Immortals Fenyx Rising: la recensione della nuova IP di Ubisoft

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Immortals Fenyx Rising è la nuova proprietà intellettuale di Ubisoft Quebec, team noto per aver sviluppato Assassin’s Creed Syndicate e più recentemente Assassin’s Creed Odissey.

Il titolo denominato inizialmente Gods & Monsters era sparito dai radar per diverso tempo fino alla scorsa estate, dove è stato mostrato un nuovo trailer che non convinceva in pieno per un’atmosfera fin troppo scanzonata e leggera.

La sensazione che abbiamo avuto in questi mesi è  di un prodotto pubblicizzato con poca convinzione, probabilmente a causa dell’uscita ravvicinata dei due più blasonati prodotti dell’azienda francese: Watch Dogs Legion e Assassin’s Creed Valhalla.

Trama

La narrativa del titolo Ubisoft vede come protagonista Fenyx, (personaggio personalizzabile nell’aspetto e nel sesso),un perfetto antieroe nell’ironica mitologia greca messa in piedi dall’azienda francese con Zeus e Prometeo, le due voci narranti dell’avventura.

L’incipit del gioco presenta il villain della storyline Tifone, intenzionato a sconfiggere gli dei greci ed a prendere il possesso dell’ Isola d’Oro (ambientazione principale di Immortals Fenyx Rising).

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La trama del gioco Ubisoft punta ad intrattenere con questa continua ironia e battute scanzonate, il lavoro svolto è di buon livello, specialmente grazie al già citato duo composto da Prometeo e Zeus, nonostante una fetta di pubblico potrebbe trovare eccessivo l’umorismo presente in Immortals Fenyx Rising.

Questo non significa che la narrativa sia assente e anzi in alcuni momenti verso il finale ci sono degli spunti interessanti, anche se risultano abbastanza forzati per lasciare impressionato il giocatore senza poi offrire una spiegazione ben contestualizzata.

Il fulcro dell’ottimo lavoro di Immortals Fenyx Rising rimane però la ricostruzione della mitologia greca, come già era accaduto in Assassin’s Creed Odissey, il team ha dimostrato di nuovo di reinterpretare l’Antica Grecia in maniera originale, anche se in una chiave di lettura molto diversa rispetto all’avventura di Alexios e Kassandra.

Un’altra novità riguarda le cutscenes animate, inedite per le produzioni dell’azienda francese e ci hanno convinto specialmente per l’atmosfera che Immortals Fenyx Rising vuole trasmettere.

Gameplay

La componente ludica della nuova proprietà intellettuale di Ubisoft è variegata e pesca a piene mani da diverse produzioni, come già si poteva notare nel periodo pre-lancio.

Dopo il prologo si può esplorare a piacimento una delle prime quattro regioni e decidere in quale di queste decidere di avanzare nella storyline, ma a differenza di The Legend of Zelda: Breath of the Wild non sarà possibile affrontare il villain finale nel momento in cui preferiamo.

Nella nostra prova abbiamo notato solamente la regione di Ares più complessa rispetto alle altre, sia per ciò che riguarda il boss dell’area che per gli enigmi ambientali.

In Immortals Fenyx Rising sono presenti infatti le Cripte del Tartaro, veri e propri dungeon simili ai Sacrari di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, ma se nell’esclusiva Nintendo la fisica risulta fondamentale nella risoluzione dei puzzle, in questo caso Fenyx agisce con la telecinesi per trasportare gli oggetti e tramite delle sezioni platform.

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Nonostante l’evidente ispirazione al pluripremiato gioco della casa nipponica, l’avventura di Fenyx si differenzia specialmente nel combat system che risulta più fresco e dinamico con un’esperienza più simile alla saga di Darksiders e la trilogia di God of War.

Nelle prime ore il feeling del gameplay ci è sembrato troppo derivativo e poco originale, ma proseguendo nell’avventura possiamo affermare che il combat system ha una sua personalità, grazie alla possibilità di sbloccare abilità speciali che si possono upgradare e alle benedizioni legate al completamento delle quattro regioni.

In generale la commistione tra puzzle ambientali e gli scontri con le armi sono tra gli aspetti che più ci hanno convinto del gioco, ma in un certo senso ci sono dei singoli elementi meno a fuoco che rendono Immortals Fenyx Rising imperfetto.

Ci riferiamo al ritmo delle singole missioni, per quanto gli enigmi non risultano eccessivamente difficili, spesso le Cripte del Tartaro sono tirate troppo per le lunghe e in un caso in particolare ci è capitato di ripetere la stessa bossa fight più volte per completare uno dei dungeon principali dell’avventura.

Abbiamo trovato questa scelta discutibile e ha diluito il ritmo della storyline, si tratta di un problema opposto alla precedente avventura di Ubisoft Quebec. Assassin’s Creed Odissey puntava ad un grinding macroscopico per progredire nella main quest, mentre in Immortals Fenyx Rising la storia principale è troppo diluita a causa di missioni esageratamente prolisse.

Per ciò che concerne le attività secondarie, la nuova proprietà intellettuale di Ubisoft prende una strada diversa rispetto ai recenti Watch Dogs Legion e Assassin’s Creed Valhalla, dove quest’ultimi offrono un numero elevato di sub quest e liberazione di quartieri o avamposti, Immortals Fenyx Rising punta ad allungare la longevità tramite Cripte opzionali utili per aggiungere una barra di resistenza al protagonista, oppure tramite la raccolta delle risorse che in un certo senso sostituiscono i collezionabili degli open-world.

Le pozioni infatti non potranno essere acquistate dai mercanti come accade per altri esponenti del genere, ma solamente trovando funghi e altri oggetti da upgradare che potranno essere visionati con la vista acuta dopo aver scalato i cosiddetti punti di sincronizzazione scalando delle statue e facendo attenzione alla barra della resistenza di Fenyx, un pò come accade con Link in The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Sono presenti anche alcune missioni secondarie che sono però un numero esiguo rispetto a ciò che offre l’esperienza totale di Immortals Fenyx Rising, attività che si sbloccheranno una volta completate le singole regioni delle divinità greche.

Un’altra pecca del gioco riguarda la varietà dei nemici mitologici, nonostante ogni nuova zona aggiunge una tipologia di mostri, la totalità degli avversari da affrontare non spicca e in qualche modo si può accusare il fattore ripetitività dopo aver raggiunto la metà dell’avventura.

Infatti se è vero che il combat system riesce ad intrattenere grazie ad una dinamicità non indifferente, la mancanza di altre bestie non ci ha permesso di sfruttare a pieno le diverse varianti disponibili negli scontri. La stessa intelligenza artificiale a livello di difficoltà standard risulta poco ispirata, gli avversari attaccano uno per volta nella maggior parte dei casi e rendono i combattimenti meno vari del previsto, un esempio pratico è la gestione del parry che si può applicare tenendo premuti contemporaneamente i due tasti dorsali, ma nella nostra prova è stato meno utile ed indispensabile rispetto alla schivata, vista la prevedibilità dei pattern di attacco.

Nonostante queste pecche non fanno innalzare il livello qualitativo della produzione, Immortals Fenyx Rising riesce a compensare grazie ad una progressione ben riuscita, come già accennato le attività opzionali presenti nell’open-world non sono fini a sè stesse, ma risultano indispensabili per potenziare Fenyx e rendono l’esplorazione più interessante del previsto.

Prestazioni tecniche

Abbiamo testato Immortals Fenyx Rising su Xbox Series X in modalità Grafica e il titolo gira ad una risoluzione quasi sempre vicina ai 4K nativi, mentre gli FPS sono stabili a 30. Il discorso è diverso in caso in cui si opta per la modalità Prestazioni, in questo caso il gioco raggiunge i 60FPS e la risoluzione difficilmente arriva al valore massimo dei 4K.

Da elogiare è sicuramente l’ottimizzazione su console next-gen, non abbiamo riscontrato particolari bug e considerando che si tratta di un’open world il lavoro svolto è di ottimo livello, anche i caricamenti ci hanno sorpreso per la rapidità sui nuovi hardware.

Per ciò che riguarda la mappa di gioco, non è mastondotica come quella di Assassin’s Creed Odissey e le sette regioni presenti offrono una buona varietà di ambientazioni ma non eccelsa, tuttavia ciò che non ci ha proprio convinto è la direzione artistica che risulta poco ispirata.

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La nuova proprietà intellettuale di Ubisoft è doppiata in italiano, come consuetudine per le opere dell’azienda francese, il risultato finale è di ottimo livello e adatto al contesto ironico di Immortals Fenyx Rising.

L’azzeccata colonna sonora è composta da Gareth Coker, noto per l’eccellente lavoro svolto in Ori and the Will of the Wisps, ma si sente una mancanza di varietà nelle tracce musicali del titolo Ubisoft.

Abbiamo trascorso 30 ore in Immortals Fenyx Rising, completando la storia principale a livello di difficoltà standard e alcune attività secondarie, una longevità che può raggiungere più di 40 ore se decidete di completare il gioco al 100%.

Immortals Fenyx Rising è una nuova proprietà intellettuale interessante, con un’ottima formula tra puzzle ambientali e un combat system soddisfacente.

Alcuni aspetti sono meno riusciti, come un ritmo delle missioni principali troppo diluite e una scarsa varietà di nemici che rendono gli scontri meno interessanti a causa di pattern di attacco fin troppo simili, pecche che non permettono di raggiungere una qualità pari ai migliori open-world della generazione. Immortals Fenyx Rising è comunque un buon inizio per un possibile franchise dell’azienda francese, nonostante alcuni difetti ci sentiamo di consigliarlo a chi apprezza particolarmente la mitologia greca

Consigliato con Riserva

Pregi

Ottima ricostruzione della mitologia greca

Puzzle ambientali e combat system offrono un’ottima varietà al gameplay

Buona progressione delle abilità

Difetti

Ritmo delle singole missioni troppo diluito

Poca varietà di nemici

Intelligenza artificiale poco convincente


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