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Recensioni 08 SETTEMBRE 2026 8 MIN LETTURA

Star Wars Zero Company – Recensione

// ESTRATTO_BY_AI Star Wars Zero Company offre una strategia a turni profonda con narrativa tra Clone Wars e Fallen Order, dai veterani XCOM.

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

Una Twi'lek e un ufficiale imperiale osservano da un balcone uno Star Destroyer in volo sopra le montagne al tramonto
// Q-Gin Star Wars Zero Company – Recensione del videogioco Bit Reactor
Star Wars Zero Company
// SCHEDA_GIOCO

Star Wars Zero Company

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 27/08/2026

Sin dal suo annuncio nel gennaio del 2022, quando non aveva ancora un nome, Star Wars Zero Company ha generato curiosità per una serie di svariate ragioni. Come la supervisione del progetto che in origine vedeva la presenza di Respawn Entertainment oppure lo studio Bit Reactor al suo sviluppo, con diversi veterani di Firaxis che hanno lavorato a XCOM: Enemy Unknown, come il fondatore stesso Greg Foertsch. Inoltre c’è anche la questione dei successi precedenti incasellati dal duo Star Wars Jedi: Fallen Order e Star Wars Jedi: Survivor, due videogiochi che hanno riportato in vetta Star Wars sotto Electronic Arts. Insomma, Star Wars Zero Company ha goduto fin da subito di una certa curiosità e finalmente, ora che il videogioco è uscito, è possibile tirarne le somme.

Una storia spalmata tra vari prodotti del franchise, eppure si sorregge anche da sola

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dato il genere di stampo strategico a turni con combattimento tattico, Star Wars Zero Company ha una campagna narrativa cinematografica decisamente centrale, che si colloca in uno spazio temporale estremamente ampio: tra la serie animata Star Wars: The Clone Wars e gli eventi che precedono Star Wars Jedi: Fallen Order, dal punto di vista della saga cinematografica parliamo di eventi che si collocano dopo L’attacco dei Cloni e prima Una nuova speranza.

Star Wars Company Zero narra della Compagnia Zero guidata dal ex capitano della Repubblica Hawx, assoldata da un tenente della intelligence della Repubblica per fronteggiare la minaccia generata dalla setta Spira e dare la caccia al suo capo: Kundri Fathom. Lo scopo della Spira è quello di annientare la Repubblica e i Jedi, per farlo è decisa a utilizzare il Morbo Oscuro: un male causato dal morso di una razza specifica di insetti alieni, le cui vittime rischiano di morire all’istante, mentre altre diventano letteralmente schiave del culto per eseguire ciecamente gli ordini impartiti.

Durante il corso dell’avventura, alla Compagnia Zero si unisco diversi personaggi “secondari”, le cui missioni possono arricchire la storia principale con nuove rivelazioni, sia sul Morbo Oscuro che sulla Spira. Alcuni di loro forniscono anche una finestra su altri prodotti del franchise, come The Clone Wars. Nonostante questi forti ed espliciti collegamenti, Zero Company può essere giocato anche senza conoscere perfettamente l’intero universo di Star Wars. Al massimo, dopo aver concluso la storia, si potrebbe avere voglia di recuperare le varie opere (attualmente reperibili su Disney+) per approfondire alcuni eventi e personaggi.

XCOM incontra Star Wars, ma perde per strada l’end-game

Però, per completare le svariate missioni, si dovranno fare i conti con una struttura ludica che impone una scelta: affrontare missioni secondarie dei personaggi oppure quelle “generate proceduralmente” per darsi agli upgrade. Va comunque detto che le missioni, stando alla mia esperienza, possono essere completate tutte alla prima run senza particolari problemi. Il discorso però non vale per chi si vuole dare al completismo, dal momento che Star Wars Zero Company è completamente sprovvisto di un end-game: una volta completata la storia, non resta che cliccare su “Nuova partita” per partire da 0 e, al massimo, provare un nuovo approccio con classi e personaggi differenti, cambiando anche qualche dialogo.
In base alla mia esperienza di gioco, l’assenza di un end-game dove continuare a giocare ed eseguire upgrade alla Den (la base operativa), si fa particolarmente sentire. Soprattutto alla luce del fatto che Star Wars Zero Company ha un gameplay estremamente affascinante.

Tutto gira attorno allo svolgere le Operazioni per ottenere i mezzi dedicati agli upgrade, così da svolgere le Missioni dove mettere in pratica le strategie di combattimento, per poi tornare a bordo della Den così da effettuare i level up ai membri dell’equipaggio, gestirne l’equipaggiamento e assoldare nuovi Operativi così da ripetere il loop. È un sistema che funziona egregiamente, data la profondità del sistema di combattimento che si intreccia con la varietà delle Specializzazioni, Abilità e le armi equipaggiate sia da Hawx che dagli operativi. Il piatto forte del gameplay è dunque il sistema di combattimento, gestito come sempre dai PA, che permettono le azioni di movimento, attacco o supporto, e dal Vantaggio, un elemento che permette di utilizzare delle abilità “speciali” ed estremamente più efficaci rispetto a quelle basilari.

Di seguito l’elenco completo delle otto Specializzazioni disponibili:

  • il Commando è un combattente in prima linea che eccelle nelle manovre in battaglia per ottenere eliminazioni a distanza media e ravvicinata contro bersagli nascosti al riparo. Gli operativi addestrati in questo modo sono avversari letali.
  • il Duellante è specializzato in attacchi blaster multi-obiettivo e attacchi rapidi che gli permettono di distribuire l’offensiva su numerosi obiettivi.
  • il Corazzato è un combattente in prima linea, pesantemente blindato e duro come la roccia. Questi operativi sono specializzati nella sopravvivenza e nell’assorbire gli attacchi nemici mentre sono allo scoperto.
  • il Medico eccelle nel curare e prendersi cura dei suoi compagni di squadra. I medici possono anche potenziare i loro compagni di squadra, sia fisicamente che psicologicamente.
  • la Canaglia è un vero jolly, abile nello sfruttare le situazioni senza molta preparazione e nel cogliere ogni opportunità in combattimento.
  • la Sentinella è un operativo addestrato in tattiche di imboscata e ricognizione. Pianificazione e tempismo avvantaggiano l’intera squadra, creando opportunità dove non ne esistono.
  • il Falco è un tiratore scelto esperto che eccelle negli ingaggi a lungo raggio, concetrato sull’individuare e sconfiggere nemici specifici in battaglia.
  • il Militare è un’unità offensiva principale, capace di affrontare i nemici a corta e media distanza con attacchi corpo a corpo, granate, fuoco di blaster pesante e un potente lanciarazzi.

Incarna perfettamente l’atmosfera Star Wars, al netto dei consueti problemi firmati Unreal Engine

In tutto questo, è doveroso far presente come il gameplay si mescola perfettamente con l’atmosfera Star Wars. Gli scontri a colpi di blaster tra la Compagni Zero e le varie fazioni presenti restituiscono perfettamente l’atmosfera tipica di Star Wars. Durante le fasi in cui si pensa all’azione da compiere, la battaglia non rimane mai statica. Tutte le unità in campo continuano a sparare ai rispettivi nemici, ma senza infliggere un reale danno. Questo è un chiaro espediente per incrementare i fattori “atmosfera e immersione”, riuscendoci senza alcun dubbio.

Va anche sottolineato come la direzione artistica, assieme al team 3D Artist, sono riusciti a rendere in maniera eccelsa l’essenza di Star Wars attraverso gli ambienti, i costumi e i personaggi. Pur considerando che Unreal Engine 5 continua a rivelarsi un vero e proprio mattone: infatti non mancano le prestazioni completamente instabili, fenomeni di pop-in nelle fasi di caricamento con la Caisson (la nave utilizzata dalla Compagnia Zero per gli spostamenti), un anti-aliasing completamente inefficace che obbliga l’utilizzo di upscaler come il DLSS. Completamente insensata è l’impossibilità di poter modificare la risoluzione nativa, causando problemi sulla scalabilità delle impostazioni.

Però, non tutto funziona in maniera adeguata. Il gameplay prevede che si debba potenziare la Den, ovvero la nave che funge da base operativa. Le sezioni da potenziare sono molteplici, passando dall’infermeria ai posti riservati all’equipaggio così da poter assoldare nuovi Operativi. Sfortunatamente, nonostante si effettuino i vari upgrade, la nave non cambierà mai aspetto. Questo fa sì che dal punto di vista scenografico, non si avverta particolare soddisfazione nel vedere la base ingrandirsi mano a mano. Inoltre va detto che gli Operativi, sia quelli generati randomicamente che i personaggi secondari, sono estremamente statici all’interno della base.

Senza freni

Star Wars Zero Company non è un videogioco esente da difetti. Oltre all’essenza del end-game che avrebbe aiutato il gameplay e una marcata staticità all’interno della Den, sono presenti alcuni bug che intaccano le animazioni durante i combattimenti, risulta avere un’ottimizzazione piuttosto problematica e prestazioni incostanti, e aggiungo che si possono verificare diversi crash (ma questi potrebbero essere imputati ai recenti aggiornamenti di Windows 11). Nonostante ciò, la storia risulta essere narrata piuttosto bene tenendo da conto il genere di riferimento e il gameplay funziona in maniera eccellente.

La squadra formata da quattro Operativi può essere composta con personaggi dotati di varie combinazioni di Specializzazioni, armi e accessori. Trovare il giusto bilanciamento può portare a una vittoria semplice e pulita il più delle volte, ma una scelta mal pensata potrebbe creare qualche grattacapo. Inoltre, creare una squadra “fissa” può tornare utile per sviluppare i legami dei membri, questa meccanica consente di incrementare le prestazioni individuali in fatto di danni e supporto.
Le abilità di ogni membro consentono approcci difensivi, agendo in maniera preventiva rispetto alle mosse che può compiere la CPU; altrimenti si può optare per uno stile ultra-aggressivo, prendendo di petto le unità nemiche scaricandogli addosso la qualunque, dalle granate a dardi elettrici che possono generare delle scariche elettriche a catena.
Devo comunque far presente che la difficoltà generale è piuttosto bassa, non ho mai subito perdite. Questo mi ha portato ad avere un monumento alla memoria spoglio e mai sfruttato. Ciò nonostante è presente un selettore di difficoltà e anche la modalità di gioco Beskar, dove la morte di Hawx decreta il game over.

Trattandosi di un genere videoludico decisamente di nicchia, è un po’ complicato affermare con assoluta certezza che qualsiasi appassionato del franchise potrebbe goderne. Però, la sua difficoltà tarata verso il basso, permette un facile approccio anche da parte di un pubblico completamente estraneo.
Per quanto riguarda il fattore Star Wars, Zero Company è certamente approcciabile dall’utenza che del franchise sa poco e nulla, ma a parer mio è consigliabile conoscere la saga cinematografica. Mentre sarebbe decisamente utile aver visto almeno la serie animata The Clone Wars.

// ORIGINE_DEL_VIDEOGIOCO Fornito dall'editore
// VALUTAZIONE_FINALE 4 CONSIGLIATO
// PRO
  • + Nonostante la storia si riallacci a diversi prodotti del franchise, può risultare comprensibile anche ai neofiti...
  • + Il gameplay è ben diversificato, estremamente profondo nel suo sistema di combattimento...
  • + Visivamente funziona. La cura per i dettagli e il rispetto riposto per il franchise è palese in ogni frame...
// CONTRO
  • - ...anche se alcuni riferimenti necessitano di aver visto almeno la serie animata Clone Wars.
  • - ...un po' meno nell'impatto dato dalla gestione della base, che risulta troppo statica.
  • - ...però l'ottimizzazione è abbastanza scadente.
// IL_VERDETTO

A partire dalla storia fino ad arrivare al cuore pulsante dell'esperienza di gioco, ovvero il gameplay, Star Wars Zero Company è un videogioco che fa centro. I combattimenti riescono a incarnare perfettamente lo spirito del franchise, senza tradire l'essenza del tatticismo a turni, grazie ad alcuni accorgimenti per dare all'occhio il suo bel vedere. Alla fin fine, il problema del pacchetto offerto da Bit Reactor risiede nella totale assenza di un end-game e la staticità generale che pervade la base operativa (la Den).

Purtroppo Zero Company soffre particolarmente nel suo comparto tecnico, con un'ottimizzazione generale deludente, ulteriore dimostrazione del fatto che Unreal Engine è sostanzialmente dipendente dai sistemi di upscaling (DLSS, FSR, TSR), senza i quali potrebbe essere difficoltoso (quasi impossibile) godersi l'esperienza di gioco.

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