Giocare Cult of the Lamb dopo 4 anni e con l’espansione Woolhaven – Recensione
4 anni di aggiornamenti gratuiti e non sentirli
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Cult of the Lamb
Cult of the Lamb è un videogioco che mi ha affascinato fin da subito. Il suo primo trailer mi catturò per il suo mix tenero-terrificante, col suo design particolarmente puccioso contaminato da una forte presenza di gore e splatter. Il tutto impacchettato per fornire un’esperienza dungeon crawler e roguelite. A suo tempo, mi limitai a scriverci un piccolissimo articolo, nel quale abbozzai le impressioni sul gioco, un testo ben lontano da una recensione vera e propria. Oggi, approfittando dell’espansione Woolhaven, inviata direttamente da Devolver Digital (editore) e Massive Monster (autore), ve ne parlo nella sua forma “completa”.

4 anni di aggiornamenti gratuiti e non sentirli
Siccome dal lancio effettivo sono trascorsi ben 4 anni, ho colto l’occasione per rigiocarlo daccapo. Così da godermelo anche con la localizzazione italiana, introdotta ufficialmente con l’aggiornamento 1.5.0. Avendolo giocato inizialmente su GOG e ora su Steam, posso avere una stima approssimativa della durata dell’espansione. A suo tempo, l’ho completato in circa 25 ore (escludendo l’end-game, ampliato con l’aggiornamento gratuito Relics of the Old Faith), mentre questa seconda partita conta 40 ore. Non è detto che tutti possano arrivare a un simile conteggio, molto dipende dalla propria esperienza col titolo, con fattori come il tempo passato nella gestione del culto o nei dungeon. D’altronde, HowLongToBeat, riporta che per terminare il contenuto principale del gioco base occorrono 15 ore, mentre per l’espansione ne sono sufficienti soltanto 5.
In Cult of the Lamb s’interpreta un grazioso Agnello, l’ultimo della sua specie. Salvato dalla divinità Narinder, poco prima di venire sacrificato da altre quattro divinità, intimorite dalla sua presenza a causa di una visione: questo Agnello avrebbe decretato la loro fine.
Narinder, dopo averlo salvato, gli affida il compito di fondare un culto a suo nome, così da poterlo liberare. Per farlo, all’Agnello viene affidata una corona demoniaca che gli dona poteri soprannaturali, consentendogli di affrontare proprio le quattro divinità Leshy, Heket, Kallamar e Shamura.
Lo scopo ultimo, nel gioco base, è dunque quello di affrontare quattro biomi di dungeon e distruggere tutte e quattro le divinità. Per svolgere il proprio compito, l’Agnello sfrutta la corona demoniaca, che assume la forma di una delle cinque armi disponibili: spada, pugnale, ascia, guantoni e martello. Ogni arma è disponibile in diverse forme, da quella in grado di arrecare importanti danni ai nemici a quella capace di avvelenare o succhiare la vitalità. A queste si affiancano le maledizioni, degli attacchi speciali che variano sia nella forma che negli effetti. Non mancano i potenziamenti, sotto forma di tarocchi, che possono incrementare la salute, la qualità delle ricompense e molto altro.
Il gameplay effettivo è concepito molto sul fattore causale. All’inizio di ogni “spedizione”, viene proposta un’arma e una maledizione completamente casuali. Esplorando le stanze e completando le varie sezioni, si può incappare nella possibilità di modificare il proprio equipaggiamento, ma la scelta rimane sempre limitata. Discorso analogo vale per i tarocchi.
Dal 2022 a oggi, Massive Monster ha ampliato i contenuti del titolo, sia sotto forma di aggiornamenti gratuiti che tramite dei DLC a pagamento: in questi DLC non sono presenti armi o elementi narrativi centrali, per esempio Pilgrim Pack contiene semplicemente un fumetto digitale.
Tra le novità spiccano la pistola, come nuova arma, ma anche maledizioni, tarocchi, aspetti per i seguaci e via discorrendo. Inoltre, è stata aggiunta anche la possibilità di giocarlo con un secondo giocatore, in locale.

Woolhaven, la prima espansione a pagamento di Cult of the Lamb
Mentre il gioco ha continuato a espandersi per 4 anni, con aggiornamenti gratuiti e alcuni contenuti a pagamento, Woolhaven è la prima espansione a pagamento, che porta con sé una quantità importante di novità: storia, meccaniche, edifici, armi, maledizioni e tarocchi, per non parlare di nemici e nuovi aspetti per i seguaci.
Woolhaven sfrutta la componente soprannaturale per raccontare gli eventi antecedenti l’avventura base, che hanno portato alla scomparsa della specie degli agnelli, mentre si affrontano nuove minacce come Marchosias e il Marciume. È qui che si fa la conoscenza della divinità Yngya, che porta con sé i pericoli dell’inverno, e del suo gregge, costituito da altri agnelli. Similmente a quanto accaduto con Narinder, anche Yngya affida all’Agnello un compito e per portarlo a termine gli dona nuovi poteri e conoscenze, così da poter affrontare i due biomi dei dungeon completamente inediti.
In questa espansione, l’obiettivo è quello di radunare le anime del gregge e riportare Aldilàna allo splendore di un tempo. Infatti, man mano che si liberano le anime degli altri agnelli, si potranno ricostruire alcuni edifici e, di conseguenza, sbloccare nuove meccaniche di gioco, armi e costumi per l’Agnello.
Parlando delle nuove dinamiche, con Yngya fa la sua entrata in scena l’inverno, una condizione climatica che si presenta ciclicamente. Durante il periodo di freddo glaciale, i seguaci verranno messi a dura prova: i raccolti subiranno un arresto, senza il calore necessario la morte è dietro l’angolo, e tutto è destinato a peggiorare man mano che si avanza nella storia. Per questa ragione è la stessa Yngya a conferire le conoscenze necessarie per far sopravvivere il culto dell’Agnello, con edifici che possono generare calore, mentre gli altri membri del gregge offrono la possibilità di costruire un allevamento (che si traduce in cibo).
Un gameplay votato all’evoluzione costante
Il supporto a Cult of the Lamb viene quasi da compararlo a quello di un GaaS, col pregio di trattarsi di un videogioco single player supportato nel lungo periodo. Uno scenario che s’è già visto con Baldur’s Gate 3 di Larian Studios (non in egual misura!). Nel corso di questi 4 anni, Massive Monster ha rilasciato svariati aggiornamenti che ne hanno ampliato i contenuti. Come già accennato, nel tempo è stato arricchito l’end-game, con una storia che progredisce mano a mano, sebbene con una lentezza più accentuata. L’integrazione della pistola, come arma, ha portato un nuovo approccio al sistema di combattimento spingendolo su ingaggia dalla media distanza. Di per sé già decisamente variegato grazie alle armi, maledizioni e tarocchi disponibili fin dal lancio. La base è rimasta comunque la stessa: con stanze nelle quali ci si deve destreggiare velocemente tra attacchi e schivate.

L’espansione Woolhaven amplia tutto quello che già era presente. Infatti, i due nuovi biomi presentano nuovi nemici, da quelli che popolano le stanze ai boss, dotati di abilità completamente inedite. Ma anche una nuova arma, maledizioni e tarocchi. Questi ultimi, ora con un sistema di pro e contro: potenziano alcuni aspetti dell’agnello, a patto di accettare alcune ripercussioni. Le novità si estendono anche agli edifici e ai materiali, necessari per costruirli. La feature più incisiva nel gameplay, è certamente quella dell’inverno che si abbatte sul culto. Infatti, durante questo periodo che si ripete ciclicamente, si devono gestire le risorse in maniera più ragionata, così da evitare di generare dissidenti. Per questa ragione, è stato introdotto l’Allevamento, una struttura dove poter allevare diversi animali per ricavarne materiali e carne.
Il sistema di combattimento riesce a beneficiare di Woolhaven grazie all’introduzione dei nemici completamente differenti, soprattutto per i loro pattern d’attacco: completamente differenti da quelli disponibili nel gioco base. Anche i boss principali risultano un poco più ostici, sebbene non siano “insormontabili” o frustranti. Ciò non toglie che risulta piuttosto difficile annoiarsi, a patto di apprezzare il genere dei roguelite.
Non mancano alcuni problemi
Probabilmente a causa della mole di contenuti introdotti col lancio dell’espansione, Cult of the Lamb vede la presenza di diversi bug e glitch visivi. Nulla di profondamente invalidante, ma certamente fastidiosi. Come per esempio la sovrapposizione di alcuni elementi all’interno del culto oppure i personaggi e nemici che si bloccano casualmente, finché non si interagisce con loro. In merito a ciò, Massive Monster sta rilasciando una serie di aggiornamenti atti a migliorare la situazione. Non a caso è stato già risolto quello che, a parer mio, è stato il bug più importante per chi si è approcciato al titolo per la prima volta: durante buona parte della mia esperienza di gioco, continuava a ripetersi sempre la seconda scheda di una delle meccaniche, sovrascrivendo quelle delle altre meccaniche.

In sintesi
In questi 4 anni, Massive Monster ha continuato a proporre contenuti per Cult of the Lamb tramite aggiornamenti gratuiti e piccoli pacchetti sotto forma di DLC. Con Woolhaven sono state fortemente ampliate la narrazione e il gameplay, facendo luce sul passato degli agnelli e introducendo nuove dinamiche, sia nel sistema di combattimento che nella gestione effettiva del culto. Il tutto, riuscendo a confezionare un insieme di elementi perfettamente coerenti con lo stile del gioco base.
La presenza di alcuni bug risulta fastidiosa, sebbene non intacca l’esperienza. Ciò detto, il videogioco base e l’espansione garantiscono una considerevole quantità di ore di gioco, che in base ai propri gusti personali, si può trovare stucchevole se ci si approccia malamente. Per confezionare questa recensione, ho macinato 40 ore in poco più di una settimana, e pur non avendo completato l’end-game del gioco base e dell’espansione, non fatico ad ammettere che ho il cervello in pappa.
Quindi! Considerando la bontà generale offerta da entrambi, non posso non consigliarne l’acquisto. A patto che, se non foste degli appassionati del genere, non vi ci dedichiate mattina e sera in maniera “ossessiva”.