Silent Hill: Townfall, chi sono gli sviluppatori? I giochi di Screen Burn Interactive spiegano la scelta di Konami
Da Stories Untold a Observation: il passato di Screen Burn Interactive
Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.
Silent Hill: Townfall, chi sono gli sviluppatori? I giochi di Screen Burn Interactive spiegano la scelta di Konami
Quando si parla di Silent Hill: Townfall, una delle domande più interessanti riguarda proprio lo studio che si trova dietro al progetto. A sviluppare il nuovo capitolo della celebre saga horror di Konami è Screen Burn Interactive, team scozzese con sede a Glasgow, conosciuto fino al 2025 con il nome di No Code. Fondato nel 2015, lo studio si è costruito una reputazione particolare grazie a esperienze capaci di mettere al centro atmosfera, narrazione e sperimentazione, caratteristiche che aiutano a comprendere perché Konami e Annapurna Interactive abbiano deciso di affidargli un progetto così importante.
Da Stories Untold a Observation: il passato di Screen Burn Interactive

Prima di Silent Hill: Townfall, il team ha lavorato principalmente su Stories Untold e Observation, due produzioni molto diverse ma accomunate da un approccio fortemente narrativo e da un utilizzo creativo dell’interfaccia. Stories Untold, pubblicato nel 2017, proponeva un’antologia horror costruita attorno a interfacce tecnologiche rétro, testo, segnali e atmosfere disturbanti, mentre Observation, arrivato nel 2019, spostava l’esperienza all’interno di una stazione spaziale, trasformando il giocatore nell’intelligenza artificiale SAM. Quest’ultimo progetto è particolarmente significativo per la storia dello studio: nel 2020 vinse il BAFTA come Best British Game, diventando il primo studio scozzese a conquistare quel riconoscimento.
La peculiarità di Screen Burn è quindi evidente: lo studio non ha costruito la propria identità sull’azione tradizionale, ma sulla capacità di raccontare una storia attraverso ambientazione, interfacce, audio, mistero e percezione del giocatore. È un approccio che sembra trovare una naturale evoluzione proprio in Silent Hill: Townfall, dove la tradizionale radio della serie viene reinterpretata // attraverso_il_CRTV, un televisore portatile capace di intercettare segnali instabili. Lo stesso studio ha spiegato di voler riprendere con Townfall il particolare stile narrativo sperimentato nei propri giochi precedenti, spingendolo però verso una nuova direzione.
Perché Konami e Annapurna hanno scelto Screen Burn?

La scelta diventa quindi molto più comprensibile guardando alla storia dello sviluppatore. Konami non ha affidato Silent Hill: Townfall a un team scelto esclusivamente per la capacità di realizzare un horror tradizionale, ma a uno studio che ha già dimostrato di saper costruire tensione attraverso elementi apparentemente secondari: un’interfaccia, un segnale disturbato, una voce, un ambiente isolato o un’informazione lasciata volutamente incompleta. Annapurna Interactive, inoltre, ha collaborato con Screen Burn proprio sul progetto che il team descrive come il più ambizioso della propria storia. Il risultato è un Silent Hill pensato come un’esperienza psicologica in prima persona, ambientata nella Scozia del 1996 e costruita attorno a esplorazione, evasione, combattimento ed enigmi legati alla narrazione.
E c’è un dettaglio che racconta bene l’evoluzione dello studio: nel 2025 No Code ha cambiato nome in Screen Burn, spiegando che la vecchia denominazione non rappresentava più un team ormai cresciuto e dotato di sviluppatori provenienti da diverse discipline. Il nuovo nome richiama proprio l’idea di un’immagine impressa permanentemente su un vecchio schermo CRT, metafora perfetta per uno studio interessato a creare videogiochi capaci di lasciare una traccia nella memoria del giocatore. In quest’ottica, Silent Hill: Townfall non rappresenta una rottura con il passato di Screen Burn, ma il passo più ambizioso di una formula già sperimentata con Stories Untold e Observation.