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Editoriali 03 SETTEMBRE 2026 7 MIN LETTURA

The Blood of Dawnwalker: 60 FPS al day one e doppiaggio italiano

// ESTRATTO_BY_AI The Blood of Dawnwalker conferma la modalità 60 FPS day one su PS5, PS5 Pro e Xbox Series X dopo le polemiche sulle prestazioni iniziali.

Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.

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The Blood of Dawnwalker
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The Blood of Dawnwalker

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 03/09/2026

Salve giocovampiristi.

Dunque, da oggi il videogioco è finalmente sugli scaffali — virtuali e fisici — e quale modo migliore per chiudere la faccenda se non riepilogando alcune delle notizie più recenti, rigorosamente in ritardo, di cui hanno già discusso tutti da settimane?

The Blood of Dawnwalker ha la modalità prestazioni per i 60FPS su XBOX Series X, PlayStation 5 e PlayStation 5 Pro

Uno dei casi di cui si è parlato maggiormente riguarda le tanto chiacchierate prestazioni delle versioni console, che hanno fatto infuriare non poco alcuni giocatori, con una reazione purtroppo anche figlia di questi tempi, in cui la polemica è sempre piuttosto facile. Il motivo? La scoperta che, almeno inizialmente, non sarebbe stata confermata per il lancio una modalità capace di far girare il gioco intorno ai 60 fps.

Modalità che, va precisato, era comunque già in sviluppo, ma ancora in fase di test: proprio per questo Rebel Wolves, almeno in un primo momento, non se l’era sentita di garantirne la presenza al day one.

Una reazione che ha però portato gli sviluppatori a un bel dietrofront, almeno sul piano della comunicazione, arrivando sostanzialmente a dire, attraverso un video: “State trankili”, e rivedendo parecchio le tempistiche inizialmente previste.

Una decisione che, almeno dal mio punto di vista, mi lascia qualche dubbio, soprattutto per l’impazienza a volte fin troppo intransigente che i giocatori mostrano in casi come questo: spero soltanto che tutta questa fretta non finisca per portarci al lancio una modalità meno rifinita di quanto avrebbe potuto essere con qualche test in più.

Alla fine, comunque, Rebel Wolves ha deciso di accelerare i test della modalità Performance già in lavorazione, confermandola per il day one su PS5, PS5 Pro e XBOX Series X, dove punterà ai tanto agognati 60 fps.

Uno “scandalo” che farà sicuramente ridere i PCisti più incalliti che ormai guardano i consolari come dei classici villici digiuni di brioche alla crema Framechilly, considerando che su PC si è già ampiamente superata persino la soglia dei 120 fps.

Al di là delle battute, però, la cosa è andata poco giù a parecchi giocatori, perché oggi su console i 60 fps — anche se, nella maggior parte dei casi, non sono mai così stabili — vengono ormai considerati da molti una sorta di standard, soprattutto quando si parla di titoli d’azione.

Se ve la devo proprio dire tutta, non credo comunque che fosse una tragedia così grande: la modalità era già prevista e questo non è certo un picchiaduro o un gioco di corse, dove gli fps possono avere un peso ben diverso. Dall’altro lato, però, capisco anche il fastidio iniziale, visto che nemmeno PS5 Pro — la fantomatica console che ha la potenza nel “chip grafico” — avrebbe dovuto avere questa modalità al lancio.

E se vi state chiedendo perché stia parlando soltanto della Pro e non di XBOX Series X o della bistrattata Series S, è arrivato il momento che, da bimbi grandi quali siete, sappiate finalmente la verità: Series X e Series S sono come Babbo Natale, l’Isola che non c’è e il Molise… non esistono.

La crisi del doppiaggio italiano e parte del cast di The Blood of Dawnwalker

Un’altra notizia che avrà sicuramente fatto piacere ai — momentanei, perché chissenefrega della patria, incluso me — patrioti videoludici italiani amanti del doppiaggio è la conferma della presenza delle voci nella nostra lingua.

E qui concedetemi uno SFOGO MOMENT.

Parlo, ovviamente, di quella particolare categoria di giocatori che, invece di andare a lavorare… ah già, effettivamente di lavoro non ce n’è.

Dicevo: di quella particolare categoria che, invece di passare il proprio tempo a rompere le bolle agli altri, pretende sempre i soliti doppiatori italiani, con quelle vocine che soltanto chi compra dai bagarini le scocche di PS5 dedicate a Wolverine può amare. E che, soprattutto, non perde occasione per pronunciare la parola magica: “SCAFFALEH!” Anche quando il gioco dispone tranquillamente dei sottotitoli.

Creando, tra l’altro, il classico cane che si morde la coda: perché, se non comprate il gioco, chi cavolo dovrebbe dare a un publisher la sicurezza necessaria per spendere altri soldi nell’adattamento italiano?

’Tacci vostra.

FINE SFOGO MOMENT.

Tornando però seri, per certi versi non può che far piacere vedere aggiunta anche la nostra lingua, considerando che i giocatori italiani non vengono sempre tenuti particolarmente in considerazione quando si parla di localizzazione. Basta pensare ai tanti strategici o agli ottimi indie che arrivano sul mercato tradotti in numerose altre lingue europee, ma non nella nostra.

E, se devo guardare il bicchiere mezzo pieno, una scelta del genere potrebbe fare bene anche alle vendite del gioco, venendo incontro a chi non si sente particolarmente a proprio agio nel seguire continuamente i sottotitoli.

Però, se mi permettete di dire un po’ la mia, il doppiaggio ascoltato nel trailer non mi ha entusiasmato particolarmente sul piano interpretativo, soprattutto se confrontato con quello originale inglese. Mi è sembrato un po’ troppo cartonesco e, almeno alle mie orecchie, finisce per smorzare non poco quell’atmosfera cupa e seria che The Blood of Dawnwalker sembra voler costruire.

Ed è una sensazione che, purtroppo, sto provando sempre più spesso con diverse produzioni doppiate in italiano: quella di un lavoro che, almeno alle mie orecchie, risulta talvolta un po’ raffazzonato, forse anche a causa dei tempi molto stretti con cui questi adattamenti devono essere realizzati.

Non voglio certo attribuire tutta la responsabilità agli addetti ai lavori, perché le difficoltà non sono poche: dalla necessità di consegnare il materiale in tempi ridotti al fatto che, nel doppiaggio videoludico, può capitare di dover lavorare senza avere davanti l’intera scena o tutto il contesto necessario per comprendere perfettamente la situazione che il personaggio sta vivendo.

Questo, però, non significa che il risultato non possa essere criticato, soprattutto considerando quanto spesso ci si arrocca dietro alla solita frase secondo cui “abbiamo il miglior doppiaggio del mondo”. Io direi: non sempre.

Il cast italiano, almeno per quanto riguarda i Vrakhir finora presentati ufficialmente da Bandai Namco sul // sito_del_gioco, comprende:

Brencis – Mario Scarabelli
Voce storica del Genio delle Tartarughe e del narratore in Dragon Ball, oltre che del Terzo Hokage in Naruto. In ambito videoludico è anche Torbjörn in Overwatch e Overwatch 2.
// Scheda_di_Mario_Scarabelli_su_Antonio_Genna

Xanthe – Veronica Rocca
I videogiocatori potrebbero riconoscerla soprattutto come Ana Amari in Overwatch e Overwatch 2 e come Diana Burnwood in Hitman: Absolution.

Ambrus – Gianandrea Muià
Ha prestato la voce a Miles Morales nei tre Spider-Man di Insomniac, a Leo Manfred in Detroit: Become Human e a Sava in Final Fantasy XVI. Tra gli altri ruoli videoludici figura anche Reaper in Call of Duty: Infinite Warfare e Black Ops 4.
// Scheda_di_Gianandrea_Muià_su_Antonio_Genna

Bakir – Francesco Rizzi
Una voce probabilmente già familiare a molti videogiocatori: ha interpretato P-3 in Atomic Heart, Stentore in Assassin’s Creed Odyssey, Arlecchino in Enotria: The Last Song e Mauga in Overwatch 2.
// Scheda_di_Francesco_Rizzi_su_Antonio_Genna

Naturalmente, stiamo comunque giudicando soltanto quello che abbiamo potuto ascoltare finora e non il doppiaggio dell’intero gioco. Ormai il The Blood of Dawnwalker è disponibile su PC, XBOX Series X|S e PlayStation 5 e quindi possiamo verificarlo direttamente con le nostre orecchie.

Con questo io vi saluto e ci vediamo al prossimo articolo.

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