Warriors Abyss: Recensione di un nuovo genere il Roguelite/Musou che non sapevamo di volere
La trama: scusa per menare le mani
Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.
Warriors Abyss: Recensione di un nuovo genere il Roguelite/Musou che non sapevamo di volere
Oggi parliamo di un titolo che prende il genere Musou, lo trasforma in una formula roguelite e ci butta dentro pure un pizzico di Auto-chess. Perché? Perché le idee semplici non bastano più e dobbiamo sempre complicarci la vita. Parliamo del nuovo titolo di KOEI che, udite udite, è pure divertente!
Ebbene sì, il 2025 sembra proprio essere l’anno della serie Warriors. Dopo Dynasty Warriors: Origins il mese scorso, ora arriva a sorpresa Warriors: Abyss, uno spin-off che butta la classica formula Musou nel frullatore del roguelike. E il risultato? Un delirio di combattimenti veloci, combo devastanti e centinaia di nemici spazzati via con un solo colpo. Nulla di rivoluzionario, ma maledettamente divertente.
La trama: scusa per menare le mani
In Warriors: Abyss, impersoniamo un eroe del mondo di Dynasty Warriors evocato dal Re degli Inferi, Enma, per respingere l’invasione demoniaca di Gouma. Fine. Tutto qui. Nessuna rivelazione shock, nessun retroscena profondo: scegli un personaggio e picchia tutto ciò che si muove attraverso quattro piani infernali pieni di non-morti e boss disgustosi. Ah, e se speravi in una narrazione che si evolve run dopo run stile Hades, puoi anche metterti il cuore in pace. Qui si pesta e basta.
Probabilmente se dovessi paragonarlo ad un videogioco lo paragonerei alla Serie di Killing Floor riguardo la profondità della trama.
100 eroi, mille botte

Almeno la varietà di personaggi è rispettata: ci sono 100 guerrieri tra cui scegliere, anche se all’inizio ne avrai solo una ventina. Niente paura, però, perché lungo il percorso troverai alberi spirituali che ti permetteranno di evocare nuovi eroi per la tua run. Ognuno ha la sua abilità di supporto che può essere attivata in battaglia per scatenare devastanti attacchi ad area, un po’ come in Vampire Survivors. Sei di loro possono essere evocati contemporaneamente, creando situazioni di puro caos visivo.
In mezzo a tutto questo c’è un sistema di potenziamenti basato su ‘emblemi’ di diversi elementi (non solo fuoco, terra e fulmine, ma anche velocità, forza, evocazione, ecc.). Raccogliendone abbastanza, sbloccherai bonus progressivi che aumenteranno il tuo Battle Power, ovvero il numero che determinerà quanto sei forte. In pratica, puoi anche ignorare metà delle statistiche e semplicemente concentrarti su quel numeretto.
Ma se vuoi padroneggiare davvero il gioco, dovrai imparare a sfruttare le Tattiche Uniche: missioni specifiche che, una volta completate, sbloccano bonus potentissimi (tipo danni raddoppiati ai nemici storditi). Più ti addentri nelle meccaniche, più il gioco diventa un parco giochi per build sperimentali.
Gameplay
Dunque, il gioco è essenzialmente un Musou, ma con visuale isometrica, il che significa che anziché vedere il caos in prima persona, lo guarderai dall’alto con aria soddisfatta mentre fai fuori orde di nemici. La progressione è tipica di un roguelite: parti con il tuo personaggio base, sblocchi potenziamenti, raccogli artefatti con effetti positivi e negativi (perché non vogliamo vincere troppo facilmente, vero?), e affronti boss casuali che possono variare nel tempo.
Le meccaniche sono pensate per chi ama i Musou ma vuole un pizzico di strategia extra: ci sono sinergie tra i compagni, oggetti randomici e un sistema di progressione che ti lascia sempre con la sensazione di avanzare, anche quando il gioco cerca di abbatterti moralmente con la difficoltà crescente.
Formazioni e strategie
Oltre agli eroi e ai loro emblemi, ci sono anche le Formazioni, che influenzano le strategie delle tue run. Ogni formazione aggiunge bonus passivi e modifica il comportamento delle tue mosse. Ad esempio, la formazione ‘Corna di Cervo’ migliora la difesa in base a quanti emblemi elettrici hai. Altre, invece, cambiano il modo in cui concludi le combo, creando esplosioni elementali alla fine di ogni sequenza. Più avanzi, più sblocchi nuove Formazioni e più puoi personalizzare il tuo stile di gioco.
Il combattimento: Il Musou che si crede un Roguelike






Se hai giocato un qualsiasi Dynasty Warriors, sai già cosa aspettarti: attacchi leggeri e pesanti, combo devastanti e centinaia di nemici falciati in un batter d’occhio. L’unica differenza è che ora devi scegliere con attenzione quali eroi evocare nel mezzo di una combo. Una light attack seguita da una heavy evocherà il primo eroe, due light e una heavy il secondo, e così via. È un sistema sorprendentemente tattico che aggiunge un po’ di profondità alla formula classica.
Il combattimento resta comunque Warriors al 100%: Zhang He che fende l’aria con i suoi artigli, Xiaoqiao che lancia ventagli mortali mentre schizza sul campo di battaglia… e il tutto con una visuale isometrica che aiuta a capire meglio cosa diavolo sta succedendo mentre il tuo schermo esplode in un tripudio di colori e particelle.
A rendere il tutto ancora più spettacolare ci pensano le due mosse finali: la classica Musou, che scatena una tempesta di colpi inarrestabili, e l’Assemble Gauge, che permette di evocare tutti i tuoi eroi contemporaneamente per una carneficina di 30 secondi. Con gli upgrade giusti, questa mossa si trasforma praticamente in una bomba nucleare che spazza via intere arene.
Sfida e progressione

Come ogni roguelite che si rispetti, la progressione avviene su più livelli. Da una parte, il classico “più giochi, più i tuoi eroi salgono di livello”, dall’altra un sistema di risorse chiamato “Anime” che serve per sbloccare nuovi personaggi, formazioni e, a lungo termine, armi eroiche. Perché usare le armi subito quando puoi sudare sette camicie per trovarle casualmente ad ogni run?
Warriors: Abyss sa essere cattivo quando vuole. La maggior parte degli attacchi nemici sono con Area di Effetto (ovvero viene visualizzato a terra l’area di danno) o proiettili, quindi devi stare sempre in movimento. Il dash ha un cooldown inizialmente severo, il che rende alcuni scontri molto più punitivi del previsto. Eppure, proprio questa sfida rende il gioco più interessante, soprattutto quando inizi a sperimentare con personaggi più veloci e fragili come Xiaoqiao o Nene, con i quali consiglio di iniziare le prime run.
La progressione è ben studiata: ogni volta che completi una run, ottieni valute permanenti (Cristalli Karma e Lacrime di Sangue) che puoi spendere per sbloccare nuovi eroi e formazioni. Anche se fallisci, guadagni comunque bonus alle statistiche base di tutti i personaggi. In pratica, è un classico caso di “un’altra partita e poi smetto”… che dura fino alle 3 di notte.
Ah, e niente livelli di difficoltà finché non batti il gioco almeno una volta. O giochi alle loro regole o niente.
Aggiornamenti futuri
KOEI ha già promesso aggiornamenti gratuiti con 5 nuovi eroi della fazione Jin. Ma la speranza è che ne aggiungano altri, magari presi da altre IP come Nioh, Ninja Gaiden, Dead or Alive o Toukiden. E perché no, qualche guest star da One Piece, Berserk e Attack on Titan. Dai KOEI, fateci sognare.
Anche più boss non sarebbe male. Magari varianti degli esistenti, con effetti elementali diversi giusto per farci maledire la nostra esistenza mentre affrontiamo un Ciclope infuocato che ci arrostisce con un attacco AoE a sorpresa.
Futuro e conclusioni

E sapete cosa renderebbe questo gioco ancora più figo? Un bel co-op a due giocatori. Immaginate di affrontare orde infinite con un amico, mentre discutete delle scelte discutibili della vostra build e di quanto la RNG vi abbia appena rovinato la run.
Warriors: Abyss riesce a trasformare il classico gameplay Musou in un’esperienza roguelike sorprendentemente efficace. Certo, non ha la profondità narrativa di Hades né la personalizzazione infinita di altri roguelike, ma il mix tra combattimenti spettacolari, un roster enorme e un sistema di progressione intelligente lo rendono irresistibile.
Se sei un fan della serie o ami i roguelike frenetici, che usi solo come scacciapensieri, questo gioco è una bomba perché, il gioco è un mix tra Musou, roguelite e strategia che riesce a trovare un ottimo equilibrio tra potenza e sfida. Se vi piace abbattere nemici a centinaia con una progressione sempre stimolante, dategli un’occhiata.
Se volevi un nuovo Warriors con una marcia in più, eccolo qui. E chissà, magari questo è solo l’inizio di una nuova direzione per il genere Musou, vedremo altre Ip buttarsi in questo nuovo genere, alla fine non è diverso da quello che ha fatto un Vampire Survivors o un Dark Souls (ideando un nuovo genere derivato da altre idee di gioco ndr).
E ora, torno a grindare Anime sperando di sbloccare quel dannato eroe che continua a sfuggirmi perché costa 5000 anime ed è nella mappa in fondo a destra come il cesso e devo attraversare tutti i nodi per sbloccarlo.
CONSIGLIATO
- 100 personaggi giocabili, pura festa per i fan
- Combat system fluido e adattabile a ogni stile
- Progressione solida e sempre appagante
- Ci vuole un po’ di tempo per entrare nel concetto e loop di gioco
- Narrazione inesistente, giusto un pretesto per menare
- A volte un po’ caotico, specialmente nelle fasi avanzate