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Recensioni 03 MAGGIO 2026 8 MIN LETTURA

Pragmata – Recensione

Capcom lancia Pragmata, nuova IP attesa e più volte rinviata, un videogioco che promette un mix unico tra puzzle, sparatutto ed esplorazione lunare.

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Pragmata
// SCHEDA_GIOCO

Pragmata

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 17/04/2026

Questa recensione è stata aggiornata per renderla conforme al nuovo tema, il contenuto è rimasto completamente invariato. In ogni caso, la versione originale è raggiungibile a // questo_link.

Capcom è semplicemente “on fire” in questo periodo, dopo Resident Evil Requiem a febbraio e Monster Hunter Stories 3 a marzo, nel mese di aprile ha fatto il suo esordio Pragmata: nuova proprietà intellettuale dell’azienda giapponese, con Cho Yonghee alla sua prima esperienza nella direzione di un progetto.
Presentato durante il PlayStation Showcase “The Future of Gaming Show” del 2020, inizialmente era previsto per il 2022, ma è finito per essere rinviato più volte nel corso degli anni, con lo scopo ultimo di // trovare_una_quadra_per_il_sistema_di_hacking_e_degli_enigmi. E per fortuna, aggiungerei. Il team guidato da Cho Yonghee, ha fatto di Pragmata un videogioco unico ed estremamente funzionale, mixando il sistema di combattimento tra puzzle e sparatutto in terza persona, il tutto in un gameplay lineare con dinamiche che prevedono un’esplorazione contornata da enigmi che puntano a premiare con oggettistica utile per potenziare i due protagonisti, approfondire la narrazione e semplice collezionismo.

Un rapporto padre-figlia interessante, ma che fatica a decollare

La Luna non è più un semplice satellite naturale deserto, sulla sua superficie si trova la Culla, sede di un avamposto minerario della Delphi Corporation dove vengono compiute anche ricerche scientifiche. In seguito a uno strano silenzio radio, una squadra è chiamata a scoprire cosa sta accadendo. Sfortunatamente i membri vengono quasi immediatamente divisi da un Lunamoto ed è così che Hugh Williams, precipitato in una voragine, si ritrova da solo affiancato da Diana, una pragmata progettata e costruita all’interno della Culla. Nonostante ciò, l’obiettivo di Hugh non cambia: deve trovare un sistema per comunicare con la Terra e scoprire cosa è accaduto nella Culla.

La storia di Pragmata non brilla certamente per originalità, tanto che i suoi risvolti sono completamente prevedibili fin dall’inizio. Anche la sua narrazione non riesce a colpire, essendo costituita da sequenze ridotte al minimo essenziale abbinate a una scrittura a tratti banale. Il team di Capcom ha tentato in più occasioni di creare della affezione nei confronti di Diana, ma ciò che viene a mancare è il carisma di Hugh che finisce per dare la percezione di essere un avatar semi-vuoto. Le sessioni nelle quali cerca di insegnare a Diana dei concetti umani sono certamente teneri, ma finalizzati all’area del rifugio. Durante le sessioni di esplorazione e combattimento, che sono più intense e durature, viene a mancare la percezione di star manovrando due personaggi ben distinti; mentre nello svolgimento della storia ci sono dei tentativi che fanno leva sull’emozione umana, ma che si intensificano tutti nelle sequenze finali, culminando verso un epilogo estremamente prevedibile.

Per rendere più chiare il concetto, ciò che viene a mancare è la presenza effettiva di Diana durante le sessioni esterne al rifugio che avrebbe dato maggior risalto a Hugh. Questa caratteristica è stata sfruttata sapientemente (negli ultimi tempi) da Asobo Studio con A Plague Tale e Naughty Dog con The Last of Us: in entrambi i casi, sia Amicia che Joel, vengono risaltati dalla presenza di Hugo ed Ellie grazie anche alle costanti interazioni durante le sequenze di gameplay, nelle quali si avverte una costante crescita ed evoluzione dei personaggi e dei rispettivi rapporti coi comprimari.

Lo sparatutto in terza persona si mescola col tatticismo derivato dall’elemento puzzle

La parte che trovo veramente eccezionale di Pragmata sta nel suo gameplay e sistema di combattimento. Il tempo aggiuntivo che si è ritagliato Cho Yonghee assieme al team è stato (probabilmente) il game changer della produzione. Il sistema di combattimento è costituito da due elementi piuttosto improbabili da vedere insieme:

  • lo sparatutto in terza persona che richiede una certa precisione per colpire i nemici nei loro punti deboli, con quella tipica frenesia che richiede determinati riflessi al giocatore per schivare i colpi dei nemici;
  • la componente da puzzle game che invece consente di hackerare i nemici esponendo i punti deboli, ma anche di attivare dei bonus sui due protagonisti o dei malus sui nemici.

Questo sistema di combattimento piuttosto atipico, abbinato alla presenza dei moduli (elementi equipaggiabili), consente la creazione di build che offrono l’opportunità di personalizzare il proprio stile di gioco in determinate direzioni. Per esempio è possibile fare leva sul surriscaldamento dei nemici così da sferrare colpi critici, altrimenti è possibile dare priorità ai danni impartiti dall’hackeraggio o dai danni diretti con le armi. Questo consente di diversificare la propria linea d’azione in base ai numerosi tipi di nemici che si presentano sulla strada verso l’epilogo, con annessi boss che richiedono una certa attenzione: soprattutto per le meccaniche inedite che possono emergere.
A proposito di armi, il gioco offre un ventaglio di scelte decisamente ampio e variegato, spaziando dai classici e amati lanciarazzi a strumenti che possono semplificare l’hackeraggio o rallentare i nemici. Tutto per enfatizzare la libertà di approccio e personalizzazione. E non manca un sistema di progressione per potenziare Diana e Hugh, con tanto di possibilità di potenziare ogni singolo armamento.

Nell’attuale epoca, dove i videogiochi vengono confezionati per rubare il tempo all’utenza, Pragmata presenta uno stile classico che consente di giungere all’epilogo in una decina di ore: macro-aree da esplorare, nelle quali il giocatore è guidato da una storia estremamente lineare. Durante le sessioni di gioco è il giocatore a scegliere se e quando esplorare le aree, così da recuperare collezionabili o materiali per i potenziamenti, ciò consente anche di scoprirne alcune segrete con sequenze alla platform maniera e approfondire la storia della Culla grazie ad alcuni documenti. E qualora non avesse voglia di perdere il proprio tempo, può tirare dritto asfaltando chiunque gli si pari dinnanzi, per tornarci in un secondo momento così da poter accedere anche a zone dove occorrono abilità specifiche per completarne l’esplorazione. Nonostante ciò, non mancano alcuni contenuti che arricchiscono il gioco, come le simulazioni di Gabin che offrono l’opportunità di guadagnare materiali per potenziarsi ulteriormente, abilità e nuovi costumi per Hugh e Diana.

Per i più appassionati si conferma la presenza della Nuova Partita+, con tanto di sblocco di una modalità di gioco più difficile qualora si cercasse una maggiore sfida. Inoltre, una volta completata la prima partita, si ha accesso al end-game attraverso la “Stanza nascosta”: continuando la propria partita, si potranno completare una serie di sfide che forniranno accesso a delle nuove simulazioni, le quali permetteranno di sbloccare nuovo equipaggiamento.

Prestazioni solide come ormai è raro vedere e una localizzazione italiana completa: c’è anche il doppiaggio italiano!

Negli ultimi anni Capcom ha dato prova di come il RE Engine riesca a dare il meglio nei videogiochi lineari e Pragmata si rivela essere l’ennesimo esempio della sua efficienza. Il videogioco fila liscio con le impostazioni grafiche maxate e Ray Tracing attivo, riuscendo a mantenere delle prestazioni solide e senza alcuna incertezza, con DLSS e Frame Generation disattivati. Premettendo che la mia build è composta da una RTX 4070Ti Super e un Ryzen 7 9700X, abbinata a un monitor 3440×1440. Ciò detto, devo segnalare la presenza di forte rumore sparso un po’ ovunque all’interno del gioco, che si presenta sulle superfici metalliche e sulle zone d’ombra, compromettendo l’atmosfera sci-fi proposta dal team artistico. Ciò può essere arginato attivando il Path Tracing, che obbliga l’attivazione del DLSS (anche in maniera aggressiva) con Frame Generation, che può creare artefatti e anche complicazioni lato fruibilità (input lag e stuttering occasionale). Inoltre si aggiunge anche l’impossibilità di poter modificare a proprio piacimento le impostazioni grafiche durante la partita in corso, obbligando a tornare nel menù principale per modificare i vari settaggi (con qualche eccezione).

Per la gioia di molti, Pragmata dispone di una localizzazione italiana completa che include anche il doppiaggio, ma sfortunatamente non è di buonissima qualità. Il problema non è causato dall’interpretazione di Ruggero Andreozzi (Uryu Ishida in Bleach e Kento Nanami in Jujutsu Kaisen) e Camilla Villani (Mami Nanami in Rent-a-Girlfriend e Lucy Steel in Le bizzarre avventure di JoJo – Steel Ball Run), che in linea generale hanno sempre performato in maniera egregia, ma probabilmente alle tempistiche strette o materiale d’origine scarso. Un plauso va fatto all’interpretazione di Simone Marzola (Meguru Bachira in Blue Lock e Yuri Briar in Spy x Family), che ha reso perfettamente quella passività di IDUS mentre tenta di “fermare” i due protagonisti.

Pragmata è un ottimo videogioco, di cui si avvertiva la mancanza

I videogiochi lineari non sono mai realmente scomparsi, eppure s’avvertiva la mancanza di un videogioco come Pragmata. Un videogioco creato e prodotto da un’azienda di alto profilo, che premia la creatività e il suo essere un’idea realmente nuova. Sì, la storia non brilla per originalità e non è certamente ai livelli di prodotti che puntano prevalentemente su di essa, ciò nonostante dispone di un gameplay in grado di tenere incollato allo schermo ed è la cosa fondamentale, considerando che è il suo pilastro centrale. Il sistema di combattimento è un mix che sulla carta appare affascinante, mentre “pad alla mano” riesce a dare il meglio di sé riuscendo a sorprendere per la sua versatilità, enfatizzata dalla personalizzazione delle build. Non scontato, riesce a essere divertente da giocare anche con mouse e tastiera, grazie a una mappatura dei comandi intelligente, seppur non sempre ben ragionata.

// ORIGINE_DEL_VIDEOGIOCO Acquistato dall'autore dell'articolo
// VALUTAZIONE_FINALE 4 CONSIGLIATO
// PRO
  • + Gameplay ibrido e divertente: Il sistema di combattimento offre un mix eccellente e unico tra sparatutto in terza persona ed elementi puzzle/hacking, garantendo grande versatilità e personalizzazione delle build.
  • + Prestazioni tecniche solide: Grazie al RE Engine, il gioco risulta fluidissimo e ottimizzato su PC, capace di mantenere prestazioni stabili e senza incertezze anche con le impostazioni grafiche al massimo e Ray Tracing attivo.
// CONTRO
  • - Narrativa e personaggi deboli: La trama è banale e ampiamente prevedibile fin dall'inizio. Il rapporto padre-figlia fatica a decollare a causa di un protagonista (Hugh) privo di carisma e percepito come un avatar vuoto durante le fasi di gioco.
  • - Difetti visivi e menù scomodi: Si nota un fastidioso rumore visivo sulle superfici metalliche e nelle zone d'ombra. A questo si aggiunge l'impossibilità di modificare le impostazioni grafiche durante la partita senza dover tornare al menù principale.
  • - Doppiaggio italiano sottotono: Pur essendo presente una localizzazione completa, la qualità generale del doppiaggio non è ottima, penalizzata molto probabilmente da tempistiche di lavorazione troppo strette o da materiale d'origine scarso.
// IL_VERDETTO

Pragmata brilla per il suo innovativo sistema di combattimento ibrido, che mescola sparatutto e puzzle, e per le solite prestazioni tecniche garantite dal RE Engine. Tuttavia, l'esperienza complessiva viene frenata da una narrazione troppo prevedibile e da protagonisti privi del giusto carisma. Resta comunque un'avventura lineare solida, divertente e altamente appagante da giocare.

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