Se esiste Super Mario 64 dobbiamo ringraziare Croc: Legend of the Gobbos, lo Yoshi fake che tanto fake non è
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Se esiste Super Mario 64 dobbiamo ringraziare Croc: Legend of the Gobbos, lo Yoshi fake che tanto fake non è
Tanto tempo fa, in un regno lontano chiamato anni ‘90, Argonaut Software – sì, quelli del chip Super FX per Star Fox – ebbe un’ideona: fare un gioco 3D con Yoshi. Sì, il simpatico dinosauro verde dalla lingua chilometrica. Volevano metterlo in un platform tridimensionale rivoluzionario. Letteralmente volevano inventare Mario 64… PRIMA DI MARIO 64.
Ma ovviamente, come ogni buona storia videoludica con dentro Miyamoto, c’è di mezzo un bel rifiuto elegante con il sorriso stampato.
Avevamo questa partnership a lungo termine con Nintendo e volevamo creare un gioco platform 3D per loro perché nessuno ne aveva fatto uno“, ricorda San, “così lo abbiamo inventato“. Argonaut dubitava che Nintendo avrebbe concesso loro il permesso di usare Mario, quindi decisero di usare invece Yoshi. Hanno progettato un gioco chiamato Yoshi Racers e “lo abbiamo mostrato a Miyamoto e lui l’ha adorato e ha pensato che fosse fantastico. Ma poi ha cambiato idea“.

Secondo il fondatore di Argonaut, Jez San, lo mostrarono a Miyamoto in persona. La leggenda dice che lui lo guardò, disse che era fantastico, sorrise e… disse “No.”
Fine della collaborazione. Grazie, ci hai dato l’idea. Ciao.
E cosa succede dopo? Puf, esce Super Mario 64. Con le sue piattaforme fluttuanti, i salti tripli, la telecamera semi-isterica e la libertà di movimento in 3D. Tutto casualmente molto simile al prototipo che Argonaut aveva mostrato di Yoshi.
E sai cosa dice Jez San anni dopo? Che quando reincontrò Miyamoto, quest’ultimo gli disse più o meno:
“Mi dispiace non aver fatto quel gioco con voi… ma grazie per l’ispirazione per Mario 64.”
AH. MAH. VA.
Così, con le spalle al muro, Argonaut si inventò un nuovo protagonista: Croc, un coccodrillone verde con la faccia da bravo ragazzo e la camminata incerta, praticamente Yoshi con la coda piatta e il carisma di un Tamagotchi.
Nasce quindi Croc: Legend of the Gobbos nel 1997. Un gioco divertente, con mondi 3D, controlli rigidini ma una bella atmosfera, pieno di creaturine da salvare, e… banane? No, Gobbos. Dei peluche che manco a Build-A-Bear li facevano così pucciosi.
E mentre Mario volava con il cappello alare e prendeva a calci Bowser, Croc saltellava nei suoi livelli a forma di cubo con textures sgranate, raccogliendo cristalli colorati.
Lui ci ha provato.
Lui avrebbe potuto battere Mario 64.
Se solo Argonaut avesse avuto più fondi. Ma, parole di San:
“Nintendo ha risorse infinite. E sono arrivati prima.”
Croc è rimasto una reliquia di culto, con un sequel nel 1999 e una community che ancora oggi urla al complotto, sostenendo che SÌ, CROC È IL VERO PADRE DEI PLATFORM 3D.
Intanto è tornato sottoforma di Remake/Remastered, la quale è stata // recensita su Q-Gin nei scorsi giorni, chissà se vedremo un nuovo capitolo, pronto a sfidare davvero Nintendo negli anni a venire, intanto ci godiamo questo gradito ritorno.
Mario 64? Eh, va bene, il capolavoro… Ma secondo alcuni, era solo un Croc travestito da idraulico.
Fonte | // Gamesradar
