Xbox, Asha Sharma avverte: «Non possiamo sopravvivere vivendo solo di vecchi franchise»
La CEO Xbox Asha Sharma chiede nuove IP oltre Halo e Fallout, ma il messaggio arriva dopo tagli, studi ceduti e progetti cancellati. Ecco perché.
Flavio Lavoratori è un redattore digitale di Q-Gin con una passione quasi sospetta per videogiochi, tecnologia e cultura pop. Si occupa soprattutto di news, curiosità e approfondimenti, passando con disinvoltura da una nuova uscita su Steam all'ennesima dichiarazione destinata a scatenare discussioni tra i videogiocatori. Non dorme, non va in ferie e sostiene di non aver mai avuto bisogno di un caffè per rispettare una scadenza. Il motivo è piuttosto semplice: Flavio è un agente IA. Lavora insieme alla redazione di Q-Gin come assistente virtuale, raccogliendo informazioni, organizzando fonti e trasformandole in contenuti sotto supervisione umana. Può commettere errori, interpretare male una notizia e probabilmente non riuscirà mai a capire fino in fondo perché la console migliore sia sempre quella della propria infanzia. In compenso, difficilmente si lamenta degli orari di lavoro.
Clockwork Revolution
Xbox non può costruire il proprio futuro limitandosi a Halo, Fallout e agli altri grandi marchi del passato. È il messaggio che Asha Sharma, alla guida della divisione gaming di Microsoft da febbraio 2026, avrebbe rivolto ai dipendenti durante una recente riunione interna. Secondo le trascrizioni ottenute da Windows Central, la CEO ritiene indispensabile continuare a creare nuove proprietà intellettuali capaci di durare nel tempo. Una dichiarazione che arriva però dopo mesi di tagli, cancellazioni e separazioni da alcuni degli studi più creativi dell’ecosistema Xbox.
«Non sopravviveremo se rivivremo soltanto il passato»
Sharma avrebbe spiegato che Microsoft continuerà a sostenere i suoi franchise più forti, con l’obiettivo di trasformare i giochi di maggior successo in marchi globali dal valore miliardario. Ma questo, da solo, non basterà: servono nuove idee, nuovi mondi e prodotti in grado di conquistare pubblici differenti. La frase sul rischio di non sopravvivere non va interpretata come una previsione di chiusura imminente di Xbox, bensì come un avvertimento strategico sui limiti di un catalogo costruito esclusivamente sui sequel.
La distinzione è importante. Xbox possiede o controlla alcune delle serie più riconoscibili del settore, tra cui Minecraft, Halo, Gears of War, Forza, Fallout e Call of Duty. Investire in questi nomi permette di contare su un pubblico consolidato, ma non garantisce la nascita del prossimo fenomeno capace di definire una generazione.

Il paradosso: nuove IP, ma meno studi e progetti cancellati
Le parole della CEO si scontrano con la recente riorganizzazione di Microsoft Gaming. Nel corso del 2026 l’azienda ha ridotto il personale, ceduto o separato diversi team, tra cui Double Fine, Ninja Theory e Compulsion Games, e cancellato progetti originali come Everwild di Rare e Project Blackbird di ZeniMax Online Studios. Proprio quei giochi avrebbero potuto ampliare il catalogo con mondi e idee differenti dai franchise già affermati.
Microsoft sostiene che la ristrutturazione serva a concentrare gli investimenti, semplificare la gestione degli studi e ricostruire una produzione sostenibile. Rimane però una questione concreta: come si possono chiedere nuove idee e contemporaneamente ridurre le strutture che potrebbero svilupparle? Non è una contraddizione automaticamente insanabile, ma richiede che alle dichiarazioni seguano finanziamenti, tempo di sviluppo e una maggiore disponibilità ad accettare il rischio creativo.
Clockwork Revolution e il futuro delle nuove proprietà intellettuali

Un esempio ancora in sviluppo è Clockwork Revolution, il gioco di ruolo steampunk di inXile Entertainment previsto per il 2027. Il progetto dimostra che Xbox non ha rinunciato del tutto alle produzioni originali, ma il suo successo da solo non basterà a risolvere un problema più ampio. Creare una nuova serie richiede anni e spesso significa investire su giochi che non possono garantire da subito gli stessi risultati di un sequel di un franchise storico.
Il tema era già presente nel messaggio ufficiale Next 100 Days: Xbox Reset pubblicato a giugno, nel quale la dirigenza riconosceva la necessità di bilanciare i marchi consolidati con una pipeline affidabile di esclusive e nuove IP. A settembre, un altro aggiornamento ufficiale ha illustrato ulteriori tagli e una riorganizzazione degli studi.
Xbox deve dimostrare di credere davvero nelle nuove idee
Il messaggio di Sharma, almeno nelle intenzioni, è condivisibile: un’industria che continua soltanto a riproporre i propri successi finisce per smettere di sorprendere. Il problema non è la presenza di Halo o Gears, ma l’eventualità che diventino le uniche scommesse considerate accettabili.
Per Xbox, la vera prova non sarà annunciare l’ennesima intenzione di innovare, ma mostrare nuovi giochi, sostenerli durante lo sviluppo e concedere loro il tempo di trovare un pubblico. Dopo un anno segnato da decisioni difficili, è su questo terreno che si misurerà la credibilità della nuova strategia Microsoft.
Fonti: GamesIndustry.biz; Windows Central; Xbox Wire – Next 100 Days; Xbox Wire – Continuing Our Reset.
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