Il nuovo Metroid Prime… ma è un demake in 2D

Il nuovo Metroid Prime... ma è un demake in 2D 1

A cura di Davide Vitanza

Dopo le immagini pubblicate da Troid92 il primo del mese, tutti credevano che l’esistenza di un Metroid Prime in 2D fosse frutto di un pesce d’aprile, e gli stessi sviluppatori hanno voluto che così fosse. In realtà, il demake del primo capitolo della serie Prime, sviluppato dal Team SCU, è realtà, ed è scaricabile gratuitamente sul forum ufficiale del progetto.

Questa demo, perché al momento si tratta di questo, è una rivisitazione delle prime ore di gioco in cui, impersonando la Cacciatrice di taglie Samus Aran, dovremo recarci sul pianeta Tallon IV per inseguire Ridley, la nemesi della protagonista. L’avventura ha inizio non appena saremo giunti sul pianeta, saltando dunque la Fregata Spaziale del gioco originale. Tutta la demo può essere completata in qualche decina di minuti, ma contiene diversi oggetti nascosti necessari a completarla al 100%.

Metroid Prime
Schermata del titolo

Le prime impressioni

Prime 2D (questo il titolo ufficiale della demo) si mostra con una grafica bidimensionale in pixel-art, stravolgendo completamente la novità principale della serie Prime, ossia il fatto di essere in prima persona. Tuttavia, resa visiva e dettagli del gioco sono straordinari e ricordano tantissimo i capitoli ufficiali in 2D, su tutti Metroid: Zero Mission e Metroid Fusion, usciti entrambi su GameBoy Advance.

Per muoversi, il giocatore ha a disposizione mouse e tastiera, i cui comandi sono WASD per muoversi, barra spaziatrice per saltare, Q per usare il visore scan, tasto sinistro del mouse per sparare, tasto destro per sparare i missili. Come nell’originale, molte delle funzioni della Termotuta non sono disponibili, ma dovranno essere recuperate continuando a cercare. A inizio gioco, dunque, Samus non avrà a disposizione né i missili né la Morphosfera. Entrambi gli oggetti, però, possono essere ottenuti esplorando.

Inizia l’avventura

Nella demo è possibile vedere due diversi biomi del pianeta: il primo è la Superficie Tallon, ricca di vegetazione e corsi d’acqua, mentre il secondo sono le Rovine Chozo, caratterizzate dal clima molto arido e dalla presenza di molte creature aliene. Come già detto, è stata tolta la parte delle Fregata Spaziale in cui Samus si reca per cacciare i Pirati Spaziali. Stavolta la breve avventura si concentra sul pianeta, i cui dettagli mostrati dalla demo sono veramente impressionanti.

Metroid Prime
La mappa (incompleta) della Superficie Tallon

Inizialmente Samus ha la possibilità di esplorare la superficie del pianeta, e recandosi a destra della mappa potrà trovare il Tempio dei Sigilli in cui si trovano numerose iscrizioni Chozo. Qui sarà necessario, almeno nel gioco vero e proprio, ottenere tutti i sigilli, grazie ai quali sarà possibile scendere nelle profondità del pianeta. Questa rappresenta la missione principale del titolo ma, per forza di cose, non è assolutamente possibile completarla nella demo. Dopo aver esplorato la superficie è possibile adesso recarsi verso le Rovine Chozo, raggiungibili salendo sull’ascensore nella parte sinistra della mappa.

Qui si troveranno molti più nemici, in particolare le War Wasp, che compariranno all’infinito finché non verrà distrutto il loro alveare. continuando sempre a sinistra si incontreranno specie diverse di mostri, tutte facilmente battibili. Se si esplora bene, inoltre, è possibile trovare alcuni potenziamenti, come serbatoi di energia o portamissili, anche se non tutti ottenibili subito. Continuando a spostarci verso sinistra si troverà una stanza in cui salvare i propri progressi (è possibile farlo anche nella nostra astronave). Proseguendo su questa strada si raggiungerà il primo e unico boss della demo: Hive Mecha.

Boss, Hive Mecha e il lanciamissili

La battaglia contro Hive Mecha non è nulla di complicato, solo richiederà qualche minuto. Come nel gioco originale, la battaglia verterà sullo sconfiggere numerosi War Wasp e poi colpire il boss quando tiene una delle bocche metalliche aperta. Ogni volta che si colpirà il boss, il numero di War Wasp rilasciate aumenterà, fino a creare un vero e proprio sciame che cercherà di colpirci avvicinandosi molto velocemente. Anche se saremo inferiori in numero, queste creature sono facili da sconfiggere, e anzi si riveleranno molto utili in quanto saranno la nostra fonte di energia fino al termine della battaglia.

Continuiamo a sparare al boss finché non si raggiunge la seconda fase. Stavolta sarà lo stesso Hive Mecha a muoversi, e lo vedremo saltare da una parete all’altra e spararci contro dei missili. Dopo aver evitato i suoi colpi e aver sconfitto eventuali creature rilasciate, è il momento di sparare alla parte rossa. Anche in questo caso la battaglia è molto semplice, e dopo 5 o 6 serie di attacchi il boss verrà sconfitto definitivamente. A battaglia conclusa arriva il momento di reclamare la ricompensa: il lanciamissili è finalmente disponibile. Ottenuta questa potente arma possiamo decidere se proseguire e completare la demo o tornare indietro per trovare tutti i potenziamenti nascosti, tra cui la Morphosfera.

Conclusioni

Prime 2D è un progetto molto ambizioso, curato fin nei minimi dettagli, che, qualora Nintendo non ne ostacoli la creazione, potrebbe diventare una trasposizione eccellente del capitolo originale. Purtroppo però, conoscendo Nintendo e la sua avversione verso le opere che riprendono elementi appartenenti a lei, siano demo, rom o progetti vari, è probabile che anche Prime 2D venga bloccato. La speranza è ovviamente che ciò non accada, ma è difficile, dato anche il successo che ha avuto e sta avendo dal giorno dalla sua pubblicazione.

Metroid Prime
La schermata di game over

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Di Davide Vitanza

Appassionato dai videogiochi sin da piccolo, sono cresciuto con Zelda e Pokemon, passando da Resident Evil a Medievil a Prince of Persia. Il DS è la console che mi ha segnato drasticamente, facendomi amare sempre di più i videogiochi. Oggi gioco la qualunque, dai Tripla A agli Indie, e apprezzo il gioco non solo in quanto fonte di divertimento ma anche in quanto forma d’arte, perché alla fine è questo che oggigiorno rappresenta.