Lost in Random, un dado per amico

Lost in Random

A cura di Lir90

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Quando vidi la presentazione di Lost in Random, avevo grandi aspettative, credevo potesse essere il nuovo Alice di American McGee e invece mi sono ritrovato un titolo dal grande potenziale, ma che si perde con qualche banalità… ma andiamo con la recensione.

Effetto Tim Burton

Ammetto che l’aspetto ad aver suscitato la maggior curiosità in me è stato proprio il suo essere un horror, diciamo “volgarmente”, per bambini, con le sue aree cupe e mostri che non instillano una qualche paura ma neanche cadono nell’essere banali, in pratica come solo un amante di Tim Burton saprebbe fare. L’unico personaggio ad instillare un po’ di paura è il cattivo di turno, ovvero, La Regina, personaggio altissimo che metterà inquietudine sin dai primi minuti.

Avere 12 anni non è bello

Odd, sorella maggiore della protagonista Even, ha compiuto 12 anni e secondo la legge del Regno di Aria dovrà tirare un dado magico per conoscere il proprio destino, ovvero dove verrà collocata all’interno del vasto regno composto da sei differenti regioni.

Il dado viene lanciato! Il risultato è quello che le permette di rimanere nella regione di appartenenza, peccato che d’un tratto lo strano cubo cambia faccia finendo sul sei: il Regno Magico della Regina e prossima destinazione della povera Odd, dove la ragazza spaventata viene forzata all’abbandono della sua famiglia e regione. Due anni dopo il rapimento, Even inizia ad avere visioni di sua sorella in un sogno molto strano, mentre un fantasma ha iniziato a guidarla verso la sua città.

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Carte e… Un Dado

Il sistema di combattimento di Lost in Random è basato sull’utilizzo di carte, per essere attivate dovranno essere colpiti dei “cristalli” che compariranno sopra i nemici utilizzando la Fionda (che non procurerà danno, ma servirà solo per recuperare il mana), successivamente saranno recuperati dal nostro Dicey (un Dado che ci accompagnerà per tutta la nostra avventura), ed essi ci permetteranno di accumulare una sorta di punteggio che a sua volta permetterà di utilizzare le carte. 

Nonostante potremo acquistare o “sbustare” carte, non sarà possibile costruire mazzi con strategie specifiche e complesse, portandoci, molto spesso ad utilizzare le solite fortissime carte o perfino a farne a meno! Ciò, non l’ho assolutamente apprezzato, perché, da amante di giochi di carte, mi è stato sempre insegnato ad avere una strategia per combattere il mio nemico, a partire da Magic fino ad arrivare a Pokemon. Infatti è qui che nasce il problema: quando ci ritroveremo con tante carte sarà un casino riuscire anche solo ad attaccare un nostro nemico. Purtroppo questa soluzione rende Lost in Random un’occasione sprecata, perché poteva essere un grandissimo action-card game, come lo fu in passato Kingdom Hearts: Chain of Memories.

Un comparto tecnico da Un comparto visivo da paura 

L’ambientazione è semplicemente sbalorditiva e ci farà fermare ad ammirare certi panorami dove vedremo la tristezza e malinconia dei personaggi, come già detto, sembra un mondo creato da Tim Burton.
Ogni canzone si adatta perfettamente a dove siamo e al compito che stiamo svolgendo, infatti ho amato le musiche paragonabili a videogiochi tripla A, che potremo non stancarci mai di ascoltare. L’unica amarezza di tutto il reparto è l’animazione dei personaggi, che non è molto fluida e credibile, sia nel gameplay che nelle scene di intermezzo, un vero peccato.

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Pensiero finale

Lost in Random aveva tutte le carte in regola per essere un buon videogioco, peccato si sia perso in un bicchiere d’acqua e non abbia sfruttato al massimo le sue potenzialità, perché non basta un bel paesaggio o delle buone musiche a creare un titolo “bello”.

Consigliato con (estrema) riserva, a causa di un gameplay poco convincente

Pregi

  • Musiche
  • Paesaggi e personaggi caratteristici

Difetti

  • Non è possibile creare una strategia con le carte
  • Animazioni
  • Poteva essere un ritorno al action-card game
Lost in Random, un dado per amico 6
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Di Lir90

Il mio nome Lir, nasce dall'unione di tre manga giapponesi, Lamù, Inuyasha e Ranma. Sono un grande appassionato del mondo videoludico e collezionista di console, infatti fino ad ora sono riuscito a recuperarne ben trentaquattro. Purtroppo la lingua inglese non è il mio forte, ma amo scovare titoli poco conosciuti in Europa per poterli giocare.