X4: Foundations, un folle simulatore sci-fi – Recensione
Non sono le "statistiche" a rendere un videogioco un GDR
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
X4: Foundations, un folle simulatore sci-fi – Recensione
Quando si parla di videogiochi che c’entrano l’intera esperienza di gioco nell’esplorazione spaziale, si fa riferimento sempre a due grandi protagonisti: Elite Dangerous e Star Citizen. Tra questi attori, che puntano ad offrire esperienze di gioco sostanzialmente differenti, sia per approccio che per contenuti, va notato che di rado si finisce per menzionare la serie X o la sua ultima iterazione, X4: Foundations, il motivo, in tutta onestà, non mi è del tutto chiaro, anche se forse è riconducibile al suo essere un videogioco singleplayer.
Dopo aver dedicato diverse ore a X4: Foundations, mi sento pronto per esprimermi in parte su questa produzione a dir poco immensa. E quando scrivo “in parte”, è perché X4 offre talmente tanti contenuti, prendendosi tutto il suo tempo che ritiene necessario, che come minimo dovrei dedicargli un mese intero di gioco a tempo pieno.
Ritengo opportuno riportare qualche fatto, non mi approccio alla serie X dai tempi di X2: The Threat, del quale ormai ricordo ben poco, per tanto mi sono approcciato ad X4 col bagaglio esperienziale accumulato con Elite Dangerous, che ad onor del vero mi sta servendo a ben poco ed il motivo sarà presto chiarito.
Non sono le “statistiche” a rendere un videogioco un GDR
X4: Foundations, per la presenza delle fazioni e non solo, è un simulatore spaziale al quale non stonerebbe l’etichetta di “gioco di ruolo”. Giocando si può interpretare le vesti di un commerciante che sposta merci da una stazione all’altra oppure che vende il frutto del lavoro della propria nave mineraria alle stazioni, un cacciatore di taglie con la sua squadriglia di caccia od un soldato assoldato per difendere determinate postazioni, e molto altro, il tutto alleandosi con alcune fazioni ed inimicandosi le altre – mica come in Skyrim che si può far tutto, ad eccezione dell’unica scelta che detta le sorti del proprio personaggio: manto della tempesta o imperiale?. Ciò viene fatto presente dalla primissima missiona presente all’interno della “modalità” La giovane promessa, dove per l’appunto si viene catapultati nel vasto universo senza mezzi complimenti, in balia degli eventi con la Lega Libera di Hatikvah che sta cercando di crearsi una propria indipendenza dal Patto della Corazza e con una guerra in atto tra la Federazione Argon contro la razza degli Xenon, esseri artificiali guidati da un’intelligenza artificiale creata dai terrestri e poi sfuggita al controllo. Durante il conflitto, nel quale in alcuni casi si potrà notare un costante tira e molla tra i due schieramenti, per non parlare dell’avanzata degli Xenon all’interno di altri settori dove man mano creano anche stazioni difensive, si avrà la possibilità di creare una propria flotta che potrà eseguire diversi ordini, trasformando X4 in una sorta di tattico dove gestire in modo accurato i propri sottoposti, da reclutare nelle varie stazioni presenti nei sistemi.

Ogni sottoposto dispone di cinque statistiche: il Morale influenza tutte le altre abilità e lo “spirito combattivo”; il Pilotaggio è l’abilità principale di ogni pilota ed influenza anche le formazioni che possono essere impiegate dalle flotte; la Gestione migliora le riparazioni e le decisioni commerciali, oltre ad impattare sul raggio operativo delle navi e delle operazioni generali delle stazioni; l’Abbordaggio migliora la potenza d’attacco e la resistenza; l’Ingegneria migliora la velocità di riparazione e influenza tutti i tempi di risposta della nave.
Giocando e completando missioni di vario genere, che sono differenziate in termini di difficoltà, si potranno riscuotere diverse ricompense, tra cui i Crediti (Cr), per acquistare oggetti di vario genere alcuni utili per il crafting, arruola personale oppure acquistare e potenziare le navi con armamenti ed aggiornamenti sempre più performanti.
Non v’è un vero e proprio limite alle fazioni con le quali stringere accordi, a patto che queste non siano l’una avversaria dell’altra.
Lo scontro Tastiera vs Pad è decisamente acceso
Uno dei fattori più interessanti nel giocare su PC, è la possibilità di poterlo fare come si vuole.
Si ha la possibilità di giocare con la combinazione classica Mouse Tastiera oppure con un classico Pad (Xbox, PlayStation, Nintendo o terzi a seconda del gioco), personalmente parlando mi sono sempre trovato bene nella mia visione: quando in prima persona, si va di Mouse Tastiera; quando si guida od è in terza persona si va di Pad. X4: Foundations è complesso. Tecnicamente parlando, per la sua impostazione generale e per i contenuti che offre, sarebbe consigliabile l’utilizzo della combo Mouse Tastiera, ma la navigazione dà il meglio col classico Pad. Eppure, la gestione del target system è decisamente complicata: con la pressione del tasto Y si può cambiare target, il problema si presenta durante gli scontri ove si targhettano anche gli alleati, col rischio di incappare in un crollo della reputazione a causa del fuoco amico. Come ovviare al problema? Col mouse è possibile cliccare direttamente sui bersagli, sia dalla postazione da pilota che dalla mappa, quindi se si utilizza il Pad è bene avere anche il mouse a porta di mano per ogni evenienza; è possibile passare anche da un obiettivo all’altro premendo i tasti sulla tastiera PG su o PG giù.
Tolta questa “problematica” che riguarda gli utilizzatori del Pad, il feeling delle navi è senz’altro ben realizzato. Ogni nave ha le sue peculiarità, come i caccia che sono estremamente leggeri e pertanto sono rapidi nei movimenti, mentre le cannoniere risultano pesanti e decisamente lente, esistono molte altre navi che hanno feeling totalmente differenti, come le corriere, le navi minerarie, quelle da trasporto e via discorrendo.
È probabile che l’utilizzo del controller come ad esempio uno di quelli offerti da // Thrustmaster, possa donare un feeling nettamente migliore.

Un’esperienza in parte grezza
Se sulla carta X4 si dimostra essere un videogioco decisamente interessante in tutte le sue sfaccettature, da quelle “simulative” nel viaggiare nello spazio a quelle più tattiche nell’organizzare la propria flotta coi subordinati, all’atto pratico vengono fuori alcune importanti incertezze. X4: Foundations, sebbene uscito il 30 novembre 2018, è in grado di mettere in croce processori a 4 core come il i5-7600k, il motivo è chiaro: su schermo vengono caricati svariati elementi, tra cui navi manovrate dalla IA che hanno delle proprie routine, stazioni spaziali che possono essere realmente distrutte e fasci di asteroidi da quali recuperare materiali per il crafting, il tutto in uno spazio tridimensionale estremamente vasto.
Dal punto di vista grafico, gli scenari riescono a sorprendere con estrema efficienza, ciò che invece lascia sorprendentemente perplessi sono i modelli poligonali degli umani che soffrono di alcuni problemi dovuti al mal caricamento delle capigliature, mostrando – relativamente spesso – dei personaggi semicalvi.
Non mancano situazioni in cui il tutorial non si dimostra abbastanza completo, lasciando il giocatore in balia delle svariate feature, così come alcune missioni si dimostrano essere poco intuitive imponendo degli obiettivi sul primo momento infattibili.
L’immensità di X4 porta anche l’inevitabile scontro con bug di vario genere, tra tutti lo scenario più classico che si possa verificare in un gioco di questa portata: la classica missione che, per un’oscura ragione, si blocca e qualsiasi cosa faccia il giocatore non andrà mai avanti. Per tanto, non posso che consigliare di salvare spesso ed attivare il salvataggio automatico ogni 10-20 minuti.

A discapito di tutto, se catturati dal mood può essere una droga
Nel mio “giudicare”, sono sempre estremamente severo, ponendo alcuni difetti sopra determinati pregi qualora si dimostrano essere più preponderanti. Però va anche fatto presente che il “me giocatore” si discosta dal “me critico”, difatti X4: Foundations, nonostante quelle sezioni in cui mi sono trovato a passeggiare nelle stazioni spaziali a 20FPS, nonostante debba giocare col pad passando di tanto intanto al mouse, nonostante i bug di alcune missioni e per delle richieste che alcune volte sembrano un poco assurde, lo trovo dannatamente piacevole. Sia chiaro, questo è un angolo personale che voglio ritagliare per il gioco, che nelle sue ore di puro intrattenimento, mi ha regalato sensazioni non propriamente distanti da quelle emozioni che mi ha dato l’Ammiraglio Adamo col suo Galactica nella (più recente) serie di Battlestar Galactica.
Chiusa la parentesi personale, X4: Foundations è un gioco che fornisce una libertà smisurata al giocatore. Si possono creare flotte commerciali o da battaglia; si possono creare stazioni personali acquistando lotti “spaziali” e fondare anche dei propri imperi con leggi personalizzate, dichiarando guerra alle altre fazioni; si possono compiere una quantità d’azioni veramente notevoli.
Coi suoi competitor, X4 mostra ampiamente il fianco su alcuni aspetti, come un comparto tecnico per nulla esaltante ed una giocabilità non proprio ottimale se abituati al pad.
Pregi
- Libertà fornita al giocatore
- Varietà di meccaniche e funzioni
- Altissima varietà anche per le navi messe a disposizione del giocatore
- Scenari da spacca mascella
Difetti
- Ottimizzazione grafica
- Sistema di guida e di target non proprio funzionale
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