINE DEL BARBERO MOMENT!

Ed è proprio su quest’ultima calamità che si basa una parte importante dell’ambientazione di The Blood of Dawnwalker.

La storia si svolge infatti a Vale Sangora, una regione immaginaria situata nell’area dei Carpazi e già messa in ginocchio dalla peste. È in questo momento di debolezza che Brencis e il suo seguito di vampiri riescono a prendere il potere.

Il sangue dei vampiri possiede proprietà curative e Brencis sfrutta questa capacità promettendo agli abitanti salute e protezione dalla malattia. In cambio, però, la popolazione è costretta a sottomettersi al suo dominio e a pagare regolarmente una vera e propria tassa di sangue. Ed è qui che entra in gioco Coen, il nostro protagonista.

Coen vive insieme alla propria famiglia nel villaggio di Laslea. In seguito a un tentativo di ribellione contro il dominio dei vampiri, Brencis decide di trasformarlo in uno dei suoi simili, utilizzandolo come esempio e strumento di vendetta contro gli abitanti del villaggio.

La trasformazione, però, non procede come previsto. Coen diventa un Dawnwalker: durante il giorno conserva la propria forma umana e può camminare alla luce del sole, mentre di notte assume la forma di un vampiro e può sfruttarne i poteri soprannaturali.

La sua famiglia viene invece rapita e destinata a essere sacrificata durante l’incoronazione di Brencis, prevista entro trenta giorni. Il nostro obiettivo principale sarà quindi raggiungere il castello del vampiro e salvare i familiari di Coen prima della scadenza.

Gli sviluppatori hanno spiegato che, anche qualora il giocatore decidesse di ignorare questo obiettivo o non riuscisse a salvare la famiglia entro il tempo stabilito, non comparirebbe automaticamente una schermata di game over. La storia prenderebbe invece una direzione differente, incorporando il fallimento nella narrazione.

Allo stesso modo, una volta terminato il prologo, sarà teoricamente possibile dirigersi immediatamente verso il castello di Brencis e provare ad affrontarlo, senza aver prima completato altre attività o potenziato adeguatamente Coen. Naturalmente, gli stessi sviluppatori hanno avvertito che sconfiggerlo in simili condizioni sarà un’impresa praticamente tosta.

È un’impostazione che ricorda inevitabilmente The Legend of Zelda: Breath of the Wild, dove il giocatore poteva puntare quasi subito verso il castello di Hyrule e tentare di affrontare Ganon. Ma, parlando a livello personale, questa libertà mi intriga dai tempi di Deus Ex: dare al giocatore la possibilità di trovare percorsi alternativi, perdere opportunità e convivere con le conseguenze delle proprie azioni è sempre qualcosa di notevole, soprattutto in un gioco di ruolo, dove il concetto di scelta dovrebbe essere fondamentale.

Questo approccio verrà applicato anche alle altre attività presenti nel mondo. Rebel Wolves ha infatti scelto di non utilizzare una rigida distinzione tra missioni principali e secondarie: ogni incarico potrà essere affrontato, abbandonato o fallito, producendo conseguenze differenti. Potremo persino uccidere personaggi importanti e chiudere determinati percorsi narrativi senza rendere impossibile il completamento dell’avventura.

La stessa libertà dovrebbe riguardare il modo in cui decideremo di convivere con la condizione vampirica di Coen. Non sembra esserci un semplice indicatore morale che lo spinga automaticamente verso l’umanità o la bestialità. Saranno piuttosto le nostre azioni — chi decideremo di aiutare, di chi ci nutriremo e quanto asseconderemo la sua sete di sangue — a produrre conseguenze sul mondo e sui personaggi.

Le meccaniche del tempo e di gameplay

Spostandoci dalla componente narrativa a quella più propriamente ludica, alcuni elementi di The Blood of Dawnwalker ricordano inevitabilmente The Witcher 3 (e la cosa potrebbe non piacere a chi non ne ha mai apprezzato il sistema di combattimento). I duelli con la spada e alcune animazioni mi hanno fatto pensare più volte agli scontri di Geralt, anche se Rebel Wolves sembra voler attribuire maggiore importanza alla direzione degli attacchi e delle parate.

Qualcosa di simile vale per l’esplorazione. Vale Sangora sarà una vasta regione aperta nella quale potremo cercare segreti, incontrare personaggi e affrontare le attività nell’ordine che preferiamo. Durante la notte, inoltre, i poteri vampirici di Coen gli permetteranno di camminare sulle pareti, infrangere le normali leggi della gravità e raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili.

E, parlando della notte, non possiamo evitare di affrontare una delle meccaniche più particolari — e discusse — del gioco: la gestione del tempo.

A differenza di quanto accade in molti altri open world, il passaggio dal giorno alla notte non sarà semplicemente un ciclo automatico utilizzato per modificare l’illuminazione e l’atmosfera. Il tempo rappresenterà una vera e propria risorsa strategica.

Esplorare liberamente Vale Sangora non farà avanzare l’orologio. Saranno invece determinate attività e alcuni passaggi delle missioni a consumare segmenti di tempo, con un simbolo a forma di clessidra che informerà in anticipo il giocatore del loro costo.

Persino l’apprendimento di alcune abilità potrebbe richiedere del tempo. Il problema, quindi, non sarà correre continuamente prima che tramonti il sole, ma decidere quali persone aiutare, quali occasioni inseguire, quali capacità sviluppare e quali opportunità sacrificare.

All’alternanza tra giorno e notte si lega anche la Fame di sangue, una meccanica attiva durante le ore notturne. Se la riserva dovesse scendere troppo, Coen potrebbe perdere il controllo: durante alcuni dialoghi le normali risposte verrebbero sostituite dall’impulso di cedere alla fame, con il rischio di aggredire e prosciugare un NPC che magari avremmo voluto aiutare.

E, aprendo una piccola parentesi personale, più mi informo su The Blood of Dawnwalker e più il gioco mi ricorda l’RPG Vampire: The Masquerade – Bloodlines sotto tanti punti di vista. Nel titolo di Troika Games, basato sul gioco di ruolo cartaceo Vampire: The Masquerade e ambientato nel Mondo di Tenebra, la scarsità di sangue poteva aumentare il rischio che il protagonista entrasse in Frenesia e perdesse il controllo, soprattutto quando il suo livello di Umanità era basso. Quest’ultimo valore influenzava anche le opzioni di dialogo, che diventavano progressivamente più aggressive.

Capisci di star invecchiando quando citi queste (belissime) cose zigh (n.d.a)

Per evitare conseguenze simili potremo nutrirci anche degli animali incontrati durante l’esplorazione. Non si tratterà, quindi, soltanto della classica barra da mantenere piena, ma di un sistema capace di intrecciarsi con le scelte narrative e con le conseguenze delle nostre azioni.

Un altro sistema interessante riguarda proprio la crescita di Coen. Oltre ad accumulare esperienza e investire punti nei diversi rami delle abilità, il protagonista potrà ottenere nuovi poteri direttamente dagli altri vampiri.

Secondo la mitologia costruita da Rebel Wolves, ogni vampiro può sviluppare una particolare mutazione o capacità. Bevendo il sangue di un altro vampiro, Coen potrà quindi sottrargli il suo potere e aggiungerlo al proprio arsenale.

Brencis è inoltre circondato da tre importanti luogotenenti, ognuno legato a una propria rete di attività e a specifiche storie da scoprire. Non saremo obbligati ad affrontarli seguendo un ordine prestabilito, ma dare loro la caccia, sabotarne le operazioni e indebolire progressivamente la corte vampirica rappresenterà uno dei modi per prepararsi allo scontro con Brencis.

Naturalmente, i nostri avversari non resteranno immobili ad aspettare di essere sterminati con la pazienza di un gruppo di nemici posizionati sulla mappa.

Ogni volta che ostacoleremo le operazioni dei seguaci di Brencis, aumenterà infatti il livello di infamia di Coen. Più diventeremo conosciuti e pericolosi agli occhi della corte vampirica, più severi saranno gli editti emanati contro di noi.

Questi provvedimenti potranno aumentare il numero delle pattuglie, rafforzare le difese, inviare cacciatori di taglie sulle nostre tracce o persino mettere intere zone della città sotto controllo, rendendo più difficile raggiungere mercanti e altri personaggi.

L’infamia, però, non avrà soltanto effetti negativi. Una reputazione crescente potrà convincere gli oppositori di Brencis che Coen combatte realmente dalla loro parte, oltre a permettergli di intimidire più facilmente determinati personaggi.

Più scompiglio creeremo tra i ranghi della corte vampirica, quindi, più il mondo reagirà alla nostra presenza. E questa continua lotta tra il rafforzamento di Coen.

In conclusione, per tutte le ragioni di cui ho parlato, The Blood of Dawnwalker mi sta incuriosendo parecchio. Sulla carta sembra racchiudere molte delle caratteristiche che rendono gli RPG così affascinanti ai miei occhi.

Naturalmente, bisognerà aspettare il gioco completo per capire quali di queste idee funzioneranno davvero e quali no, e soprattutto se le ambizioni degli sviluppatori non finiranno per ritorcersi contro il progetto. Spero inoltre che non arrivi al lancio afflitto da troppi bug, perché gli open world, e lo dico per esperienza, e sempre un po un incognita da questo puntoi vista.

Non resta quindi che attendere il 3 settembre per scoprire se Rebel Wolves sarà riuscita a mantenere le sue ambiziose promesse.

Con questo vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo.

  1. L’esecuzione dei Templari, tra cui Jacques de Molay, alla presenza di Filippo il Bello. Miniatura tratta da Des cas des nobles hommes et femmes di Giovanni Boccaccio, nella . Bibliothèque nationale de France. // ↩︎
  2. Gli abitanti di Tournai seppelliscono le vittime della peste nera. Miniatura dalle Chroniques et annales di Gilles li Muisis, circa 1353. Biblioteca reale del Belgio. // ↩︎
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