Stories Untold: il gioco che anticipava Silent Hill: Townfall?
// ESTRATTO_BY_AI Stories Untold di Screen Burn anticipa l'identità unica di Silent Hill: Townfall, usando la tecnologia interattiva per un horror di mistero e tensione.
Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.
Silent Hill: Townfall
Per capire perché Silent Hill: Townfall potrebbe avere un’identità così particolare, vale la pena tornare a uno dei progetti più importanti realizzati dagli sviluppatori di Screen Burn Interactive: Stories Untold. Pubblicato nel 2017, il gioco costruisce gran parte della propria esperienza attraverso terminali, interfacce rétro, vecchi computer e tecnologia analogica, trasformando strumenti apparentemente banali in veri e propri elementi narrativi. Il giocatore non si limita a osservare la storia: deve interagire con dispositivi elettronici, interpretare informazioni e ricostruire progressivamente ciò che sta accadendo.

È proprio questo approccio a rendere Stories Untold particolarmente interessante se osservato alla luce di Silent Hill: Townfall. In entrambi i casi la tecnologia non viene utilizzata semplicemente come decorazione per ricreare un’epoca, ma come mezzo attraverso cui costruire mistero e tensione. Un terminale che restituisce informazioni incomplete o un segnale che non possiamo interpretare correttamente possono diventare molto più inquietanti di un tradizionale jump scare. La paura nasce infatti dalla necessità di capire cosa stiamo vedendo e, soprattutto, se possiamo davvero fidarci delle informazioni che riceviamo.
Il CRTV di Townfall, i segnali disturbati e l’estetica tecnologica degli anni Novanta sembrano quindi inserirsi perfettamente nella filosofia sperimentata dallo studio già con Stories Untold. Se quel gioco dimostrava come un’interfaccia potesse diventare parte integrante della narrazione horror, Townfall potrebbe rappresentarne un’evoluzione su scala molto più ambiziosa. Ed è proprio qui che il passato di Screen Burn Interactive diventa fondamentale per capire il nuovo Silent Hill: prima ancora di entrare a Silent Hill, gli sviluppatori avevano già imparato a trasformare uno schermo in qualcosa di cui avere paura.
