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Cultura 17 SETTEMBRE 2026 9 MIN LETTURA

Murasaki Shikibu in Onimusha: la grande letteratura incontra i videogame

// ESTRATTO_BY_AI Murasaki Shikibu, icona della letteratura giapponese e autrice del Genji monogatari, sorprende con le sue rare apparizioni nei videogiochi, da Onimusha a Fate/Grand Order.

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Immagine rappresentativa di Murasaki Shikibu, personaggio storico giapponese che appare anche in Onimusha: Way of the Sword
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Onimusha: Way of the Sword
// SCHEDA_GIOCO

Onimusha: Way of the Sword

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 04/09/2026

Mentre guardavo alcuni video di Onimusha: Way of the Sword — gioco recensito per Q-Gin dal mio esimio collega ed esperto rompiballe (lo ha detto lui, eh! Ha pure una Laurea Honoris Causa e se non mi credete chiedete a Barbara n.d.a) Luca, alla cui recensione vi // rimando — per vedere un po’ di gameplay e capire meglio che tipo di titolo fosse, mi è capitato sotto gli occhi un personaggio che mi ha alquanto stupito trovare all’interno di un videogioco: Lady Murasaki Shikibu.

Il motivo del mio stupore è abbastanza semplice. Pur conoscendo l’importanza di Murasaki Shikibu nella cultura e nella letteratura giapponese, non mi era mai capitato di associarla particolarmente al mondo dei videogiochi. Per questo, vedermela comparire davanti in Onimusha: Way of the Sword mi ha incuriosito parecchio.

Facendo qualche ricerca per questo articolo, però, ho scoperto che Onimusha: Way of the Sword non rappresenta affatto la sua prima apparizione nel medium. Murasaki era già comparsa, per esempio, in // Fate/Grand_Order, un gioco di ruolo gratuito per smartphone e tablet in cui figure storiche, mitologiche e letterarie vengono reinterpretate come personaggi evocabili da utilizzare in combattimenti a turni. Pubblicato inizialmente in Giappone nel 2015, il gioco è arrivato successivamente anche in altri territori, mentre Murasaki Shikibu vi è stata introdotta nel 2019.

Un altro caso è // The_Wind_and_Wilting_Blossom, gioco di ruolo strategico a turni del 2020 ambientato in una versione alternativa del Giappone del periodo Heian, infestata dagli yōkai. Qui Murasaki compare addirittura tra i personaggi storici utilizzabili dal giocatore, insieme ad altre figure realmente esistite o appartenenti alla tradizione giapponese.

Due titoli che, lo ammetto, non conoscevo personalmente prima di documentarmi per questo articolo.

Rimane comunque una presenza piuttosto insolita nel videogioco, soprattutto considerando che stiamo parlando dell’autrice di una delle opere più importanti della letteratura giapponese: il Genji monogatari, conosciuto da noi come La storia di Genji.

Per far capire il peso culturale dell’opera, con tutte le dovute differenze si potrebbe quasi azzardare un paragone con ciò che rappresenta per noi la Divina Commedia: non perché siano opere simili per contenuto o genere, ma per l’enorme importanza che hanno assunto nelle rispettive tradizioni letterarie.

Ma chi era costei?

// Murasaki_Shikibu nacque probabilmente intorno al 978 d.C., durante il // periodo_Heian (794-1185 d.C.), una delle fasi culturalmente più importanti della storia giapponese. In realtà, sia la data esatta della sua nascita sia il suo vero nome sono sconosciuti: Murasaki Shikibu è infatti il nome con cui è passata alla storia.

Per diversi secoli il Giappone aveva guardato soprattutto alla Cina e al continente asiatico, assorbendone numerosi elementi culturali: dalla scrittura alla religione, passando per l’arte, l’architettura e diversi aspetti dell’organizzazione della corte imperiale.

Verso la fine del IX secolo, però, la situazione cominciò a cambiare. Nell’894 la corte giapponese interruppe le missioni ufficiali verso la Cina, riducendo così uno dei principali canali attraverso cui, per secoli, erano arrivati modelli culturali e politici dal continente.

Questo non significò una completa chiusura verso il mondo esterno: commerci, pellegrinaggi e contatti religiosi continuarono. Il Giappone iniziò però a rielaborare in maniera sempre più autonoma ciò che aveva assimilato, sviluppando forme artistiche, letterarie e culturali sempre più propriamente giapponesi.

Fu anche un periodo di importanti trasformazioni religiose, durante il quale il buddhismo continuò a evolversi e a intrecciarsi con le tradizioni religiose locali.

È proprio all’interno di questo mondo, sospeso tra le influenze provenienti dal continente e lo sviluppo di una cultura sempre più autonoma, che visse e scrisse Murasaki Shikibu. Donna di grande cultura e appartenente a una famiglia aristocratica, Murasaki entrò a far parte della corte imperiale come dama di compagnia dell’// imperatrice_Shōshi

La storia di Genji: amore, desiderio e caducità

Durante la sua vita Murasaki si dedicò alla poesia e alla scrittura, lasciandoci anche un diario e una raccolta di poesie. L’opera per cui è però maggiormente conosciuta è senza dubbio il Genji monogatari, conosciuto in italiano come // La_storia_di_Genji: una vastissima opera letteraria che racconta la vita, gli amori e le vicende del principe Hikaru Genji all’interno della raffinata società aristocratica del periodo Heian.

Ed è proprio attraverso i suoi personaggi che possiamo intravedere anche alcuni degli ideali estetici della corte dell’epoca. L’eleganza, la sensibilità e la raffinatezza avevano una grande importanza anche nella rappresentazione degli uomini, mentre tra gli ideali femminili troviamo una carnagione molto chiara e lunghissimi capelli neri. La pelle pallida si inseriva inoltre in un ideale fortemente aristocratico, legato a un mondo distante dal lavoro svolto all’aperto.

Ma La storia di Genji non è soltanto un ritratto della vita aristocratica Heian. L’opera affronta anche temi sorprendentemente universali: l’amore, il desiderio, la perdita, la morte e, soprattutto, lo scorrere del tempo e la caducità delle cose.

Un ruolo centrale è occupato anche dall’amore e dalla sessualità, raccontati attraverso i rituali e le convenzioni della società aristocratica dell’epoca. Le numerose relazioni di Genji permettono infatti a Murasaki di raccontare non soltanto il desiderio e il corteggiamento, ma anche le conseguenze emotive e gli squilibri che questi rapporti potevano provocare, soprattutto sulle donne coinvolte.

Ed è forse proprio qui che l’opera mostra uno dei suoi aspetti più interessanti: Murasaki riprende il modello del protagonista maschile circondato da numerose conquiste amorose, ma dedica grande attenzione anche al punto di vista delle donne e alle difficoltà che quelle relazioni comportano.

La perdita e l’impermanenza emergono poi attraverso alcune delle vicissitudini più dolorose vissute dal protagonista, come la morte della sua prima moglie, Aoi, o, più avanti, quella di Murasaki no Ue, la donna che diventerà la compagna più importante della sua vita.

Il Genji monogatari ci è giunto nella forma tradizionale di 54 capitoli, anche se non possediamo il manoscritto originale scritto da Murasaki Shikibu: il testo che conosciamo è stato tramandato attraverso copie successive. Già intorno al 1020, comunque, un’opera di oltre cinquanta capitoli molto vicina a quella arrivata fino a noi era in circolazione negli ambienti aristocratici.

E anche il modo in cui il Genji termina è piuttosto particolare. Il cinquantquattresimo e ultimo capitolo, Yume no Ukihashi, lascia infatti irrisolte diverse vicende e si interrompe senza offrire una vera conclusione definitiva. Ancora oggi non possiamo sapere con certezza se Murasaki intendesse proseguire la storia, se altri capitoli siano andati perduti oppure se quella conclusione sospesa fosse esattamente ciò che aveva previsto.

Un’opera ancora viva

L’importanza del Genji monogatari non si è certo fermata al periodo Heian. Ancora oggi alcuni brani dell’opera fanno parte dello studio della letteratura classica nelle scuole superiori giapponesi e, per rendere l’idea del suo peso culturale, possiamo nuovamente pensare — con tutte le dovute differenze — a ciò che rappresenta per noi la Divina Commedia.

Nel corso del tempo il Genji è inoltre riuscito a uscire dall’ambito puramente letterario, dando vita a numerose reinterpretazioni e adattamenti.

Tra gli adattamenti animati vale la pena ricordare innanzitutto // Murasaki_Shikibu:_Genji_Monogatari del 1987, diretto da // Gisaburō_Sugii, altro nome tutt’altro che secondario nella storia dell’animazione giapponese. Sugii aveva mosso i primi passi alla Toei, partecipando alla lavorazione de // La_leggenda_del_serpente_bianco, per poi seguire Osamu Tezuka alla Mushi Production, dove lavorò anche ad // Astro_Boy. Tra i titoli più conosciuti anche dal pubblico italiano vale poi la pena ricordare // The_Monkey_–_Le_grandi_avventure_di_Goku, oltre a opere come // Dororo, // Il_grande_sogno_di_Mayae // Lupin_III_–_Il_segreto_del_Diamante_Penombra. Agli appassionati di videogiochi, invece, il suo nome potrebbe risultare familiare soprattutto per // Street_Fighter_II:_The_Animated_Movie, film animato del 1994 tratto dal celebre picchiaduro Capcom. Molti anni più tardi avrebbe inoltre diretto// Amicinemici_–_Le_avventure_di_Gav_e_Mei.

Più di vent’anni dopo, nel 2009, arrivò invece // Genji_Monogatari_Sennenki_Genji, serie animata legata alle celebrazioni per i mille anni del Genji monogatari.

Alla regia e alla sceneggiatura troviamo // Osamu_Dezaki, regista dalla lunga carriera nell’animazione giapponese. Dopo essere entrato nel 1963 alla Mushi Production di Osamu Tezuka, esordì alla regia con // Ashita_no_Joe (Rocky Joe in Italia), di cui diresse la serie animata del 1970. Nel corso degli anni avrebbe poi legato il proprio nome a opere come // Lady_Oscar, // L’isola_del_tesoro,// Cobra, // Golgo_13 e // Black_Jack.

Curiosamente, però, nessuno dei due adattamenti animati risulta essere mai arrivato ufficialmente in Italia, né doppiato né sottotitolato. Una doppia assenza che trovo piuttosto curiosa, soprattutto considerando sia l’importanza dell’opera originale sia il peso dei nomi coinvolti nei due adattamenti. Ed è proprio qui che torno al motivo per cui ho voluto scrivere questo articolo.

Sapere che Murasaki Shikibu fosse già comparsa in altri videogiochi non ha tolto nulla alla sorpresa di vederla tra i personaggi di Onimusha: Way of the Sword. Rimane comunque una presenza insolita per il medium, soprattutto se pensiamo all’enorme peso che la sua figura e il Genji monogatari hanno avuto — e continuano ad avere — nella cultura giapponese.

E se la sua presenza in Onimusha riuscirà anche solo a spingere qualche giocatore a cercare il suo nome e a scoprire perché una donna vissuta più di mille anni fa continui ancora oggi a essere letta, studiata e reinterpretata, allora la scelta di inserirla nel gioco avrà già avuto un suo perché. E, se tutto questo vi avesse incuriosito, vi consiglio la lettura de // Il_mondo_del_Principe_Splendente._Vita_di_corte_nell’antico_Giappone di Ivan Morris, un saggio che ricostruisce la società, la cultura e la vita quotidiana della corte Heian e che rappresenta un ottimo approfondimento per comprendere meglio il mondo raccontato da Murasaki nel Genji monogatari.

Oltre al libro di Morris, vi lascio qui sotto anche Murasaki Shikibu: Genji Monogatari, il film animato del 1987 diretto da Gisaburō Sugii, disponibile con sottotitoli in inglese: un modo sicuramente più immediato per avvicinarsi, almeno in parte, al mondo e ai personaggi creati da Murasaki Shikibu.

Del resto, non capita tutti i giorni che un videogioco riesca a riportare sotto i riflettori una grande scrittrice dell’XI secolo.

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