Crisi delle RAM, gli analisti avvertono: nel 2027 potrebbe peggiorare ancora
La crisi non si placa
Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.
Crisi delle RAM, gli analisti avvertono: nel 2027 potrebbe peggiorare ancora
La crisi delle RAM potrebbe essere ancora lontana dal suo momento peggiore. Nonostante il rallentamento di alcuni rincari, analisti e produttori prevedono che la disponibilità di memorie DRAM resterà limitata per tutto il 2027, mentre la crescente domanda proveniente dai data center dedicati all’intelligenza artificiale continuerà a sottrarre capacità produttiva ai settori PC, smartphone e dispositivi consumer.
La crisi non si placa
Chi sperava in una normalizzazione del mercato delle RAM entro la fine del 2026 potrebbe dover rivedere le proprie aspettative. Le analisi più recenti descrivono infatti una situazione destinata non soltanto a proseguire, ma potenzialmente a peggiorare nel corso del 2027.
Secondo TechInsights, il mercato DRAM si trova nella condizione di maggiore insufficienza produttiva degli ultimi decenni. L’aumento della capacità industriale non riuscirebbe a compensare abbastanza rapidamente la domanda generata da infrastrutture AI, server e piattaforme cloud.
Anche il CEO di SK Hynix avrebbe definito il 2027 come il possibile «anno peggiore nella storia dell’industria dal punto di vista dell’offerta», prevedendo una domanda superiore alla capacità produttiva anche oltre il 2030.

Scorte ridotte al minimo
A rendere il quadro ancora più preoccupante sono le indicazioni sulle scorte dei principali produttori. Un rapporto di KB Securities sostiene che Samsung e SK Hynix sarebbero scese sotto i dieci giorni di inventario di memorie finite, lasciando alla catena di approvvigionamento un margine estremamente limitato contro imprevisti e ulteriori aumenti della domanda.
Meritz Securities stima che nella seconda metà del 2026 i produttori riescano a soddisfare soltanto il 75-80% della domanda di DRAM. Nel 2027 questa percentuale potrebbe scendere intorno al 60%, aggravando la disponibilità per assemblatori indipendenti e produttori di dispositivi consumer.
L’AI assorbe la produzione
La causa principale rimane la rapida espansione dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Queste infrastrutture richiedono grandi quantità di memorie HBM, DRAM per server ed SSD enterprise, prodotti più redditizi ai quali Samsung, SK Hynix e Micron stanno destinando una quota crescente della propria capacità.trendforce+1
La produzione di memorie HBM avanzate assorbe inoltre più capacità industriale rispetto alle DRAM convenzionali. Questo riduce le risorse disponibili per DDR4 e DDR5 destinate a PC desktop, notebook, smartphone e altri prodotti elettronici di consumo.economictimes.
Secondo KB Securities, gli investimenti globali nelle infrastrutture AI potrebbero raggiungere 1.300 miliardi di dollari nel 2027, con un incremento annuo del 60%. I server AI assorbirebbero quindi non soltanto HBM, ma anche quantità sempre maggiori di DDR5 per server e unità di archiviazione enterprise.

Domanda oltre l’offerta
Le proiezioni di Citi indicano che la domanda globale di DRAM potrebbe crescere del 30% nel 2027 e del 35% nel 2028. Nello stesso periodo, l’offerta aumenterebbe rispettivamente soltanto del 19% e del 22%, producendo un deficit stimato dell’8,7% nel 2027 e del 9,7% nel 2028.
La banca ritiene che la carenza di memorie potrebbe approfondirsi fino al 2031, soprattutto qualora i sistemi di intelligenza artificiale adottassero in misura crescente processi di apprendimento continuo, molto più esigenti sul piano della memoria.
Goldman Sachs ha presentato uno scenario leggermente meno severo, ma comunque negativo: il deficit del mercato DRAM passerebbe dal 5% del 2026 al 5,9% nel 2027, raggiungendo il livello più critico dal 2017.// finance.yahoo
Prezzi ancora in salita
La crisi ha già provocato rincari eccezionali. TrendForce ha stimato che nel primo trimestre del 2026 i prezzi contrattuali delle DRAM convenzionali siano aumentati del 90-95% rispetto al trimestre precedente, mentre quelli delle RAM per PC sarebbero più che raddoppiati.
Nel terzo trimestre la crescita dovrebbe rallentare al 13-18%, soprattutto perché consumatori e produttori di dispositivi hanno raggiunto il limite dei prezzi sostenibili. Un rallentamento degli aumenti, tuttavia, non equivale a una diminuzione: il mercato rimane estremamente rigido e le scorte continuano a essere ridotte.
Bank of America prevede aumenti medi del 20-30% su base trimestrale per numerosi prodotti DRAM nel terzo trimestre del 2026. I grandi fornitori di servizi cloud starebbero inoltre già accettando prezzi più elevati pur di assicurarsi capacità produttiva per l’inizio del 2027.

Conseguenze per PC e gaming
I produttori di notebook, smartphone e altri dispositivi consumer rischiano di finire in fondo alla lista delle priorità, poiché i grandi clienti AI possono acquistare volumi maggiori attraverso contratti pluriennali e pagare prezzi più elevati.economictimes.
Per il mercato PC questo scenario potrebbe tradursi in configurazioni con meno memoria, prezzi finali più alti e minore disponibilità di alcuni moduli DDR4 e DDR5. Reuters segnala che diversi produttori indipendenti stanno già modificando i propri prodotti, verificando con maggiore attenzione l’autenticità dei componenti e trasferendo parte dei rincari sui consumatori.
Anche gli assemblatori di PC gaming e chi pianifica un aggiornamento hardware potrebbero quindi essere coinvolti. Le nuove fabbriche e linee produttive di Samsung, SK Hynix e Micron non dovrebbero offrire volumi significativi prima della seconda metà del 2027 o del 2028, troppo tardi per alleggerire la pressione nell’immediato.
Nessun miglioramento imminente

Le previsioni non escludono una futura stabilizzazione, ma collocano un’eventuale normalizzazione non prima del 2028. Nel frattempo, la domanda AI dovrebbe continuare a crescere più velocemente dell’offerta, rendendo il 2027 un anno potenzialmente ancora più difficile per disponibilità e prezzi delle RAM.
La velocità dei rincari potrebbe diminuire rispetto ai picchi registrati all’inizio del 2026, ma questo non significa che la crisi sia prossima alla fine. Il rischio indicato dagli analisti è che la RAM diventi un componente non soltanto più costoso, ma anche più difficile da reperire per i produttori meno grandi e per il mercato consumer.