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Recensioni 28 APRILE 2026 7 MIN LETTURA

Aphelion Recensione – Non è il solito Story Driven: ecco perché ti sorprenderà

Ambientazione e incipit

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Aphelion
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Aphelion

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 28/04/2026

Aphelion, la nuova avventura sci-fi di Don’t Nod, mi ha conquistato grazie a un mix raro e ben riuscito di arrampicata profonda, stealth teso e un orrore cosmico capace di lasciare il segno. È una di quelle esperienze narrative che scorre via (quasi) tutta d’un fiato, con una sfida sempre ben calibrata.

Ambientazione e incipit

Nel 2060 la Terra non è più abitabile e l’unica speranza dell’umanità è Persephone, un nono pianeta ghiacciato ai margini del sistema solare che l’Agenzia Spaziale Europea decide di esplorare con la missione scientifica Hope‑01. Nei panni degli astronauti Ariane e Thomas Cross, ci ritroviamo separati dopo un disastroso atterraggio di fortuna e costretti a sopravvivere su un mondo ostile, braccati da una presenza mostruosa e accompagnati dalla sensazione costante che sotto il ghiaccio si nascondano più segreti di quanti vorremmo davvero scoprire.

L’avventura ha una durata di circa 8-11 ore che si dipana attraverso 11 capitoli, l’ultimo sarà quello con la durata maggiore.

Ariane, Thomas Cross e il loro dualismo pregi e difetti

La struttura a doppia prospettiva funziona, ma per motivi diversi da quelli che ci si aspetterebbe. Le sezioni con Thomas Cross risultano particolarmente riuscite proprio grazie a un backtracking presente nella giusta misura: non invasivo, ma sufficiente a spingerti a ragionare, osservare l’ambiente e spremere le meningi per risolvere gli enigmi investigativi, con sezione platforming basato solo sugli enigmi. È un ritmo più lento, sì, ma costruito per farti pensare davvero.

Al contrario, è nelle parti con Ariane — più fisiche e legate all’arrampicata — che emergono le maggiori criticità. Le scalate possono diventare complesse e punitive, e proprio qui si nota una gestione dei checkpoint a tratti frustrante: basta sbagliare un appiglio o perdere l’equilibrio (cosa che succede spesso) per essere costretti a ripetere intere sezioni, inclusi dialoghi già ascoltati, nei livelli interconnessi riattivare un vecchio checkpoint alla morte ti farà ricominciare dal vecchio checkpoint non da l’ultimo più avanzato attivato, mai bloccante, ma frustrante. Un sistema che, invece di aumentare la tensione, rischia di spezzare il ritmo e mettere alla prova più la pazienza che le abilità del giocatore.

Un sistema di arrampicata che alza l’asticella

Per quanto riguarda gli spostamenti e l’arrampicata, Aphelion prende le ottime basi viste in // Jusant— fatte di scalate ragionate, utilizzo della corda e gestione attenta del ritmo — e le porta verso qualcosa di più intenso e coinvolgente, più “gioco” nel senso più pieno del termine. Il movimento è dinamico, con oscillazioni, salti nel vuoto da fiato in gola e una forte sensazione di peso e inerzia che rendono ogni azione più concreta e meno automatica.

La sensazione, pad alla mano, è quella di trovarsi a metà strada tra la fluidità guidata di Uncharted e la libertà di arrampicarsi praticamente ovunque tipica di Assassin’s Creed, ma senza percorsi obbligati o aiuti invasivi su schermo. Sei tu a osservare la parete, a studiarla e a scegliere come affrontarla, prendendoti la responsabilità di ogni movimento.

Durante le scalate entrano in gioco diverse variabili che aumentano la tensione: appigli che cedono all’improvviso, rocce instabili che possono farti precipitare senza preavviso e cambi di ritmo che ti costringono ad adattarti continuamente. Tutti elementi che, nel loro insieme, non solo rendono l’esperienza più coinvolgente, ma rappresentano anche, a parer mio, un vero passo avanti per questo tipo di meccaniche nei giochi d’avventura futuri.

Stealth, Nemesis e orrore cosmico

Su Persephone non sei mai davvero solo: una forma di vita ostile ti dà la caccia, e le sequenze stealth costruite su questa minaccia ricordano un po’ la tensione delle CA di Death Stranding, ma declinata in chiave più immediata e arcade, meno “opprimente” ma spesso più leggibile e ludicamente interessante, con diversivi dislocati in posizioni strategiche, i quali daranno un approccio più strategico, seppur lineare una volta capito come approcciare.

Non entro nei dettagli per evitare spoiler, ma il modo in cui il gioco usa questa presenza come vera e propria “nemesi” – qualcosa che ti costringe a cambiare approccio, ad ascoltare l’ambiente e a pianificare ogni movimento – si sposa benissimo con il tono da orrore cosmico, fatto più di inquietudine, allucinazioni e realtà che scricchiola che non di jump scare gratuiti.

Puzzle, ritmo e senso di sfida

Pur essendo, sulla carta, un’avventura narrativa, Aphelion non si limita mai a “raccontarti una storia” mentre tieni lo stick in avanti. I puzzle esplorativi, le sezioni in cui devi davvero capire come muoverti nello spazio e sfruttare al meglio le tue abilità, e i momenti più tesi legati allo stealth fanno sì che tu senta costantemente di essere parte attiva dell’esperienza. Non sei mai un semplice spettatore: sei chiamato a osservare, interpretare e reagire.

Questo equilibrio tra narrazione e gioco crea un coinvolgimento continuo, senza mai spezzare il ritmo. Il risultato è una sfida moderata ma concreta, capace di tenerti attento e partecipe fino alla fine. Una qualità che oggi si vede sempre più raramente nei giochi fortemente narrativi, dove troppo spesso la componente di gioco viene sacrificata in favore di una scorrevolezza passiva.

Probabilmente il problema dei checkpoint e l’asticella di sfida che si alzerà di colpo, potrà far storcere il naso a qualcuno che odia la difficoltà nei videogiochi, ma ci saranno sempre gli aiuti di accessibilità per la sua gestione.

Accessibilità, difficoltà, struttura e durata

Una scelta che ho apprezzato particolarmente è l’assenza dei classici livelli di difficoltà: al loro posto trovi una serie di opzioni di accessibilità che permettono di smussare solo gli aspetti più ostici, senza però snaturare l’esperienza. In questo modo vengono preservate sia la tensione delle situazioni di gioco sia il coinvolgimento nella storia, senza trasformare tutto in qualcosa di troppo semplice o artificiale.

La campagna ha una durata di circa 8-11 ore su 11 capitoli, ma può allungarsi se decidi di prenderti il tempo necessario per esplorare ogni angolo. Su Persephone, infatti, sono disseminati numerosi segreti narrativi che non si limitano ad aggiungere dettagli marginali, ma arricchiscono la storia, ampliandone il contesto e rendendo il mondo di gioco più credibile e stratificato.

Una chicca interessante il gioco ti premerà con Achievement quanto più sarai incapace, più fallirai e più avrai la possibilità di raggiungere un qualche Achievement, sì sono morto parecchie volte, ma per impazienza e fretta di fare che per vera difficoltà esagerata.

Aphelion è disponibile da oggi 28 aprile 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, incluso anche nel catalogo Game Pass. Il progetto nasce anche in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), una scelta che riflette chiaramente la volontà di Don’t Nod di costruire una fantascienza solida e credibile, capace di restare realistica anche quando si spinge verso territori totalmente fantastici e Sci-Fi

Perché Aphelion mi ha convinto

Alla fine dei conti, Aphelion è uno di quei rari giochi che riescono davvero a tenere insieme tutto: una storia intrigante, un’identità forte e, soprattutto, un gameplay che non si limita ad accompagnare il racconto, ma lo sostiene e lo rende credibile in ogni momento. Ha qualche imperfezione — soprattutto nella gestione dei checkpoint nelle fasi più fisiche — ma sono sbavature che non scalfiscono il valore complessivo dell’esperienza.

Quello che colpisce davvero è come riesca a coinvolgere su più livelli: ti cattura con la sua atmosfera, ti mette in tensione con le sue meccaniche e ti spinge continuamente a partecipare, a ragionare, a rischiare. Non ti tratta mai come uno spettatore, ma come parte attiva di un viaggio ostile e affascinante.

Per questo mi sento di consigliarlo senza esitazioni: che tu sia amante delle avventure narrative, delle sfide ambientali o semplicemente di una buona storia raccontata con intelligenza, Aphelion ha qualcosa da offrirti. Personalmente mi ha convinto fino in fondo, ed è uno di quei titoli che dimostrano come il genere possa ancora evolversi… quando qualcuno decide davvero di farlo.

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