Addio Glimpse, non ci mancherai

Glimpse

A cura di Luca Pio

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Si sa, quando viene rilasciato il codice sorgente di un software state sicuri che in tempo zero nascerà un fork che si eleva a miglior versione di quel programma, purtroppo metà di questi fork non arriva nemmeno ad una versione completa e sfortunatamente è toccato anche a Glimpse.

Per chi non lo conoscesse, Glimpse è un fork del noto foto-editor GIMP ed è nato per ovviare ad un suo piccolo problema di nomenclatura, infatti, negli Stati Uniti la parola gimp è un insulto nei confronti delle persone disabili, ma ciò non è mai importato ai suoi sviluppatori che continuano tutt’oggi a chiamarlo gimp. Ciò ha portato alla creazione di questo semplice re-brand.

Ma tornando a noi, sul sito ufficiale del progetto è stata annunciata la sua chiusura temporanea e la dichiarazione è stata scritta dallo stesso creatore di Glimpse, o sia Bobby Moss, dichiarando le motivazioni dietro tale scelta.

Glimpse

L’impatto della pandemia su Glimpse

Ovviamente, tra le motivazioni c’è la pandemia che non ha solo tolto fondi al progetto ma anche il personale, infatti mancavano persone che si occupassero dei canali di comunicazione, dei social e di tanti altri aspetti che non avevano a che fare con il codice.

Il nostro problema principale era che non riuscivamo a trovare contributori disposti a intensificare e aiutare con attività non di codice, ma con cose come moderare i canali di comunicazione, individuare bug, risolvere problemi di packaging, testare/documentare le nuove versioni e rispondere alle domande degli utenti. Di conseguenza, abbiamo faticato a ridimensionare il progetto per soddisfare la crescente domanda.

Bobby Moss
Glimpse

La partenza del suo creatore

Ma il colpo di grazia l’ha dato lo stesso fondatore di Glimpse, lasciando lo sviluppo per dedicarsi al suo principale lavoro e come dargli torto, dopo tutto il suo lavoro su questo fork non era retribuito.

Il numero di lacune che dovevo colmare ha trasformato il lavoro su questo progetto in un lavoro part-time non retribuito, in aggiunta al mio lavoro a tempo pieno retribuito[..] Inoltre, ci sono stati alcuni cambiamenti nella politica aziendale che mi hanno richiesto di chiedere l’approvazione legale e confermare formalmente che non ci sono mai stati conflitti di interesse. Su loro consiglio ho temporaneamente ritirato la mia partecipazione al progetto, con l’aspettativa di tornare una volta che avessi avuto le dovute approvazioni[..] Sfortunatamente quando ho iniziato a pianificare il mio rientro, quasi tutte le attività del progetto erano cessate e non avevo ne il tempe e ne le energie per resuscitarlo.

Bobuy Moss

Ed proprio per questo che il team di Glimpse ha deciso di chiudere anche la loro campagna Open Collective e il canale GitHub Sponsor, inoltre, hanno anche consigliato ai loro utenti di spostare le loro donazioni a GIMP.

Però, diciamo la verità, non mancherà a nessuno perché questo software non è altro che un re-brand, niente di troppo rivoluzionario. Certo, avevano promesso di semplificare la UI e magari ci sarebbero anche riusciti se ne avessero avuto la possibilità, ma chi può dirlo? Ormai è sfumata anche la possibilità di vedere Glimpse NX, che doveva essere un foto-editor riscritto da zero e con quella UI semplificata che tanto annunciavano.

Glimpse NX

Ora, su questa storia si potrebbe aprire una discussione sul fatto che non ci sono alternative decenti per quanto riguarda il settore della grafica, perché nessuno ha capito cosa vuole l’utente medio che proviene da Adobe o sia la sua interfaccia, banalmente.

Purtroppo, Photoshop è imposta cosi tanto sul mercato che chiunque voglia disegnare o fare un fotomontaggio è abituato a farlo con quegli strumenti, messi in quella posizione, con quei nomi, con quelle icone! Quindi non puoi fare la guerra ad Adobe con un’interfaccia completamente diversa e meno intuitiva. Ma proprio in quest’ultima coca c’è il problema, perché GIMP se fosse comprensibile ad una prima occhiata qualcuno potrebbe consigliarlo a un neofita, però sembra che ci vorrà ancora molto per raggiungere questo obbiettivo.

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Di Luca Pio

Sono un semplice millennials con la passione per i videogiochi, soprattutto quelli musicali (es. Stepmania). Tutto nasce nei primi duemila con la prima PlayStation, con cui giocavo numerose demo, poi con l'inizio delle elementari sono passato al computer e li i miei orizzonti videoludici si sono espansi.