Genopanic, un metroidvania diverso dal solito – Recensione
Struttura e meccaniche
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Luca_Pio.
Genopanic, un metroidvania diverso dal solito – Recensione
Premessa: la recensione si basa su l’ultima versione disponibile del gioco. Senza il contributo degli sviluppatori indipendenti il panorama videoludico sarebbe alquanto stantio, perché privo di una vagonata di generi non più di moda o fattibili su console, tipo il metroidvania. Pensateci! Neanche troppo tempo fa, gli unici esponenti del genere erano i Castlevania per console portatili, mentre oggi siamo pieni fino all’orlo. Possiamo dire che sia uno dei generi prediletti dai piccoli sviluppatori, in particolare quelli alle prime armi. Comunque, in questo mare di metroidvania ci ha colpito non poco Genopanic, che ha arricchito la formula con elementi di gameplay inusuali. Siete curiosi, eh? Allora scopriamolo insieme.
Struttura e meccaniche


Molti di voi sanno già come funziona un metroidvania, ma facciamo un ripasso: sono giochi con una mappa interconnessa ed esplorabile liberamente, ma con aree inizialmente inaccessibili. Il giocatore ottiene abilità e oggetti speciali per superare ostacoli, esplorare nuove zone e affrontare nemici più difficili. Questi giochi fondono narrazione e level design, incoraggiando l’esplorazione e la sperimentazione. Tutto ciò vale anche per Genopanic, ma rispetto ad un Blasphemous o ad un Hollow Knight, si concentra più sul platforming, infatti la vera minaccia del gioco è l’ambiente, con tutti i suoi laser, i fasci di fulmini, le pozze di acido, etc.
Ovviamente possiamo fronteggiarlo tramite alcuni strumenti che migliorano la nostra mobilita e altri che ci permettono di distruggere gli ostacoli, oppure fare a pezzi le poche creature presenti. Attenzione, alcuni di questi oggetti consumano energia (non vitale), che per fortuna si ricarica lentamente da sola. Ma di quali strumenti stiamo parlando? Be’, per muoverci abbiamo a disposizione un jetpack per planare, un dash per scattare in avanti e un doppio salto per, ovviamente, saltare più in alto, mentre per attaccare e superare ostacoli abbiamo un taglia plasma, una pistola al plasma, una gravitazionale, una congelante, un lanciafiamme e un cattura animali. No, non è come Pokémon, però sul suo scopo ci torniamo dopo.
Comunque, penso sia chiaro cosa facciamo queste armi, ma in che contesti le utilizziamo? La simil spada di Megaman Zero è essenziale per affettare nemici e liberarci la strada, la pistola ci tiene distanti dai pericoli, soprattutto quelli esplosivi, la gravity gun lancia blocchi d’acciaio pesantissimi, finendo per distruggere alcune porzioni dello scenario, la pistola congelante distrugge i blocchi di lava ed evita che i nemici in fiamme ci esplodano in viso, infine il lanciafiamme brucia i bozzoli e scioglie il ghiaccio. Quindi Genopanic ha pure un pizzico di fisica e di chimica, una novità per il genere d’appartenenza! Altra aggiunta è il teletrasporto, molto utile durante l’esplorazione. A proposito, esplorare e raccogliere tutti i collezionabili è obbligatorio se si vuole il vero finale, oppure per allargare la barra della vita, in modo da semplificare l’avventura. C’è da dire che, di base, non è troppo difficile, nemmeno durante le boss fight.
Storia


Per ragioni di immedesimazione, hanno reso il personaggio giocabile anonimo, nel senso che non ha un nome, un sesso e nemmeno della carne, dato che impersoniamo un robot, con tanto di assistente canino di nome Laik. Il nostro scopo è quello di raccogliere degli organismi geneticamente modificati dalla stazione di Simbirsk, situata sotto la superficie di TRIES-2B (ecco a che serve il cattura animali). Purtroppo la stazione è isolata, in rovina e pure in quarantena. Almeno a Simbirsk la compagnia non manca e non mi riferisco solo agli stupidi scienziati, ma anche a VOL.GA, una specie di ragazza gatta parecchio dotata e che proverà a metterci i bastoni fra le ruote. Penso l’abbiate già capito, ma non è un gioco che si prende sul serio, nemmeno nei log sparsi per tutta la stazione.
Grafica e sonoro


Non ci giriamo in torno, quella di Genopanic è una splendida pixel art. Nonostante la maggior parte degli sprite siano di piccoli dimensioni, sono comunque ben animati e ricchi di dettagli. A proposito dei dettagli, gli artisti sono stati davvero maniacali, per dire: quando una porta si chiude questa alza una nuvola di polvere, oppure quando sfioriamo un cavo quello si muoverà. Ad arricchire la componente visiva ci pensano dei particellari e degli effetti di luce dinamici, che non illuminano troppo la scena. Dopotutto, il gioco vuole comunque trasmettere una certa inquietudine. La parte audio non mi ha particolarmente colpito. Per carità, ho apprezzato le tracce synthwave, però gli effetti sonori li ho trovati blandi. Mi spiego peggio: chiunque riconoscerebbe i suoni del primo Half-Life, mentre per Genopanic non credo si possa dire lo stesso.
Conclusioni
Genopanic sarà pure manchevole di effetti sonori memorabili e di un buon livello di sfida, tuttavia dona al giocatore ore di puro divertimento ed è merito dei commenti scemi degli NPC, del buon level design, della varietà di gadget, della eccellete componente visiva e sonora. Insomma, sarebbe infame non consigliarvi questo giochino.
