Final Fantasy VII Remake: il Neofita torna con una nuova (breve) recensopinione

Final Fantasy VII Remake wallpaper screenshot logo

A cura di Luca Maiolini

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Prima di immergerci nella recensopinione di Final Fantasy VII Remake di Square Enix, occorre spendere un paio di parole sull’originale Final Fantasy VII, ma se volete andare direttamente al sodo cliccate qui!


1997, hanno in cui Square Soft rilasciò Final Fantasy VII, uno dei titoli più amati di sempre che ebbe il grande compito di lanciare la grafica 3D della prima PlayStation. Durante il corso degli anni questo Final Fantasy si è visto arricchire il proprio universo narrativo con spin-off come Final Fantasy VII: Dirge of Cerberus per PlayStation 2 e Final Fantasy VII: Crisis Core per PlayStation Portable (PSP), senza contare quelli rilasciati per il mercato mobile. Ma non è tutto, l’universo si è arricchito anche con un film, Final Fantasy VII: Advent Children, corti animati come Final Fantasy VII: The Last Order, manga e romanzi (inediti qui in Italia).
In parole povere, per Square Enix, Final Fantasy VII è stato uno dei titoli più importante di sempre ed è anche tra i più amati da parte dell’utenza, la stessa che per anni ha chiesto a gran voce un Remake arrivato soltanto nel 2020.

La mia conoscenza di Final Fantasy VII si ferma all’aver giocato lo spin-off Crisis Core, alla visione del film e al riassunto del gioco inserito al suo interno, da qui il ritorno del “Neofita” dopo aver recensito Xenoblade Chronicles Definitive Edition.


Final Fantasy VII Remake, l’inizio di un progetto estremamente coraggioso

La Shinra è un’azienda che, tramite l’energia Mako – linfa vitale del pianeta – fornisce energia elettrica a Midgar, un’enorme città suddivisa in vari Settori, con bassifondi annessi.

L’energia Mako non è una risorsa infinita come tanto viene propagandato, un gruppo distaccato da Avalanche, capitanato dall’esuberante Barret, è pronto a tutto pur di salvare il pianeta, arrivando a far esplodere i reattori che, di fatto, trasformano la Mako in energia elettrica.
Cloud, ex-Soldier di Prima Classe della Shinra, si ritrova a lavorare come “mercenario” per il gruppo, dal momento che, nel bene e nel male, conosce le basi e le tecniche difensive dell’azienda.
La riuscita della prima missione, darà il via ad una escalation di avvenimenti che andranno a colpire i protagonisti di questa avvincente storia.

La classica intro, realizzata in una computer grafica mozzafiato con un piccolo frammento della storica One Winged Angel – famosa colonna sonora dedicata all’altrettanto famoso Sephirot -, darà il Benvenuto in grande stile a chi si appresta ad immergersi in questa avventura, che fin dal suo annuncio ha spaccato l’utenza, tra chi ha espresso delle forti perplessità in merito al Remake stesso ed alla sua “frammentazione”, fino ad arrivare a chi invece si è detto entusiasta.

Ebbene, da neofita quale sono non avendo giocato l’originale, oggi sono qui per parlavi di questo Remake!

“Abbasso la Shinra!”

L’obiettivo chiave di Barret e del resto della sua Avalanche, come detto poco sopra, sarà quello di far esplodere tutti i reattori della Shinra, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze, da qui l’etichetta di “Cellula Terroristica” affibbiatagli dall’azienda stessa. Difatti, poco dopo l’imponente esplosione del primo reattore, verremo messi dinanzi ad uno scenario da mozzare il fiato: persone spaventate popolano le strade tra i vari detriti di alcuni edifici danneggiati, dei bambini spaventati che si rifugiano – in cerca di un luogo apparentemente sicuro – in angoli bui di alcuni cunicoli e molto altro.

Non aggiungo altro, non voglio rovinarvi la trama o la narrativa!

Un Action, ma con l’animo RPG

Square Enix ha sempre apportato delle modifiche alla formula del sistema di combattimento dei suoi Final Fantasy, soprattutto da Final Fantasy X fino al controverso Final Fantasy XV. Ovviamente, con Final Fantasy VII Remake non sono stati da meno, soprattutto discostandosi di molto da quello che era l’originale Final Fantasy VII.

Questo Remake risulta estremamente dinamico, ma non sacrifica il suo animo da RPG. Tra fendenti, parate e schivate, non mancheranno quei momenti in cui si passeranno diversi minuti a sistemare l’equipaggiamento e le Materie, curando anche la progressione delle armi che di livello in livello consentiranno di potenziare le statistiche dei personaggi.

Ha un solo grande difetto: si combatte poco durante le fasi esplorative, il ché si traduce in poca esperienza per far progredire le Materie (alcune ne richiedono veramente molta!). Il team di sviluppo ha deciso di compensare inserendo un’arena e, con alcuni escamotage, sono state inserite delle zone dove si possono affrontare delle ondate di nemici, ma ciò potrebbe finire per annoiare.

Armi e Materie

Ogni arma ha una propria progressione che garantirà lo sblocco di statistiche ben definite (consentendo ai personaggi di interpretare qualsiasi ruolo, da attaccante melee fino a guaritore) e abilità ben specifiche, che una volta raggiunto il massimo del livello maestria, potranno essere utilizzate con qualsiasi altra arma.

Non potevano mancare, furono il piatto forte dell’originale Final Fantasy VII: le Materie. Un po’ riviste, sono state introdotte anche nel remake, conservando però la loro medesima utilità.
Ci sono diversi tipi di Materie, da quelle che possono far recuperare i punti vita fino a quelle che possono attribuire dei status negativi, passando a quelle che consentono di lanciare attacchi magici. Alcune di esse possono essere combinate, sarà possibile lanciare un Energia e curare l’intero team oppure si potrà “incantare” la propria arma in modo da infliggere dei danni elementali con gli attacchi melee.
Grazie alle Materie, ogni membro del party può essere personalizzato al meglio, in base anche ai nemici che si stanno per affrontare.

Ovviamente non mancano le Materia d’evocazione per scatenare la forza brutale di Ifrit, la meravigliosa magia di Shiva o… lo strambo Chocobo Ciccio.

L’emblematica grafica

Nel web si è discusso molto del comparto grafico di Final Fantasy VII Remake, sia nel bene che nel male.

I modelli poligonali dei protagonisti sono semplicemente incredibili. Dal volto, ai famosi capelli, per poi passare ai vestiti, alla resa visiva delle armi e degli effetti particellari dati dai combattimenti.
Una buona cura è stata riposta anche nei nemici e nelle boss-fight, alcune di quest’ultime rischiano di far cadere la mascella a terra!

Il vero problema sono gli scenari. A tratti sono ricchissimi di dettagli e stupendi da vedere, ma fin troppo spesso veniamo messi davanti a delle texture veramente pessime, che non rendono giustizia al gioco. In altre occasioni, come il palazzo della Shinra, può sorprendere vedere come lo scenario sia ben realizzato.

La meravigliosa colonna sonora

Parliamo di Final Fantasy e Square Enix, la colonna sonora non può che essere semplicemente grandiosa. Ogni occasione, ha la sua colonna sonora, in grado di dare un risalto incredibile alla scena che si sta guardando o al combattimento che si sta affrontando.


Il consueto spazio personale

Final Fantasy VII Remake è un progetto ambizioso, che vuole riunire sotto un unico “tetto” tutto l’universo narrativo dedicato a Final Fantasy VII. Alcuni stravolgimenti (e praticamente mi riferisco a quelli sul finale) sono dovuti ad una ragione che, nel bene o nel male, ci sarà chiarita soltanto coi prossimi capitoli.

Per anni ho atteso questo momento e finalmente è arrivato, pur non apprezzando i lavori di Tetsuya Nomura, non posso non ammettere di esser rimasto estremamente colpito.
Cloud e Barret hanno un’ottima crescita, la resa dei vari personaggi che in origine erano secondari mi è piaciuta moltissimo, la narrazione è gestita più che bene nonostante qualche momento un po’ lento e, in poche occasioni, piatto.

Il sistema di combattimento, così dinamico eppur così tecnico, mi ha regalato svariate soddisfazioni nelle mie 50 ore di gioco.
A tratti potrebbe sembrare caotico per i giocatori poco avvezzi alla dinamicità, ma basta qualche scontro nell’arena o in un simulatore per prenderci la mano. Lo swtich tra i membri del party è estremamente fluido e rapido, così come l’esecuzione delle varie abilità (che possono essere eseguite con la pressione di un paio di tasti per velocizzare l’azione!).


C’è ben poco da fare, Final Fantasy VII Remake si rivela esser un ottimo videogioco che getta delle importanti basi per la (ri)nascita di quella che sembra essere una vera e propria saga, seppur con qualche alto e basso causato da una componente grafica a tratti eccezionale e a tratti terribilmente mediocre.

Consigliato


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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.