// Q-Gin V.6.00
--:--:-- | 15.SET.2026
Uncategorized 15 SETTEMBRE 2026 16 MIN LETTURA

The Blood of Dawnwalker: la recensione del primo RPG di Rebel Wolves

// ESTRATTO_BY_AI The Blood of Dawnwalker di Rebel Wolves eccelle nella scrittura e nel folklore vampirico, offrendo un'esperienza narrativa profonda e intrigante.

Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // andrew.

// NESSUN_LINK_SOCIAL
// TUTTI_GLI_ARTICOLI
Coen di The Blood of Dawnwalker in cima a una guglia osserva un oscuro villaggio e un castello. Logo: The Blood of Dawnwalker
// Q-Gin The Blood of Dawnwalker – Recensione
The Blood of Dawnwalker
// SCHEDA_GIOCO

The Blood of Dawnwalker

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 03/09/2026

Salve giocosanguinisti!

Ebbene, ci siamo: il nuovo gioco di Rebel Wolves, The Blood of Dawnwalker, è finalmente arrivato sugli scaffali e, dato che l’editore Bandai Namco ci ha gentilmente fornito una chiave — e per questo li ringraziamo — ho avuto finalmente modo di mettere le mani su un titolo che, come penso si fosse ormai intuito, aspettavo da parecchio tempo. Forse addirittura più di GTA 6.

E dopo averci passato ben 30 ore, aver visto uno dei possibili finali e aver fatto un po’ di viuleeeenza, umana e vampirica, durante i famigerati 30 giorni a disposizione per salvare la famiglia di Coen, è arrivato finalmente il momento di dire un po’ la mia su questo gioco tanto particolare quanto chiacchierato.

Avrà soddisfatto le mie aspettative?

Sì. Sì, in buona parte le ha soddisfatte.

E se vi scoccia continuare a leggere perché dovete correre a spegnere l’incendio di casa vostra, andare a mangiare dai vostri nonni e poi rapinarli della paghetta, potete anche fermarvi qui.

Grazie e arrivederci. Le caramelle senza zucchero al limone sono all’uscita.

…Ma se invece volete sentire un po’ la mia modesta opinione sul primo gioco di Rebel Wolves, raccontandovi anche quella che è stata la mia prima run, allora prestatemi gli occhi ancora per un attimo, dovunque voi siate, perché questa è stata la mia esperienza con The Blood of Dawnwalker.

Trama, scrittura e folklore vampirico

Parlando un po’ della trama, non mi soffermerò nuovamente a raccontarvi nel dettaglio in cosa consiste, dato che ne avevo già accennato in parte nel mio precedente articolo dedicato al sistema del tempo di The Blood of Dawnwalker. E, sicuramente, in giro ci sono articoli e video capaci di spiegarvela molto meglio di me.

Se però vi è capitato di leggere o sentire in giro che The Blood of Dawnwalker è ottimamente scritto, posso confermare anch’io questa opinione senza particolari riserve.

Che si tratti di una missione principale o secondaria — anche se, a dirla tutta, questa distinzione perde parecchio significato, come succedeva spesso anche in The Witcher 3, perché ogni cosa finisce per collegarsi al resto — ogni storia è riuscita a tenermi incollato allo schermo e, soprattutto, a farmi venire voglia di saperne sempre di più.

Il team narrativo guidato da Jakub Szamałek, da questo punto di vista, ha fatto davvero un ottimo lavoro, riuscendo a costruire una trama molto intrigante e, soprattutto, un mondo di gioco nel quale ogni storia sembra avere qualcosa da raccontare. Esattamente quello che ci si aspetta da una buona narrativa.

E, già che stiamo parlando proprio del lavoro fatto sulla narrativa e sul mondo di gioco, voglio aprire una piccola postilla. Come sapete, avevo già dedicato due articoli al folklore vampirico, uno al dhampir e uno ai vampiri stessi. Ebbene, da appassionato di queste cose, posso dirvi che ho trovato davvero molto interessante la reinterpretazione che Rebel Wolves ha dato di queste creature.

Per esempio, ho trovato molto originale il fatto che, in questo universo, per trasformare qualcuno in vampiro non basti il classico morso, ma sia necessario che un vampiro conficchi uno dei propri denti direttamente nel cuore della vittima. Una scelta che, per certi versi, ho trovato anche piuttosto ironica, considerando quanto il cuore e pratiche come l’impalamento ricorrano nelle credenze e nei metodi utilizzati contro revenant e presunti vampiri di cui avevo parlato nel precedente articolo.

Allo stesso modo, ho trovato molto interessante l’origine che Rebel Wolves ha costruito per queste creature e, per certi versi, anche il loro modo di comportarsi e organizzarsi mi ha ricordato i vampiri di Vampire: The Masquerade.

E la cosa mi incuriosisce ancora di più pensando al futuro della saga. Gli sviluppatori hanno già spiegato che i prossimi capitoli attraverseranno epoche storiche e luoghi differenti, fino ad arrivare a un’ambientazione moderna nel XXI secolo. Sono quindi molto curioso di vedere come questa loro reinterpretazione del vampiro cambierà andando avanti nel tempo. Ma il buon lavoro fatto sulla costruzione dell’universo di The Blood of Dawnwalker non si ferma ovviamente ai vampiri.

Vale Sangora si dimostra infatti un luogo ricco di misteri, storie e personaggi che contribuiscono a renderla viva e credibile. Ma ancora più riuscito, secondo me, è il modo in cui è stato costruito un mondo nel quale quasi nulla è nettamente diviso tra bene e male.

Ogni personaggio è mosso da motivazioni proprie, persino lo stesso Brencis e i membri della sua Corte. Motivazioni che possiamo trovare condivisibili o meno, ma che raramente permettono di tracciare una distinzione netta tra bianco e nero. E queste sfumature di grigio si riflettono molto anche nelle varie scelte che saremo chiamati a prendere nel corso del gioco. Più di una volta, infatti, mi è capitato di prendere una decisione che, secondo la mia morale, ritenevo fosse quella giusta, salvo poi ritrovarmi davanti a conseguenze tutt’altro che da lieto fine.

In diversi casi ho avuto la sensazione di aver ottenuto una vera e propria vittoria di Pirro: una vittoria, sì, ma capace comunque di lasciare l’amaro in bocca per tutto ciò che comportava.

Per quanto mi riguarda, quindi, almeno dopo questa mia prima run, la trama è promossa a pieni voti.

Gameplay: combattimento ed esplorazione

Passando invece al gameplay, quello che posso dirvi è che l’ho trovato buono sotto molti aspetti e, per certi versi, ancora un po’ acerbo sotto altri.

Prima di tutto, ciò che mi ha convinto maggiormente è il combat system che, almeno personalmente, mi ha ricordato molto da vicino quello visto in giochi come Kingdom Come: Deliverance, Mount & Blade e For Honor. Scegliendo di utilizzare il sistema direzionale, che si combatta con la spada oppure, di notte, con gli artiglioni da vampiro, è infatti possibile indirizzare i propri colpi da diverse direzioni e, allo stesso modo, bisogna osservare gli attacchi dei nemici e orientare correttamente la propria difesa, cercando anche il giusto tempismo per effettuare parate e contrattacchi.

Inizialmente, proprio come mi era successo con Kingdom Come: Deliverance, ho avuto qualche difficoltà a impararlo per bene e, infatti, persino durante il prologo sono crepato in maniera terribile.

Una volta entrato nel mood, però, ho trovato questo sistema davvero ben fatto e anche parecchio divertente. Soprattutto perché, una volta padroneggiato, considerando che i nemici possono essere parecchio aggressivi e attaccando anche in gruppo, gli scontri diventano molto più veloci e riescono a restituire una bella sensazione di dinamicità.

L’unico momento in cui, secondo me, il sistema pecca un po’ è nel combattimento a mani nude, che mi ha restituito una sensazione decisamente più grezza. Curiosamente, è qualcosa che mi era già capitato di provare anche nei due Kingdom Come: Deliverance. Spero quindi che, la parte in cui Coen decide di mettere da parte spade, magia e artigli per risolvere tutto con i cari vecchi pugni nelle mani, venga un po’ migliorata in un futuro capitolo della saga.

Lasciando da parte i combattimenti e passando invece all’esplorazione del mondo di gioco, anche qui posso ritenermi parecchio soddisfatto.

Prima di tutto perché, rispetto a molti open world moderni che puntano su mappe enormi e che poi non sempre sanno come riempire, Vale Sangora mi è sembrata grande il giusto: abbastanza vasta da dare continuamente qualcosa da scoprire, ma senza restituirmi quella sensazione di dispersione che spesso provo davanti a mondi eccessivamente grandi.

Un’altra cosa che ho apprezzato parecchio è il fatto che il gioco non ti prenda costantemente per mano durante l’esplorazione. La mappa qualche indicazione te la dà, ma non viene riempita fin da subito con mille segnalini che ti spiegano esattamente dove andare e cosa trovare.

Molte attività, luoghi e segreti devono invece essere scoperti esplorando Vale Sangora, seguendo gli indizi, scalando le torri di notte grazie ai poteri vampirici, ascoltando quello che hanno da dire gli abitanti oppure, molto semplicemente, andando in giro senza un obiettivo preciso.

Dedicarsi all’esplorazione viene spesso ricompensato, magari con la scoperta di qualche tesoro nascosto contenente equipaggiamento o altri oggetti utili per la nostra missione.

Il tempo come risorsa parte due

Ed è proprio parlando di esplorazione e di come decidere di impiegare il proprio tempo che arriviamo a una delle meccaniche più chiacchierate del gioco: i famigerati 30 giorni.

Senza troppi giri di parole, posso dirvi tranquillamente che, a dispetto di quello che potrebbe sembrare, questa meccanica non deve spaventarvi affatto. È vero che abbiamo a disposizione 30 giorni per salvare la famiglia di Coen, ma il sistema è in realtà parecchio permissivo.

Prima di tutto, bisogna spiegare che questi giorni non scorrono normalmente come avverrebbe con un vero orologio, ma sono suddivisi in segmenti di tempo: sia il giorno sia la notte sono composti da otto segmenti. Determinate missioni, scelte o attività ne consumeranno una certa quantità, indicata in anticipo da una piccola icona a forma di clessidra.

La normale esplorazione o il viaggio rapido, invece, non fanno avanzare il tempo. Potrete quindi girare liberamente per Vale Sangora senza il timore che il timer continui a scorrere mentre state semplicemente esplorando.

Nella mia prima run, per esempio, sono riuscito a completare parecchie quest e, nonostante questo, sono arrivato verso la conclusione, per mia scelta, con ancora ben 15 giorni a disposizione.

Certo, ammetto che mi mancavano ancora diverse quest secondarie, non mi ero dedicato a eliminare altri due membri della Corte di Brencis per indebolirlo e avevo lasciato indietro anche altre attività. Ma, come detto, è stata una mia scelta impostare la run in questa maniera, dedicandomi soprattutto a salvare la famiglia di Coen il prima possibile.

Ed è proprio la scelta di come utilizzare il proprio tempo a contare maggiormente. Volendo, potreste persino decidere di non dedicarvi affatto al salvataggio della famiglia di Coen: una volta scaduti i 30 giorni, infatti, la loro sorte sarà segnata, ma la partita non terminerà. Le missioni legate al salvataggio della famiglia non saranno più disponibili, il timer verrà rimosso e potrete continuare a esplorare Vale Sangora e dedicarvi alle altre attività con tutta calma.

Ho trovato questo sistema particolarmente interessante anche perché, a differenza di molti giochi che ci presentano una grande minaccia imminente che poi possiamo tranquillamente ignorare per decine di ore, qui il pericolo è concreto: le nostre decisioni consumano effettivamente il tempo a disposizione e, se non riusciremo a salvare la famiglia entro la scadenza, la storia andrà avanti tenendo conto del nostro fallimento.

Ma la gestione del tempo non riguarda soltanto quali missioni decidiamo di affrontare. Si lega anche al modo in cui vogliamo giocare, perché il gameplay cambia parecchio a seconda che Coen sia umano o vampiro.

Soltanto quando saremo umani, ad esempio, potremo utilizzare la magia runica di Coen, che non sarà utile soltanto durante i combattimenti, ma anche nelle missioni. Attraverso alcuni incantesimi avremo infatti la possibilità, come succedeva per certi versi anche in Baldur’s Gate 3, di comunicare con i morti per ottenere informazioni e scoprire nuovi indizi.

Di notte, invece, oltre ad aumentare le nostre possibilità durante i combattimenti grazie ai poteri vampirici, potremo utilizzare abilità come Passo d’Ombra e Traslazione Dimensionale per raggiungere luoghi difficilmente accessibili da umani, sfruttando le capacità sovrannaturali di Coen per muoverci verticalmente sulle strutture.

Ma essere un vampiro comporta anche dover tenere sotto controllo la Fame di Sangue. Coen dovrà infatti nutrirsi regolarmente da qualche creatura con il liquido rosso e, se lasceremo che la sua fame aumenti troppo, rischierà di perdere il controllo durante alcune conversazioni e di attaccare gli NPC per berne il sangue.

Il sangue, inoltre, non serve soltanto a tenere a bada questa fame, ma rappresenta anche il principale modo per recuperare salute durante la notte. Potremo nutrirci direttamente da nemici, animali o altri personaggi, oppure utilizzare delle fiale di sangue che potremo trovare ed eventualmente recuperare anche dai corpi dei nemici sconfitti, conservandole nell’inventario per utilizzarle quando ne avremo bisogno.

Anche questo contribuisce a differenziare parecchio il modo di giocare tra giorno e notte, perché essere vampiri non significa soltanto avere accesso a maggiori poteri, ma anche dover gestire costantemente la propria riserva di sangue. Insomma, anche il modo in cui deciderete di approcciarvi al gameplay sarà sempre legato alle vostre scelte.

Se c’è però un aspetto in cui ho trovato questo sistema meno riuscito, è il fatto che anche lo sblocco o il potenziamento di alcune abilità possa consumare parte del tempo a nostra disposizione.

Avrei preferito che, almeno in questo caso, il tempo non venisse coinvolto. Prima di tutto perché, soprattutto nelle prime ore, quando ancora non avevo capito quanto fosse permissivo il timer, questa meccanica aumentava il mio senso di fretta e, per timore di sprecare tempo prezioso, mi portava a dedicare meno attenzione alla scelta delle abilità su cui costruire la mia build.

Ma anche a livello narrativo è una scelta che ho trovato meno sensata. Posso capire che completare una missione o svolgere determinate attività faccia avanzare il tempo, visto che l’intero sistema è pensato proprio per farci ponderare attentamente cosa fare e come utilizzare i giorni a nostra disposizione. Trovo invece meno convincente che lo stesso debba accadere quando decidiamo di apprendere o potenziare alcune abilità.

Certo, capisco anche quale possa essere l’idea di fondo: evitare che il giocatore diventi troppo potente troppo in fretta e, allo stesso tempo, spingerlo a differenziare maggiormente le proprie build nelle run successive. Penso però che si sarebbe potuto trovare un sistema un po’ più elegante per ottenere lo stesso risultato.

Progressione e abilità

Detto questo, ho trovato molto interessante anche il modo in cui vengono apprese le abilità di Coen, differenziando ancora una volta il gameplay da umano e da vampiro. Il sistema di progressione si divide infatti in tre alberi delle abilità: Arte della Spada, Stregoneria e Vampirismo, ognuno legato a un diverso aspetto di Coen e a un modo differente di svilupparlo.

Per apprendere nuovi incantesimi di Stregoneria dovremo procurarci dei manuali di magia, che potremo trovare esplorando il mondo di gioco. Un sistema simile viene utilizzato anche per l’Arte della Spada: i relativi manuali possono essere trovati durante l’esplorazione oppure acquistati dagli spadaccini incontrati nel corso del viaggio.

Diverso è invece il discorso per il Vampirismo. Per avere accesso a poteri sempre più avanzati dovremo aumentare la Corruzione di Coen, cosa che potremo fare soddisfacendo la sua sete di sangue e abbracciando sempre di più la sua natura vampirica.

E, a dispetto del nome poco rassicurante, almeno durante la mia prima run non mi è sembrato che la Corruzione avesse un peso particolarmente rilevante sulla storia. Il suo ruolo più evidente è stato invece quello di permettermi di accedere progressivamente a nuove abilità vampiriche.

Per quanto riguarda il senso di progressione, l’ho trovato parecchio soddisfacente. La differenza di potenza si sente e, andando avanti con l’avventura, Coen diventa progressivamente molto più forte, fino ad arrivare nelle fasi avanzate della partita a essere un vero carro armato, anche senza essere necessariamente riusciti a sbloccare tutte le abilità presenti nei tre alberi disponibili.

Un comparto tecnico ancora da rifinire

Nonostante il gioco mi sia davvero molto piaciuto, anche dal punto di vista grafico, ho però riscontrato una criticità che ha in parte minato la mia esperienza: l’ottimizzazione, che purtroppo ho trovato parecchio problematica.

Non poche volte ho riscontrato episodi di stuttering piuttosto fastidiosi mentre mi spostavo per il mondo di gioco, soprattutto una volta arrivato nella città principale, dove, probabilmente anche a causa della maggiore complessità dell’area, il problema tendeva ad accentuarsi.

Con le patch successive, che hanno portato il gioco dalla versione 1.0.2 — quella su cui ho giocato gran parte della mia run — alla 1.0.4, ultima versione che ho avuto modo di provare, la situazione mi è sembrata migliorare, ma ho continuato comunque a riscontrare del fastidioso stuttering.

E personalmente non mi fa particolarmente piacere l’idea, purtroppo diventata sempre più comune, che per giocare con maggiore fluidità a un titolo, pur utilizzando una configurazione PC che supera ampiamente i requisiti consigliati, debba ricorrere al Frame Generation.

Insomma, penso che un altro po’ di tempo dedicato all’ottimizzazione avrebbe giovato non poco al gioco, al netto anche delle difficoltà tecniche che spesso vengono associate alle produzioni sviluppate con Unreal Engine 5.

Per quanto riguarda i bug veri e propri, invece, nella mia partita non ne ho riscontrati di tali da impedirmi di finire il gioco. Me ne è capitato giusto uno, di notte, all’interno di un’abitazione durante una missione, in cui Coen, preso da allucinazioni mistiche causate dal sangue di un ubriaco, voleva ascendere al cielo per diventare un piccolo angelo… Purtroppo per lui e per le sue intenzioni spirituali, un mefistofelico soffitto glielo ha impedito, tenendolo incastrato, con suo e mio enorme dispiacere.

Ma, a parte questo, nulla di grave.

Un’altra critica che mi sento di fare è che avrei preferito che al lancio fosse disponibile fin da subito il New Game Plus. Trattandosi di un titolo di base molto rigiocabile, soprattutto per vedere le varie diramazioni narrative, mi avrebbe fatto comodo avere la possibilità di ricominciare una nuova partita senza dover necessariamente ripartire completamente da zero, rifacendo tutta la lunga trafila di missioni necessarie per aumentare nuovamente di livello e recuperare gli oggetti utili.

In conclusione

In conclusione, a parte i problemi di ottimizzazione, che hanno in parte minato la mia esperienza di gioco, e qualche sbavatura nel gameplay, posso dire che The Blood of Dawnwalker ha soddisfatto in buona parte le mie aspettative.

Certo, non è un titolo che, a livello di gameplay, rivoluzionerà il mondo degli Action RPG, ma penso che riuscirà comunque a lasciare il segno grazie soprattutto al sistema del tempo e a una scrittura davvero sopraffina.

E, considerando che si tratta del primo titolo di Rebel Wolves, il risultato non era affatto scontato, anche tenendo conto del fatto che molti membri dello studio sono veterani dell’industria. Per quanto mi riguarda, quindi, è un gioco che vi consiglio sicuramente di provare.

Ma ora qualcuno di voi si starà forse chiedendo: dopo tutto quello che ne avevo detto prima dell’uscita, il doppiaggio nostrano com’è?

Beh, su questo non posso ancora darvi una risposta. Per la mia prima run ho infatti deciso di giocare il titolo in inglese, e posso già dirvi che il doppiaggio originale mi è sembrato di altissima qualità. Anche perché, prima di esprimere un giudizio sul lavoro svolto dai doppiatori italiani, volevo capire bene quale fosse il livello della versione originale.

Mi riservo quindi di parlarne in un articolo futuro, quando farò sicuramente una seconda run in italiano.

Con questo io vi saluto e ci vediamo al prossimo articolo.

// ORIGINE_DEL_VIDEOGIOCO Fornito dall'editore
// VALUTAZIONE_FINALE 4 CONSIGLIATO
// PRO
  • + Trama intrigante e una bella rinfrescata al folklore vampirico, il tutto condito da scelte morali mai banali...
  • + Il combat system direzionale è dinamico e restituisce un sacco di soddisfazioni, una volta entrati nel mood...
  • + La tanto temuta meccanica dei 30 giorni è permissiva e si sposa alla grande con l'esplorazione, senza mettere l'ansia...
// CONTRO
  • - ...la gestione del tempo inciampa un po' sull'apprendimento delle abilità: una scelta che mette inutile fretta al giocatore.
  • - ...peccato che il combattimento a pugni nudi risulti decisamente più grezzo, a cui si aggiunge la mancanza di un New Game Plus.
  • - ...l'ottimizzazione tecnica zoppica ancora parecchio, costringendo ad affidarsi al Frame Generation per aggirare lo stuttering.
// IL_VERDETTO

Senza troppi giri di parole: il debutto di Rebel Wolves mi ha soddisfatto e in buona parte ha rispettato le mie aspettative. Certo, non stiamo parlando del titolo che sconvolgerà da cima a fondo gli Action RPG, ma The Blood of Dawnwalker si difende alla grande grazie a una scrittura ottima, personaggi azzeccati e un combat system che regala belle sensazioni. E per tutti quelli che temevano il timer dei 30 giorni: state tranquilli. L'esplorazione di Vale Sangora non ne risente per niente e il sistema si rivela molto flessibile, anche se far trascorrere il tempo per sbloccare le abilità l'ho trovata una mossa un po' fuori bersaglio.

L'unico vero problema, oltre a scazzottate a mani nude un po' troppo grezze, è il comparto tecnico. L'ottimizzazione lascia parecchio a desiderare, con del fastidioso stuttering che vi terrà compagnia rovinando in parte la fluidità, e l'assenza di un New Game Plus per un titolo così rigiocabile è un vero peccato. Se però chiudete un occhio su questi difetti di gioventù, vi troverete tra le mani un'avventura che vi terrà incollati allo schermo. Quindi, giocosanguinisti, vi consiglio assolutamente di provarlo.

// CONDIVIDI_ARTICOLO
// UNISCITI_ALLA_COMMUNITY

Ti è piaciuto questo articolo?

Non perderti i nostri prossimi contenuti. Unisciti al nostro canale Telegram o seguici sui social per restare sempre aggiornato!