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Editoriali 03 OTTOBRE 2026 • 10 MIN LETTURA

Wardogs: Provato il nuovo FPS sandbox del momento da 3 milioni di copie

// ESTRATTO_BY_AI Wardogs, il fenomeno FPS multiplayer in Early Access su Steam, raggiunge 3 milioni di copie con gameplay dinamico e ruoli personalizzabili.

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

// Q-Gin Wardogs – FPS Multiplayer in Accesso Anticipato
Wardogs
// SCHEDA_GIOCO

Wardogs

// PIATTAFORME Xbox Series X|S, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5
// USCITA 10/09/2026

Wardogs è il fenomeno del momento, così come lo è stato ARC Raiders. Il successo di Bulkhead ha raggiunto 3 milioni di copie vendute e picchi di oltre 300.000 giocatori connessi simultaneamente, che si traducono in server costantemente affollati. Contando che attualmente è disponibile esclusivamente su Steam, in Accesso Anticipato: nessun altro store digitale e nessun’altra piattaforma.

Gli autori non sono nuovi sulla scena, nel loro passato ritroviamo Killrun, Battallion 1944 ora in versione free-to-play “Battalion: Legacy”, The Turing Test e Pneuma: Breath of life. Videogiochi che su Steam hanno una valutazione “Nella media” a eccezione di The Turing Test, figurando “Molto positiva“. A conti fatti Wardogs è un videogioco che ha spiazzato sostanzialmente tutti, ma che videogioco è e a chi potrebbe essere rivolto? Tenterò di rispondere a queste domande grazie a un codice fornito dal publisher Team17 e anche alla mia esperienza di gioco maturata durante le fasi Alpha e Beta, avendo partecipato attraverso le richieste pubbliche di Steam e del portale // Player.

FPS Multiplayer dall’esperienza sandbox, in una mappa decisamente vasta nella quale creare vere e proprie basi

Rispondendo alla prima domanda, è sostanzialmente un FPS di stampo esclusivamente multiplayer dove 100 giocatori, suddivisi in tre fazioni, si affrontano nella zona centrale dell’immensa mappa per acquisire più punti: vince chi arriva a 100. I giocatori sono chiamati a rivestire un ruolo attivo, ma senza essere “imbrigliato” dalla scelta di una classe, che può essere quello del ricognitore o del medico, ma anche del trasportare di truppe o rifornimenti (destinati alla base o ai compagni). La “scelta” è determinata dall’equipaggiamento scelto, in questo senso Wardogs permette un approccio estremamente dinamico, fornendo ai giocatori la possibilità di creare un proprio loadout personalizzato e ibrido, grazie alle armi e gli oggetti unici di cui dispongono i vari ruoli.

Attualmente i ruoli si suddividono in:

  • Assaltatore;
  • Medico;
  • Supporto;
  • Ricognitore;
  • Conducente;
  • Pilota.

Dunque, per incrementare i punti esperienza generati durante le partite, basta selezionare le armi e gli oggetti e utilizzarli. L’eccezione è rappresentata dai due ruoli Conducente e Pilota, infatti i loro livelli possono incrementati soltanto attraverso l’utilizzo dei veicoli e velivoli.

Per entrare nel merito del loadout, devo prima chiarire un concetto posto alla base dell’intero gameplay. A differenza di buona parte dei videogiochi multiplayer, Wardogs appartiene alla “categoria Counter-Strike”. I giocatori non hanno un loadout salvato e pronto all’uso. Ogni volta, a inizio partita o quando si sceglie di ritornare in partita dallo spawn principale, ogni giocatore è chiamato ad acquistare l’equipaggiamento con la valuta di gioco. Questa meccanica è profondamente legata a una delle dinamiche del gameplay: il gioco di squadra. Lo scopo è quello di incentivare il supporto tra i giocatori, in questo caso l’essere rianimati da un proprio compagno di fazione ed evitare di perdere il denaro investito sull’equipaggiamento (oltre al fatto che ritornare nella zona calda richiede tempo prezioso!).

Il più grosso punto a sfavore di Wardogs potrebbe essere rappresentato da un mix di due fattori: il sistema di progressione, che permette di accedere a un equipaggiamento sempre migliore, e la completa assenza di un matchmaking dovuto dalla presenza di un browser dei server, diviso tra Ufficiali e Community, Infantry Mode e Low Level. Questa scelta potrebbe generare un senso di frustrazione nei confronti dei giocatori che si ritrovano ad affrontare i “veterani”, dirottandoli nelle retrovie, verso la gestione della base o nel solo trasporto, indebolendo la prima linea.
Va comunque detto che in questo caso si parla al condizionale. Un po’ perché è troppo presto per esserne certi, essendo uscito da poco, e un po’ perché la Seconda Stagione potrebbe cambiare le carte in tavola: annunciata con un brevissimo teaser, con il suo arrivo atteso per il 15 ottobre.

Creare, ampliare e difendere la base, occuparsi del trasporto oppure dirigersi verso il conflitto a testa bassa? La mia esperienza di gioco

Durante le mie diverse sessioni di gioco ho sperimentato alcuni approcci differenti, a eccezione di uno soltanto: il Pilota, quindi non posso esprimermi sul sistema di volo (nella zona di tiro è possibile sperimentare con tutti i contenuti del gioco, dalle armi ai velivoli, prossimamente sperimenterò anche nel volo). Mi sono dunque occupato di trasportare i compagni dallo spawn fino a un obbiettivo coi veicoli di terra, sono stato un ricognitore (leggasi cecchino), ma anche medico e, all’occorrenza, assaltatore armato anche di esplosivo per detonare le difese nemiche. Insomma, nel mio piccolo ho dato una “prima” occhiata generale a ciò che può offrire Wardogs.

Ognuno di questi ruoli può avere un impatto sull’andamento della partita, in base alle proprie prestazioni. Per porre un qualche esempio, il trasporto truppe è utile quando i compagni non possono optare per lo spawn sul APC (mezzo corazzato), è ancor più utile quando si trasportano anche dei rifornimenti: classico scenario da due piccioni con una fava, dove si trasportano materiali od oggetti verso una base in costruzione e al tempo stesso si trasportano dei rinforzi.
Sebbene possa sembrare noioso viaggiare avanti e indietro, sono gli imprevisti a donargli quel gusto in più. Come ritrovarsi su una strada minata dagli avversari oppure soccorrere dei compagni che hanno subito un agguato. Ci sarebbe anche la soddisfazione data dalle donazioni dei compagni e dalla ricompensa per aver completato un trasporto (se fila tutto liscio), e si riceve un extra se i compagni dovessero sopravvivere per un breve lasso di tempo una volta scesi dal veicolo.

Mentre quello del conducente è un ruolo che prende le distanze dalle linee nemiche, a eccezione di quando si sbloccano i mezzi corazzati più “impegnativi”, gli altri permettono di immergersi nel conflitto: che sia il ricognitore che s’apposta in un bosco, col proprio binocolo per evidenziare i nemici e colpirli col fucile di precisione, oppure il medico che si getta nella mischia per supporta i propri compagni. Ogni ruolo può essere intrecciato agli altri ed è esattamente quello che ho provato giocando, come dare priorità al ruolo Supporto tra l’ampliamento delle basi e la riparazione dei veicoli e velivoli. Oppure guidare un veicolo e soccorrere i compagni caduti negli scontri.

La natura sandbox si percepisce costantemente ed è merito di tutte le meccaniche di gioco che si ben legano tra di loro. Tenendo a mente che le partite possono arrivare a durare circa 1 ora e mezza, sono molte le azioni che possono essere intraprese durante il corso di una singola partita.

Per esempio quanto successo nella clip sottostante. Armato di una banalissima GGX 17, ovvero la prima pistola che viene concessa, perché mi stavo dedicando al supporto con chiave inglese e martello, ho preso la decisione di gettarmi nella battaglia. Avevo notato che dei compagni erano bloccati a causa del fuoco di soppressione di alcuni avversari, di conseguenza ho preso la decisione di aggirarli. Con una certa pazienza, così da non farmi scoprire.
Le dinamiche che si creano in una partita sono così variegate che permettono, con un briciolo di fortuna, di trovare casualmente uno zaino di un altro giocatore ormai “andato”. Ma la fortuna sta tutta nel contenuto: un AK74 con tanto di munizioni. Perfetto. Così ho potuto dirigermi verso gli avversari che stavano tenendo sotto scacco i miei compagni (silenziosamente) finché non li ho trovati. Dopo di ché, ho preso la mira e c’ho brutalmente svuotato il caricatore. Portandomi a casa questa piccola vittoria personale.

Il rovescio della medaglia

Al tempo stesso, è proprio questa natura sandbox ha compromettere l’andamento di una partita. Come potenziale complice l’assenza di un matchmaking in grado di bilanciare le fazioni. Allo stato attuale è possibile ritrovarsi a contendere la zona centrale della mappa con una decina di compagni, sparsi per tutta la superficie di interesse. Questo può capitare spesso e volentieri, mentre gli avversari si ritrovano con una quantità di giocatori “attivi” in campo nettamente superiore.

Il problema centrale sta proprio nel fatto che non esiste un limite massimo di giocatori che possono occupare un ruolo di supporto nella base o di trasporto. Di conseguenza è facile ritrovarsi con situazioni dove un manipolo importante di giocatori si trova a costruire ossessivamente nelle basi o che si occupano di trasporto, tra veicoli di terra e aria. Quindi lo scenario che si va a disegnare prevede una condizione nella quale, la fazione, si ritrova una situazione di sbilanciamento interno piuttosto importante. Con il risultato ultimo di perdere la partita e anche con un divario estremamente ampio rispetto alla fazione vincente.

Un Unreal Engine 5 sfruttato che non dà particolari noie

Se di Wardogs alla fine della fiera mi è personalmente piaciuto buona parte del pacchetto offerto, uno degli aspetti che più mi ha sorpreso è l’utilizzo del Unreal Engine 5. Con le impostazioni grafiche settate su “Eccessivo”, ovvero al massimo possibile, non è presente il minimo fenomeno di stuttering e le prestazioni si rivelano estremamente stabili e solide col DLSS attivo su Qualità. Altrimenti impostando il tutto su “Alto” […]

L’unica nota un po’ stonata, è il classico fenomeno del pop-in, estremamente visibile sulla vegetazione. Va comunque detto che, grazie alla staticità generale delle partite all’interno della zona centrale dove l’attività è più intensa, questa problematica non assume una particolare importanza.

Al netto di ciò. Le impostazioni presenti sono decisamente numerose, permettendo un’ottima scalabilità generale. Qualora l’hardware non riuscisse a gestire la situazione, entrano in gioco gli Upscaler. Sono infatti presenti il DLSS di Nvidia, FSR di AMD e XeSS di Intel.

Nel complesso soddisfa, ma a chi può essere indirizzato?

Per il momento Wardogs è un videogioco soddisfacente. Nel suo insieme, tra i ruoli e le meccaniche di gioco, il sistema di shooting che si pone in una zona di confort che non invade il segmento dei simulatori, l’aspetto che rappresenta un’incognita è proprio quello che ho apprezzato maggiormente: sandbox.
La sua natura sandbox è un po’ Dottor Jekyll e Mr. Hyde, porta con sé una libertà d’azione estremamente apprezzabile, ma al tempo stesso si può rivelare così eccessiva da portare a un costante sbilanciamento. Il problema potrebbe essere semplicemente temporaneo, d’altronde la community è ancora giovane e le dinamiche interne devono essere ancora comprese. Insomma, la cura potrebbe essere il tempo oppure un intervento diretto da parte dello studio Bulkhead.

Con l’arrivo della seconda stagione, il 15 ottobre, comprenderemo anche quale sarà la direzione (nel concreto) da parte dello studio. Come deciderà di supportare il titolo e quale sarà il suo approccio nell’introduzione di nuovi contenuti.

Per rispondere alla fatidica domanda, “a chi può essere indirizzato?“, la risposta non è propriamente semplice. Wardogs è estremamente lontano dalla natura frenetica dei consueti Call of Duty, Overwatch o il “recente” Battlefield 6. Pertanto se si ha il pallino di questi approcci, è chiaro che forse è meglio starne alla larga. Wardogs è un titolo che richiede pazienza e tattica, consapevolezza della mappa e della sua conformazione, ma anche un marcato gioco di squadra. Probabilmente i giocatori più interessati, potrebbero essere gli appassionati dei vecchi Battlefield, ma anche di Squad o del franchise WWI.

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