PlayStation 6 rischia di commettere gli stessi errori di Xbox One?
// ESTRATTO_BY_AI L'evoluzione di PlayStation e Xbox: le strategie su digitale e fisico si invertono dalla 8a alla 10a generazione, ridisegnando il futuro delle console.
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
PlayStation 6 rischia di commettere gli stessi errori di Xbox One?
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- // Una_politica_del_digitale_ben_lontana_dall'essere_all'avanguardia_e_coerente_col_settore_dei_videogiochi
- // Un_futuro_"incerto"_è_alle_porte
L’alba della 8a generazione scosse l’industria del videogioco. Da una parte la presentazione di una XBOX One all’insegna della totale digitalizzazione e dell’intrattenimento, dall’altra una PlayStation 4 studiata principalmente per giocare e che, per certi aspetti, fece passi indietro rispetto alla multimedialità di PlayStation 3. Microsoft con la sua comunicazione uccise XBOX, la digitalizzazione (come presentata all’epoca) stava mettendo a rischio l’intero mercato dell’usato, per non parlare della possibilità di scambiare/prestare videogiochi con amici. Non a caso Sony, con l’allora presidente PlayStation Shuhei Yoshida, derise platealmente Microsoft con una brevissima clip.
A distanza di ben 13 anni le parti sembrano che si stiano invertendo completamente: XBOX presenta una funzione a favore del mercato fisico, mentre PlayStation punta alla digitalizzazione e alla… TV?
Oggi siamo al tramonto della 9a generazione di console. PlayStation 5 detiene il grosso del mercato mondiale, mentre il duo XBOX Series X|S risulta quasi completamente assente da determinati mercati, come quello italiano.
Sia Sony che Microsoft stanno ponendo le basi della 10a generazione, con PlayStation 6 e la prossima XBOX, Project Helix.
La prima, ovvero Sony, ha già annunciato che a partire dal gennaio 2028 smetterà di distribuire videogiochi fisici e nel frattempo, esclusivamente negli Stati Uniti, ha lanciato il nuovo servizio // Live_TV. Le seconda, Microsoft, ha invece presentato una funzione XBOX per // digitalizzare_le_licenze dei videogiochi fisici, senza impedire la compravendita dei videogiochi dal momento che le licenze possono essere trasferite. In questo modo Microsoft sta garantendo all’utenza di poter sfruttare le licenze dei videogiochi acquistati anche in futuro e su altre piattaforme, qualora supportassero il Play Anywhere.
Questi recenti risvolti mi hanno dato da pensare. Uno dei motivi che segnò il crollo di XBOX One era la comunicazione durante la presentazione: tra un TV e un Sports. Il tutto mentre diversi ex partner Microsoft Game Studios avevano “abbandonato la barca” al termine della generazione XBOX 360, passando da Mass Effect dello studio BioWare a Metro 2033 di 4A Games. Il contraccolpo continuò anche durante la generazione One, con diversi studi e progetti che iniziarono ad allontanarsi dal marchio di Microsoft, come per esempio Remedy o Bungie. Nel frattempo Sony riuscì a recuperare margine e superare Microsoft tra il termine del ciclo di vita di PlayStation 3 e la distribuzione di PlayStation 4, grazie a una comunicazione forte e una serie di produzioni interne che ne rafforzarono l’immagine.
Nintendo con Wii U ci insegna che nulla rimane immutabile e che anche un pilastro può subire colpi che generano crepe. È letteralmente ciò che sta accadendo oggi a Sony, proprio durante la seconda metà del ciclo di vita di PlayStation 5 e il sorgere della nuova generazione con PlayStation 6. A tratti sembra che Sony voglia ricoprire fedelmente il ruolo della Microsoft del 2013: stiamo assistendo a un flusso di produzioni sempre più carenti, sia lato qualità che quantità; sta spingendo verso la digitalizzazione, decretando la morte del mercato dell’usato e l’impossibilità di poter condividere i propri videogiochi; ha annunciato un servizio dedicato alla multimedialità, chiamato letteralmente Live TV col quale poter guardare film e serie tv gratuitamente grazie alla pubblicità. Nel giro di pochi mesi, Sony ha letteralmente compiuto i passi che stava compiendo Microsoft con XBOX One.
Una politica del digitale ben lontana dall’essere all’avanguardia e coerente col settore dei videogiochi
A questo si abbina una politica [quella di Sony] per gli acquisti digitali che francamente trovo decisamente vicina all’essere anti-consumatore. Allo stato attuale ci sono diversi store digitali su PC che consentono di chiedere il rimborso per gli acquisti effettuati sulle piattaforme, a patto che non si abbia superato un tetto di ore di gioco prestabilito e che non siano trascorsi un numero definito di giorni dall’acquisto. Di contro, i termini di servizio di Sony non prevedono di rimborsare l’utente qualora questo abbia avviato il solo download del software, mettendolo in una situazione nella quale “Se lo hai acquistato, te lo tieni”.
Puoi annullare l’acquisto di un gioco o di un componente di gioco aggiuntivo entro 14 giorni dalla data di acquisto e ricevere un rimborso, a patto che tu non abbia già avviato lo streaming o il download.
I giochi o i componenti di gioco aggiuntivi per cui hai avviato il download o lo streaming non sono idonei per il rimborso, a meno che non siano difettosi.
Politica di annullamento di PlayStation Store
L’attuale politica di “annullamento” offerta da Sony per PlayStation, a conti fatti, ricorda quella di Prime Video coi suoi prodotti:
Puoi annullare un ordine di Acquisto di Contenuti Digitali o di Noleggio di Contenuti Digitali entro 14 giorni dall’acquisto o dal noleggio cliccando su “Cancella il tuo Ordine” nella sezione I Tuoi Ordini Digitali o, per gli acquisti fatturati tramite una terza parte, sulla pagina dei dettagli del video nel tuo Sito del Servizio (disponibile al seguente link) oppure contattando il servizio clienti di Amazon; resta inteso che non potrai annullare un ordine di Acquisto di Contenuti Digitali o di Noleggio di Contenuti Digitali una volta che avrai iniziato a riprodurre o scaricare tali Contenuti Digitali.
Prime Video: Condizioni d’uso
La situazione con XBOX è estremamente vicina a quella degli store PC, dal momento che Microsoft consente di poter richiedere un rimborso di un videogioco digitale anche se scaricato e avviato. A pochissime condizioni: le ore accumulate non devono essere molte (non è riportata una soglia definita) e fino a 90 giorni dopo l’acquisto.
I rimborsi per i giochi digitali vengono generalmente effettuati per le richieste effettuate entro 14 giorni dalla data di acquisto del gioco, se non hai accumulato una quantità significativa di tempo di gioco. Puoi effettuare richieste di rimborso per acquisti di giochi entro un periodo di 90 giorni, ma non tutte le richieste saranno accettate.
Forniamo rimborsi per i prodotti di giochi digitali nell’ambito di un’esperienza di acquisto coerente e affidabile. Tuttavia, se risulta che i rimborsi di gioco vengono usati in modo improprio, Microsoft si riserva il diritto di interrompere l’offerta di rimborsi, tranne nei casi previsti dalla legge.
XBOX Support
È dunque chiaro che se Sony vuole davvero puntare sulla digitalizzazione, dovrebbe garantire dei termini di utilizzo al passo coi tempi piuttosto che notificare ancora una volta che “Il Software viene concesso in licenza all’utente, non venduto”. Coincidenza vuole, che proprio nel periodo in cui si stava parlando del PlayStation Blackout (una iniziativa votata al tenere spente le PlayStation in segno di protesta), Sony abbia inviato nuovamente delle mail agli utenti per ricordargli che, fondamentalmente, loro non posseggono nulla.
Nintendo non è esattamente da meno. Anzi. È forse l’azienda che chiude le porte in faccia al consumatore, affermando senza troppi giri di parole quanto segue:
Non siamo in grado di fornire rimborsi o sostituzioni per gli acquisti errati e/o in caso il gioco non piaccia.
Inoltre, nel momento in cui acquisti dei contenuti digitali dal Nintendo eShop, fornisci subito a Nintendo il tuo consenso perché inizi l’esecuzione degli obblighi prima della scadenza del termine di recesso e confermi di essere consapevole che, così facendo, viene meno il tuo diritto di recesso.
Nintendo – Assistenza
Un futuro “incerto” è alle porte
In questo gigantesco caos digitale, dove alla fine della fiera Microsoft sembra essere la miglior azienda su cui scommettere per la prossima generazione, dobbiamo tirare le somme.
Sony sta creando delle basi di una PlayStation 6 all’insegna delle politiche di una XBOX One; mentre Microsoft sta cercando di rafforzare la propria immagine agli occhi degli utenti con la funzione di conversione per le licenze, così da preparare il proprio terreno all’insegna di una digitalizzazione meno “aggressiva”. L’unica certezza che abbiamo noi utenti è proprio quella: il futuro delle console sarà la completa digitalizzazione. Grand Theft Auto VI sarà il primo videogioco per console di alto profilo a dare il via alle danze, d’altronde è ovvio aspettarsi un successo senza pari, per buona pace degli oppositori al digitale.
Per entrambe, c’è un bel elefante nella stanza che rappresenta i costi di questa nuova generazione all’insegna del digitale. // Sony ha recentemente confermato di non voler spingere sulle proprie console, monetizzando sugli attuali utenti attivi, di conseguenza è prevedibile che le scorte di PlayStation 5 inizino a diminuire. Microsoft ha già diminuito la produzione di XBOX Series X|S, tanto che in diversi mercati non sono disponibili da diverso tempo.
Entrambe le aziende dovranno quindi fare i conti col problema delle memorie, menzionato più volte da Asha Sharma (CEO di XBOX) in diverse interviste, mentre l’argomento è stato completamente schivato da Hiroki Totoki nella sua recente intervista.
Nella pratica, sia Microsoft che Sony stanno ancora pianificando le rispettive strategie. Per il momento non si hanno informazioni ufficiali sui costi finali per l’utente.