Sony e Bungie: una riflessione sulla recente acquisizione

Bungie Sony
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Nella giornata di ieri abbiamo finalmente visto una Sony intenta a non rimanere nel più assoluto silenzio – lasciandoci dietro la parentesi Call of Duty-Microsoft. Della recente acquisizione ho “buttato” un rapido articolo nelle fauci del “webbe”, un po’ distrattamente e, di certo, un po’ frettolosamente. In mio soccorso arriva il buon Pierpaolo “Cyrus” col suo pezzo estratto dal recente video pubblicato sul tubo – che troverete in calce –, dunque non mi resta che augurarvi una buona lettura!


La tanto agognata risposta di PlayStation allo shopping compulsivo di Microsoft è arrivata.

Siccome la vocazione di Gioco con lo Scemo è fare debunking, vi diciamo come non sono andate le cose:

“Buongiorno Signor Ryan, che le faccio stamattina?”
“Due etti di ‘piccolo studio indipendente’? Che me lo mette a stagionare in cantina… Un culetto di Konami?”
“Eh no, mi dispiace, ce l’ho tutta prenotata. Guardi le posso fare due kili di Bungie che male che vada se la fa in brodo.”

Una simpatica scenetta, dal video che troverete in calce, che ho voluto trasporre

Se tutti noi avessimo prestato attenzione ai fatti e non ad Abandoned, avremmo ricordato che un po’ di anni fa, il colosso cinese del gaming NetEase investì 100 milioni di dollari in Bungie, dandogli forse il cash necessario a salutare la partnership con Activision. Mentre, qualche mese fa, Sony s’è comprata 100 milioni in azioni del servizio Cloud Music di proprietà, proprio, di NetEase..

Ma in tutta onestà il come ci interessa poco, a noi interessa il PERCHÈ.

La libertà

Bungie è uno studio talentuoso, forse l’unico che è stato capace di trarre profitti, a livello di giochi ad alto budget, da un live service, ma si è anche costruito una fama di cavallo imbizzarrito.
La sua storia sembra tratta da un romanzo di Mark Twain: crea Halo trasformando il concetto stesso di FPS e il modo in cui lo giochiamo e poi si compra la libertà da Microsoft; crea Destiny, un’ambiziosa idea di mondo condiviso online persistente e poi molla Activision.

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L’indipendenza per Bungie è tutto, proprio non vogliono che gli si dica cosa fare e come farlo quindi nessuno si immaginava uno scenario dove lo studio potesse essere acquisito. Basta leggere i comunicati stampa, scritti ovviamente sotto costrizione dei PR di Bungie, per capire che le cose sono “un po’ anomale”.

Bungie verrà assorbito come “sussidiaria” di PlayStation Studios, ma rimarrà totalmente indipendente con la sua dirigenza e direzione artistica, potrà sviluppare ciò che vuole e potrà auto-pubblicare i giochi da sola: PlayStation Studios mette il denaro e prende la sua parte.

Questo accordo, che sembra più un contratto di publishing (pubblicazione, n.d.e.) che un’acquisizione, ha lasciato straniti molti esperti del settore: quando tiri fuori i soldi per comprarti qualcosa, la regola base vuole che, fondamentalmente, ne compri il controllo. Beh, Sony ha ridefinito anche il concetto di Acquisizione!

Ciò che ha tramortito tutti noi è che entrambe le aziende hanno messo nero su bianco un fatto: tutto ciò che Bungie produrrà NON sarà soggetto ad esclusività, e vi giuro, stiamo parlando ancora di Sony.

“Un accordo di cui, probabilmente, non conosceremo mai i dettagli”

Un accordo di cui non conosceremo MAI i dettagli, perché non c’è obbligo di rendere pubblici questa tipologia di contratti, ma a quanto pare PlayStation ha dovuto cedere molto per convincere Bungie a firmare, comportandosi come qualcuno che sta proprio alla canna del gas.

Sony sta rinunciando, almeno formalmente, ad ogni controllo su Bungie e possiamo capire da soli che è una scommessa molto rischiosa perché, al “non succede, ma se succede” che Bungie entri in attrito con gli interessi di PlayStation Studios, la cosa può non finire bene.

Se qualcuno di voi si ricorda di Prince, sapete a cosa mi sto riferendo.

PlayStation pagherà, perché per adesso hanno “raggiunto un accordo”, 3.6 miliardi di dollari comprensivi di una non ben definita cifra di “incentivi” da utilizzare per assicurarsi che i talenti chiave dello studio non prendano i soldi, salutino e vadano via.
Ma una volta appurato che i giochi e i contenuti Bungie non saranno esclusiva e che PlayStation formalmente rinuncia a pronunciarsi anche sui colori delle tende, dove sta l’interesse in questo esoso acquisto?

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Ah! Se vi steste chiedendo da dove viene la storia del “Sony coltiva gli studi” leggete la seguente affermazione di Jim Ryan “Abbiamo avuto una forte collaborazione con lo studio sin dall’inizio dalla nascita del franchise di Destiny e non potrei essere più entusiasta di dare ufficialmente il benvenuto allo studio nella famiglia PlayStation“.

Una lunga partnership? Ma dove!? E poi avete il coraggio di sostenere che non ripetete a pappagallo le parole dei PR!

Lo scopo di questa acquisizione

Nella dichiarazione ufficiale di Sony si parla di “Know How” e ci sta, Bungie ha un’esperienza nel multiplayer e nei live service che a PlayStation serve, considerando che Microsoft ha messo le mani sul multiplayer più venduto del mercato, ma soprattutto si menziona più e più volte l’intenzione di fare dello studio una “multimedia company”.

Sony, come un produttore, si è approcciata a Bungie dicendo “farò di te una star” ed effettivamente ne ha tutto il potenziale. Le sue proprietà intellettuali potrebbero andare oltre il mondo del gaming, così come è successo ad Uncharted e a The Last of Us che sono passati rispettivamente al grande e al piccolo schermo.

Bungie potrebbe quindi supervisionare l’intero universo multiplayer di PlayStation, che diciamocelo, per quanto riguarda i first-party è quasi inesistente, e nel frattempo fare i propri comodi nel mercato del gaming, diventando una nuova gallina dalle uova d’oro per Sony per produzioni di serie tv, serie animate e film.

Video: PlayStation RISPONDE a Xbox e COMPRA Bungie

La verità sui “dettagli”, come vi ho detto, non la sapremo mai perché il contratto rimarrà, probabilmente, secretato e tutte queste belle parole potrebbero essere appunto solo parole e buone intenzioni.


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