God of War: Laufey Massacrato! L’Ex Naughty Dog Sbotta
L'ex director di The Last of Us critica ferocemente i Tripla A definendoli noiosi e boccia senza appello il gameplay di God of War: Laufey.
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Indy.
L’industria videoludica ad alto budget è ormai priva di idee e completamente intrappolata in formule ripetitive. A lanciare questa pesantissima accusa non è un giocatore qualunque, ma Bruce Straley, celebre ex director di capolavori indiscussi come The Last of Us e Uncharted 4. In una recente e pungente intervista, lo storico sviluppatore di Naughty Dog ha letteralmente sparato a zero sulle produzioni odierne, definendo senza mezzi termini i moderni giochi Tripla A estremamente noiosi e privi di reale innovazione ludica.
Il fulcro della polemica si è concentrato in particolare sul chiacchieratissimo God of War: Laufey, il prossimo attesissimo grande progetto targato Sony Santa Monica. Pur riconoscendo l’incredibile e monumentale mole di lavoro tecnico, Straley ha ammesso di essere rimasto totalmente freddo e per nulla entusiasmato dal gameplay mostrato. Lo sviluppatore ha sottolineato come, sebbene ogni singolo pixel sullo schermo sia graficamente sbalorditivo e curato maniacalmente, le azioni che il giocatore è chiamato a compiere pad alla mano risultano piatte, già viste e prive di vero mordente.
Straley ha comunque voluto precisare che la sua non è una critica mirata esclusivamente al talentuoso team dietro God of War, ma un’amara constatazione che riguarda l’intero panorama dei titoli ad alto budget. Secondo la sua visione, i costi di sviluppo astronomici hanno generato un terrore sistemico che impedisce ai grandi editori di sperimentare idee fresche e meccaniche innovative, preferendo rifugiarsi nella rassicurante sicurezza di formule commerciali trite e ritrite, trasformando spesso i giochi in meri film interattivi.
Proprio per sfuggire a questa asfissiante gabbia dorata, l’ex direttore ha deciso da tempo di abbandonare le enormi macchine produttive commerciali per fondare il suo studio indipendente, Wildflower Interactive. La sua nuova avventura mira a sviluppare titoli di dimensioni contenute ma carichi di creatività ed energia stilistica, capaci di allontanarsi radicalmente dai cliché estetici e narrativi dei kolossal che lui stesso ha ampiamente contribuito a creare in passato. Resta ora da capire se le grandi major ascolteranno mai questo importante campanello d’allarme.
Fonte: // Gamesradar