Ryugu Nation: l’RPG con IA di Hajime Tabata tra ambizione e dubbi
// ESTRATTO_BY_AI Al Tokyo Games Show, JP Universe e Hajime Tabata svelano Ryugu Nation: un RPG metaverso che fonde AI e realtà, partendo da Tottori.
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Ryugu Nation: l’RPG con IA di Hajime Tabata tra ambizione e dubbi
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JP Universe è indiscutibilmente uno degli studi protagonisti del Tokyo Games Show. Oltre all’annuncio di Lollipop Chainsaw 2 Back2back, sviluppato proprio da JP Universe e pubblicato da Dragami Games e Nada Holdings, è stato annunciato anche Totori tra le 47 nazioni del videogioco Ryugu Nation, annunciato nel 2025.
Ryugu Nation potrebbe essere descritto come un RPG Online che incontra il metaverso, dando vita a “un altro Giappone”
Ryugu Nation non è un semplice videogioco, ma una piattaforma. Hajime Tabata insieme allo studio JP Universe (da non confondere con JP Games), fondato proprio per la creazione di RPG nel 2022, ha presentato questo progetto che mira a fondere il Giappone reale con una versione virtuale, grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale e alla collaborazione con alcune delle società più importanti del paese. Per la realizzazione, lo studio ha creato OwnWorld, una tecnologia che permette creare mondi, raccogliere informazioni che vengono riversate per la loro evoluzione.
Attraverso il Tokyo Games Show 2026, Hajime Tabata e JR West, hanno presentato il Fantasy Tottori Project. L’intenzione è quella di rendere Tottori parte integrante del progetto Ryugu Nation, tramutando la prefettura in una delle 47 nazioni presenti, con Yakamikime a farne da sovrana. Il ruolo del giocatore sarà quello di essere al servizio della nazione, contribuendone allo sviluppo e alla difesa da uno dei paesi confinanti che ne minaccerà il futuro.
Il reale che diventa parte integrante del videogioco
JP Universe vuole rendere luoghi d’interesse, che siano negozi o luoghi d’importanza storica, in elementi di gioco importanti. Più volte è stato utilizzato come esempio quello della stazione di servizio, che può trasformarsi in un checkpoint, oppure un luogo storico che diventa un dugeon. Questa dinamica non è tanto lontana da ciò che ha fatto Niantic per i suoi videogiochi in realtà aumentata, come Pokémon GO o Ingress. Ad assottigliare le differenze tra le due aziende, ci penserà l’applicazione che dovrebbe arrivare questo inverno. Tramite essa, i giocatori dovranno compiere delle azioni nel mondo reale, che daranno vita a delle conseguenze all’interno del mondo virtuale.
Va fatta notare un’importante differenza dai progetti Niantic. Il progetto Ryugu Nation gira attorno all’impiego dell’intelligenza artificiale che, stando a quanto emerso, avrà un ruolo centrale anche nelle meccaniche di gioco.
I sovrani sono delle intelligenze artificiali
Yakamikime, sovrana della nazione di Tottori, non sarà un semplice NPC col quale interagire. Bensì sarà una vera e propria intelligenza artificiale. Stando a quanto spiegato da Hajime Tabata, ogni sovrano affiderà al giocatore delle missioni, analizzando le sue azioni e interazioni, rendendo ogni storia più personale e unica. E sulla carta, ogni storia individuale dovrebbe generare delle conseguenze sulla nazione.
Non è tutto. Giocando si acquisiranno dei prompt, che vengono considerati come delle vere e proprie magie che generano abilità, armi o altri elementi da utilizzare nei combattimenti.
Intelligenza artificiale generativa, il vero punto di domanda
Fin qui, l’impiego dell’intelligenza artificiale è certamente interessante. Il vero punto di domanda riguarda l’intelligenza artificiale generativa, ampiamente utilizzata per la realizzazione del “trailer dimostrativo”. Infatti durante la presentazione, JP Universe ha diffuso un trailer assemblato con della evidente AI Generativa (anche pessima, se devo essere onesto). Non che Tabata lo abbia nascosto, anzi. Però, ha spiegato come il team la stia utilizzando per dare un’idea concettuale della produzione, sulla quale poi gli artisti e designer interverranno per creare il prodotto finale.
Dopo aver sperimentato con l’intelligenza artificiale nella fase di prototipazione, Hajime Tabata ha sottolineato che il talento umano è ancora strettamente necessario.
Com’è il gameplay di Ryugu Nation?
Il fatto è che del videogioco in sé non si è visto molto, anche se sarebbe più corretto affermare che non si è visto proprio nulla di ufficiale. Su YouTube è presente (attualmente) soltanto uno short, nel quale si vede un piccolo frammento di gameplay effettivo di Ryugu Nation, e che può bastare per comprendere la direzione del progetto.
Il sistema di combattimento dà l’impressione di essere votato alla tipica azione degli Action JRPG. È anche ben visibile una di quelle classiche sessioni di Final Fantasy XV, dove il party si riunisce per mangiare in un accampamento improvvisato, parte integrante ai fini dell’esperienza generale considerando come il cibo in Giappone abbia un importante peso culturale. Non a caso in gioco si acquisiranno gli ingredienti anche dagli scontri, che poi potranno essere messi insieme per cucinare pasti.
È confermato che il videogioco supporterà nativamente i VRoid, gli avatar appositamente creati dai giocatori, con l’integrazione diretta di Pixiv.
Hajime Tabata lontanissimo dai canoni artistici di Final Fantasy e Project EVE
Chiedo scusa per questa parentesi puramente personale, ma da appassionato di Hajime Tabata non posso esimermi dallo spendere due parole sulle sue recenti manovre.
L’idea che mi sto facendo in questo momento su Ryugu Nation, è di un videogioco ben lontano dai canoni stilistici a cui ci ha abituati Hajime Tabata con Final Fantasy VII: Crisis Core, Final Fantasy Type-0 e Final Fantasy XV, ma anche di The 3rd Birthday della serie Parasite Eve.
Premettendo che con JP Universe si sta occupando di questo progetto dedicato prevalentemente al Giappone, per quanto verrà rilasciato nel 2027 su Steam, JP Games è lo studio col quale aveva in ballo // Project_SHALLAH prima che venisse rinominato in Project JEWEL. Il problema è che nel corso del 2025, Quantum Solutions, l’azienda con la quale JP Games stava collaborando per la realizzazione del videogioco, ha deciso di tirarsi indietro, costringendo lo studio a mettere in pausa il progetto. Allo stato attuale la situazione è questa. Una divisione che sta creando un Live Services che mette insieme turismo, prodotti commerciali, eventi e campagne promozionali, il tutto infarcito da iniziative sul territorio, mentre l’altra (ufficialmente) non ha nulla in ballo se non un progetto sospeso.
Trovo probabile che l’intenzione di Hajime Tabata sia quella di raccogliere finanziamenti con Ryugu Nation di JP Universe, da reindirizzare (in parte) a JP Games per la realizzazione di progetti ad alto budget. In tutta franchezza, per quel poco che si è visto, non credo che Ryugu Nation possa attecchire sul grande pubblico, soprattutto se proposto in una salsa che dà molto sul giocattoloso e sul possibile fenomeno del cazzeggio generato dall’impiego degli avatar di VRoid. Aggiungiamoci anche che l’intelligenza artificiale non sta godendo di buona fama. Insomma, sembra un mix di ingredienti per garantire un prodotto fallimentare. Lieto di sbagliarmi se si verificasse il contrario, ma più il tempo scorre e più il mercato si riempie di Live Service e più l’utenza ne risulta satura e sfiancata.
Il rammarico più grande, da utente che ha adorato le sue opere, è che sono trascorsi quasi 10 anni dalla pubblicazione dello sfortunato Final Fantasy XV. Che si traducono in 10 anni che Hajime Tabata non pubblica un videogioco ad alto budget. Inizio a pensare che l’unico modo per tornare a vederlo come autore di progetti di un certo peso, sia avviare Steam e mettere in download quelle vecchie glorie, che a oggi risultano invecchiate pure male.
Fonti: // JP_Universe | // 4Gamer | // Xtrend_Nikkei