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Editoriali 12 MARZO 2023 5 MIN LETTURA

La mia infanzia videoludica

La mia prima console

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La mia infanzia videoludica

Sin da bambino sono sempre stato solo e, a causa di diverse problematiche, mi rifugiavo nel cibo. Era il mio unico amico finché non ho scoperto il mondo dei videogiochi (non che abbia lasciato il cibo da parte, chi mi conosce bene lo sa).

Nota: Salterò tutti i riferimenti alle console portatili altrimenti non finiamo più!

La mia prima console

Ricordo con molta difficoltà quel giorno, avevo solo 5 anni circa, quindi i ricordi non sono vivissimi… ma una cosa non me la dimentico, vedere mia mamma salire su per le scale, dopo aver salutato mia zia, portandomi una scatola dove vi era la mia prima console. Non era nulla di speciale per il 1995, anzi era una console molto vecchia, la stessa che provocò l’Atari shock, conosciuta meglio come la causa della crisi dei videogiochi del 1983: l’Atari 2600 Jr.

La scatola oltre alla console, aveva circa una decina di giochi, a partire da Ghostbusters al più acclamato Pitfall (prima che me lo chiediate, no, non c’era E.T.), dove ho passato ore e ore della mia infanzia bestemmiando contro un joystick, dove erano più le volte che si rompeva e mi toccava comprarne uno nuovo che le volte che funzionava, finché mio padre non decise di comprarmi un Famiclone.

Si si, era proprio il NES

Un giorno, mentre ero a fare la spesa, passai davanti a una decina di Famiclone (ai tempi non ce ne rendevamo conto di quanto la pirateria di per sé fosse un non problema nostro), dove chiesi a mio padre di prenderla, estenuato sia io sia lui a comprare l’ennesimo joystick non originale (ai tempi non se ne trovavano più quelli di Atari, quindi la qualità lasciava molto a desiderare). Tornato a casa collegai il tutto e solo dopo 10 minuti che giocavo, sentii la puzza uscire dal trasformatore, bruciando la console appena presa. Scoppiai in lacrime e tornammo subito al Supermercati Brianzoli, chiamata da me Essebi. Me la cambiarono subito e tornato a casa passai il mio anno migliore (1996/1997), tra Kirby, Super Mario Bros 3, Zelda e tanti altri… fino a metà del 1997.

Super Nintendo

Era un pomeriggio, mio padre lavorava nello smistamento della posta di Como e parlando con un suo collega, decise di farmi una sorpresa (ai tempi quando si comprava la console nuova, si cercava di svendere quella precedente comprata), portandomi a casa lo SNES con annesse cartucce, tra cui Star Fox, gioco che non mi era mai piaciuto, ma ero un pischello e odiavo i “giochi con le astronavi”, ma riconoscevo che graficamente faceva il suo sporco lavoro. Purtroppo io ai tempi bramavo molto il Megadrive, ma cercai di “accontentarmi” fino al 1998 circa, quando mi fu regalata la mia console preferita.

Playstation

In quell’anno persi il mio nonno paterno, pochi mesi prima della comunione. Mia zia, per cercare di distrarmi, mi chiese cosa avessi voglia di ricevere per la comunione e io da bravo bimbo chiesi la PlayStation che avevo visto dal mio vicino di casa con il primo Crash Bandicoot. Fu la mia rovina.
Iniziai a capire cosa significasse arrabbiarsi, ma soprattutto capii che la pirateria era l’unica via per avere i giochi belli a poco prezzo. Ricordo ancora quanto fu facile modificare la PlayStation e chi non lo ha fatto o era una persona per bene o mentiva.

Tornando a noi, grazie a quel gioiellino ho scoperto i miei due videogiochi preferiti: Tombi, un piccolo selvaggio a cui vengono rubati il bracciale d’oro del nonno da dei maiali, che impara la lingua dei gnomi mordendogli la testa, e Metal Gear Solid, che riuscì per la prima volta a farmi piangere per il mio nemico. Erano emozioni che ai tempi non avevo mai provato (MGS l’ho giocato nel 2004, quindi ero già più grandicello, non credo avrei potuto capirlo prima), perché prima il massimo dell’esperienza era “salva la principessa dal castello” oppure “uuuuh, che figo, tira le caccole dal naso sui nemici o scorreggia” (parlo di Boogerman).

Gamecube e non me ne pento

Arriviamo all’ultima console di cui parlerò e la più importante della mia infanzia dopo la Playstation: il Nintendo Gamecube. Mi fu regalata dai miei genitori come premio per aver superato l’esame delle medie, insieme a Luigi’s Mansion, al modico prezzo totale di 159 euro, all’Upim nel centro di Como (ora chiuso).

Ricordo ancora quel periodo: la casa giapponese non se la passava molto bene e aveva abbassato i prezzi della sua console a 99€, facendo scatenare in me, un piccolo nerd in erba, la migliore occasione di acquisto che potessi fare. Sì, non avevo Metal Gear Solid 2 e 3, sì non avevo God of War, non avevo altri titoli molto famosi che stavano emergendo sulle console Sony, ma avevo Eternal Darkness, il mio capitolo preferito di The Legend of Zelda, Wind Waker, ai quali si aggiunsero Metal Gear Solid: The Twin Snakes, Luigi’s Mansion, Pokemon Colosseum di cui ho un ottimo ricordo, e tanto altro.

Ai tempi ricordo ancora che mi è stato difficile trovare amici con il piccolo cubo, perché avevano tutti la più famosa PS2 (e capisco cosa hanno provato i possessori Dreamcast). Ma non mi sono arreso, perché ricordo che la mia piccola console era più potente, aveva giochi che mi interessavano, non occupava spazio ed era facile da trasportare. Infatti, ogni volta che andavo da alcuni amici, la portavo con me per giocare a Smash Bros o Soul Calibur, che tra i personaggi aveva il mio amato Link.

Con questo vi saluto e vi rimando al mio prossimo articolo
Ciao da Lir

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