L’industria videoludica deve crollare, per risorgere
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
L’industria videoludica deve crollare, per risorgere
La situazione nelle produzioni ad alto budget sta peggiorando mano a mano. Game Freak pubblica Pokémon Scarlatto e Violetto in condizioni pessime, con bug e glitch di ogni specie pronti a minare l’esperienza dei giocatori e che a stento sta riuscendo a sistemare, mentre su Nintendo Switch si continuano a vedere produzioni di tutto rispetto; su PC negli ultimi tempi i videogiochi escono realmente rotti, con forti necessità di patch correttive che, delle volte, arrivano dopo oltre un mese e soltanto in quel momento – in alcuni casi – si ha la concreta possibilità di usufruire di un prodotto come si deve, ora stiamo assistendo al “completamento” dello sviluppo di The Last of Us Parte I e The Outer Worlds Spacer’s Choice Edition, entrambi con problemi estremamente simili; su console sta per giungere Redfall, un videogioco di prime parti in esclusiva Xbox, che verrà pubblicato a maggio senza il supporto dei 60FPS mostrati a più riprese nelle varie clip e trailer promozionali, sviluppato con Unreal Engine 4, attualmente lo studio Arkane si è limitato a dichiarare che il supporto ai 60FPS arriverà tramite patch. In tutto questo su Redfall v’è quell’aggravante come “esclusiva first party”, visto che Arkane avrebbe potuto giovare del aiuto da parte degli ingegneri di Microsoft, oltre che della sua forza economica, ricevendo il dovuto aiuto nello sviluppo e nell’ottimizzazione con la possibilità di poter sfruttare tutte le tecnologie di cui sono provviste Xbox Series e Windows – un po’ come avviene coi PlayStation Studios, dove Sony collabora attivamente nello sviluppo delle esclusive. E tanto per aggiungere un ulteriore tassello alla questione Redfall, anche il Ray Tracing arriverà in un secondo momento, fortunatamente Arkane ha introdotto almeno il nuovo DLSS 3 – si spera che ci sia la tecnologia FSR di AMD.
Se prima il mio astio verso l’industria era ben direzionato nei confronti dell’attenzione posta dietro ai // porting_PC,_sempre_più_scabrosi, mentre l’utenza pretende il dovuto rispetto a suon di recensioni negative, ora invece ho il mirino puntato direttamente sulle “Big”, su quelle società che piazzano sul mercato i propri prodotti ancora in pieno sviluppo e rifinitura. Come ribadito in alcune live sul nostro canale Twitch, nella più completa onestà, trovo più onesto che venga applicata l’etichetta di Accesso Anticipato su tutti questi prodotti che vengono rilasciati tra i 50€ e gli 80€ e che necessitano di importanti patch correttive per poter essere goduti appieno e con tutte le loro feature, patch che poi arrivano ben dopo il lancio effettivo.
Le motivazioni dietro a tali avvenimenti possono essere molteplici. Sappiamo per certo che l’ottimizzazione è la fase antecedente la pubblicazione di un videogioco e che richiede il suo tempo, così come i cicli di play testing, di conseguenza viene da pensare che la possibile causa di tali problemi derivino prettamente dalla pressione da parte degli investitori che pretendono risultati nel minor tempo possibile – in questa ipotesi, basta ricordare anche quanto accadde con Cyberpunk 2077 – ciò, però, dimostra anche come le società stiano perdendo il controllo di se stesse, divenendo schiave di un sistema cancerogeno, che oltre ad avere conseguenze sugli sviluppatori che si ritrovano a fare i conti col fenomeno del crunch ed anche con una marmaglia di persone scontente – forse incazzate sarebbe il termine esatto – che ci mettono il loro carico perché stufe di vedere un andamento in costante peggioramento, a rimetterci sono anche i videogiocatori sfiduciati che investono il proprio denaro per un prodotto che poi giocheranno dopo “X tempo”.
Man mano che andiamo avanti, personalmente parlando, ho sempre più l’impressione che all’industria del videogioco serva uno scossone vero e proprio. Uno di quelli in grado di far risanare le menti dei capoccia. D’altronde, nonostante quella bomba mediatica esplosa con Cyberpunk 2077, sembra che ben poco sia realmente cambiato, visto che ad oltre un paio di anni da quei fatti, continuiamo ad avere videogiochi ben distanti dal poter essere definiti “completi” in termini pratici.
Forse dovremmo – tutti, giocatori PC e Console – metterci in testa di acquistare questi videogiochi solo e soltanto quando escono dal loro silente Accesso Anticipato. E con la scusa, magari, buttare un occhio sull’offerta dei videogiochi indipendenti che potrebbero ridarle un po’ di sana gloria, un po’ come suggerito da Zetta nei sui articoli // I_Videogiochi_AAA_costano,_ma_valgono_meno_di_un_Indie e // Il_Ludopanettone_la_morte_del_Gaming_moderno, che vi consiglio caldamente di recuperare.