Strayed Lights, un action adventure senza dialoghi – Recensione
Luce ed Ombra
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Strayed Lights, un action adventure senza dialoghi – Recensione
In un periodo storico dove i videogiochi sono costellati da sequenze cinematografiche od interminabili dialoghi, dove si tiene il giocatore dinanzi al monitor/TV a svolgere un ruolo incredibilmente passivo, Strayed Lights vuol utilizzare un espediente narrativo di stampo classico, mettendo in luce come l’emozioni come la paura, possano sfociare in atti di violenza. Il titolo non presenta alcuna linea di dialogo e le uniche sequenze presenti sono quelle dei boss relegate alle loro presentazione, lasciando la caratterizzazione e la narrazione alle immagini ed animazioni.
Strayed Lights, rilasciato lo scorso aprile per tutte le piattaforme, è stato sviluppato dal nuovo studio indipendente Embers fondato da ex-sviluppatori della Voodoo Games, i fondatori sono: Alexandre Arramon, che ritroviamo nel ruolo di Creative Director, Level Designer e Writer, e Maxime Philipp, come Game Director e Game Developer.
Luce ed Ombra
In Strayed Lights s’interpreta una Fiamma appena nata, che viene “corrotta” dalla propria Ombra. Questa si prefigge l’obiettivo di aiutare i propri fratelli che si sono fatti sopraffare dalle emozioni facendosi controllare delle proprie ombre. Durante il suo viaggio, la Fiamma affronterà una battaglia interiore con la propria ombra, che tenta di prendere il controllo approfittando dei momenti in cui il suo stato d’animo si indebolisce.

Un action semplice ma efficiente, con un contorno esplorativo
Il sistema di combattimento ruota principalmente attorno ai colori Blu e Rosso ed al tempismo che il giocatore ha nel premere il tasto dedicato alla parata. Questa ha una duplice funzione: quando si para un colpo di un nemico con lo stesso colore della Fiamma, si accumula energia da utilizzare per finire definitivamente i nemici; quando invece si para un attacco di un nemico con lo stesso colore, si annullano completamente i danni. Si ha anche la possibilità di schivare, fattore necessario quando si sta per ricevere un attacco di color Viola (gli attacchi corrotti), ma anche di attaccare con l’apposito dorsale (RT/R2). Sono anche disponibili tre differenti abilità, con tre scopi ben distinti: lo stun, che blocca gli avversari per breve tempo; un attacco diretto estremamente potente; la possibilità di respingere i danni indistintamente dal colore.
Sulla propria strada si incontreranno diversi nemici, alcuni dispongono di un pattern di attacchi “complesso” sferrando colpi cambiando il proprio colore ad ogni attacco, altri invece tenteranno di mettere in una pseudo difficoltà con attacchi singoli oppure delle piccole combo formate da due colpi. Discorso ben differente per i boss, che risultano tutti ben ideati, con dei pattern d’attacco estremamente leggibili, alcuni risultano più complicati di altri, ma difficilmente ci si troverà in situazioni realmente complicate. Proprio i boss sono gli elementi meglio riusciti in Strayed Lights, ognuno di loro risulta avere anche una propria caratterizzazione che emerge dal modo in cui sono stati messi in scena con delle sequenze realizzate ad hoc, complici anche delle animazioni estremamente curate, fino al momento in cui li si sconfigge dove ritrovano la serenità, con delle sequenze da completare a suon di QTE (Quick Time Event).

“Poca grafica” ma tanto stile
Graficamente non è un titolo sul quale star lì a badare molto alle texture, alla quantità dei poligoni riservati ai vari personaggi ed oggetti di scena e quant’altro, perché Strayed Lights punta tutto sul suo comparto artistico. Facendo all-in.
Col suo stile è in grado di lasciar a bocca aperta, grazie ad un ottimo design dei boss e degli scenari, entrambi in grado di trasmettere diversi stati di animo. Come detto sopra, per i boss ci sono sequenze video atte a mostrare alcuni tratti distintivi dettati dal loro aver “perso il senno” essendo precipitati nell’oscurità, ma che comunque sono fattori derivativi dal proprio carattere. Mi vien da pensare ad una delle prime Fiamme con le quali si entra in contatto, palesemente impaurita, che una volta perso il controllo diviene incredibilmente aggressiva e violenta per pura difesa. E così le altre. Gli scenari invece tendono ad essere cupi, lasciando un senso di decadimento ma anche dei panorami mozzafiato, con alcune creature disseminate un po’ qua e là.
Però devo fare un appunto negativo, Strayed Lights è un videogioco nel quale la componente visiva va letteralmente a braccetto col sistema di combattimento, per la questione dei colori e del fatto che in base ad essi cambiano delle azioni da compiere. Ebbene, in un periodo storico dove i videogiochi stan cercando di muoversi sempre più verso l’accessibilità, vedere la mancanza delle opzioni per le persone che soffrono di daltonismo è un peccato, oltre che essere un problema abbastanza serio.


Poco longevo, ma più che soddisfacente
Strayed Lights ha una longevità di circa 4 ore nelle quali man mano che si esplorano le aree e si sbloccano delle abilità per migliorare la Fiamma, si affrontano svariati nemici che si parano sul percorso da quello che si può definire “HUB” fino al boss. Va fatto presente che i nemici, una volta sconfitti, spariranno per sempre, dunque suggerisco di affrontarli tutti così da riuscire a sbloccare più abilità possibili.
Qualche problema è effettivamente presente, difatti due boss nello specifico dispongo di un pattern d’attacchi incredibilmente lunghi e ricchi di effetti, un mix che ne mina la visibilità, ma che non rappresenta un qualcosa di grave se si ha un poco di pazienza.
Un piccolo appunto va dedicato al comparto tecnico, che sebbene non sia pesante, è comunque provvisto di qualche sporadico stuttering ed un framerate un poco instabile nelle fasi finali, ma anche qui, nulla di particolarmente gravoso. Segnalo anche qualche possibile crash, relativo ad Unreal Engine, ma che si può risolvere con una semplice verifica dal rispettivo store/client.
Il suo essere un action senza particolari combo, ma che sfrutta principalmente il sistema di parata, e la sua bassa longevità, hanno fatto sì che l’esperienza di gioco fili liscia senza alcun problema di sorta. Senza quell’ombra della monotonia pronta a palesarsi. Però, tenetevi forte completisti, dopo i titoli di coda il vostro salvataggio verrà eliminato!
Pregi
- Il sistema di combattimento è semplice da apprendere
- Esteticamente è una gioia per gli occhi
- Buon numero di nemici con pattern differenti
Difetti
- Un paio di boss presentano pattern di attacchi confusionari