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Recensioni 09 APRILE 2025 7 MIN LETTURA

La versione PC di The Last of Us Parte 2, è tra i migliori porting PlayStation PC – Recensione

The Last of Us Parte 2 Remastered vale davvero i suoi 49,99€

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

La versione PC di The Last of Us Parte 2, è tra i migliori porting PlayStation PC
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La versione PC di The Last of Us Parte 2, è tra i migliori porting PlayStation PC – Recensione

Vorrei far trasparire tutto il mio entusiasmo di quell’istante in cui, avviando The Last of Us Parte 2, ho visto la telemetrica di CapFrameX. Negli ultimi tempi, i videogiochi pubblicati su PC, nel bene e nel male, han presentato problemi di ogni sorta. Prendendo alcuni dei videogiochi giapponesi più recenti, come Monster Hunter Wilds, Rise of the Ronin o Bleach: Rebirth of Souls, c’è quasi da mettersi a piangere, d’altronde si parla di produzioni insoddisfacenti sotto la lente del comparto tecnico. Poi esce lui: The Last of Us Parte 2 Remastered, dopo quel fallimentare lancio della Parte 1 e dopo un Marvel’s Spider-Man 2 non proprio convincente. Un videogioco che, inizialmente, aveva Iron Galaxy dietro al suo sviluppo, ma le cose sono cambiate dopo i diversi licenziamenti che hanno colpito lo studio portando Nixxes alla sua gestione.

Chi segue Q-Gin, sa bene che The Last of Us Parte 2 non mi ha entusiasmato. A onore del vero, trovo che il primo capitolo (per il momento) sia semplicemente inarrivabile da quella che è la Naughty Dog di oggi, per i suoi personaggi e la sua storia. Quindi, considerando che già è stata scritta una recensione completa [// The_Last_of_Us_Parte_2_–_Recensione_di_un_capolavoro?] alla quale si contrappone un editoriale [// The_Last_of_Us_Parte_2:_un_videogioco_nato_vecchio], qui mi occuperò di spendere qualche parola su questa versione che m’ha lasciato a bocca aperta.

The Last of Us Parte 2 Remastered vale davvero i suoi 49,99€

Build PrincipaleBuild Secondaria
OSWindows 11 Home 64-bit 26100.3624Windows 11 64-bit Home 26100.3476
CPURyzen 7 9700XRyzen 7 5800X
Scheda MadreMSI Mag B650 Tomahawk WifiMSI Mag B550 Tomahawk
GPURTX 4070Ti SuperRTX 4060
Driver GPU572.83572.70
Ram32GB da 6000MHz32GB da 4000MHz
Risoluzione monitor3440×14401920×1080
Da notare che, attualmente, entrambe le build sfruttano i driver Nvidia accusati di arrecare problemi prestazionali e di stabilità alle varie RTX 30 e RTX 40.

Come esordito, in un panorama come quello attuale dove vengono pubblicati videogiochi problematici, questo The Last of Us Parte 2 Remastered è una boccata d’aria fresca. Dal punto di vista prestazionale c’è ben poco da dire, il gioco è stato provato col preset Max, ma col DLSS e Frame Generation disattivati, e gira in maniera eccelsa. Certo, non mancano alcuni micro-stuttering quando si accede ad una zona ampia, però il fenomeno è talmente irrisorio da non destare alcun problema nella fruizione.
Sulla build principale col formato 21:9 abilitato, The Last of Us Parte 2 si comporta divinamente, mantenendo una media di 100FPS con un frametime che in media si attesta attorno ai 10ms. Ottime sono anche le prestazioni sulla build secondaria, dove nel peggiore dei casi il framerate si attesta sulla media dei 60FPS, accompagnati da un frametime solido ma attorno ai 12ms. Per entrambe le configurazioni, è scontato riportarlo, ma è possibile incrementare gli FPS grazie al DLSS 3.7, che sembra essere stato implementato piuttosto bene.

A sinistra “preset Base”, a destra “preset Max”

Dal punto di vista delle opzioni grafiche, ormai PlayStation PC sta abituando bene la propria utenza. Infatti sono presenti numerosissime opzioni per modulare al meglio la propria esperienza, offrendo anche la possibilità di nascondere parte dell’interfaccia così da poter verificare in tempo reale le modifiche apportate. Fattore non di poco conto, ogni modifica presenta una piccola infografica relativa l’impatto sulle CPU, GPU e VRam.

È stato fatto un buon lavoro anche nel ramo delle tecnologie adottate, includendo il già citato DLSS assieme alla Frame Generation di Nvidia, ma anche il FSR 3.1 e Frame Generation di AMD e, per concludere, lo XeSS di Intel. È anche possibile adottare come anti-aliasing il DLAA di Nvidia, il FSR 3.1.0 AA Nativo di AMD e lo XeSS AA Nativo di Intel.
The Last of Us Parte 2 Remastered supporta anche i monitor UltraWide senza problemi. All’interno del menù “Schermo” è presente anche l’opzione “Bande laterali cinematografiche” che permette di rimuovere le barre poste ai lati del monitor durante le sequenze. Questa impostazione è stata resa opzionale e attivata di default perché possono verificarci bug come compenetrazioni.

Al netto di ciò, segnalo che The Last of Us Parte 2 è un videogioco decisamente avido lato CPU. Nel caso delle due build, non è raro ritrovarsi con la percentuale di utilizzo della CPU che raggiunge picchi elevati durante le sequenze di gioco, arrivando a toccare il 60/70% di utilizzo. Invece, durante le sequenze video, può capitare di notare picchi al 100% perché, in background, viene eseguito un precaricamento degli shader. Fattore che non esclude, purtroppo, un breve precaricamento ogni volta che si riprende la partita da dove la si aveva lasciata.

Visivamente fa ancora la sua bella figura

C’è poco da dire contro Naughty Dog quando si parla di “grafica”. Di base si parla di uno dei migliori studi Sony che riesce a confezionare dei prodotti con un ottimo comparto visivo, mescolato con una direzione artistica decisamente di buon livello. Questo mix, permette ai loro videogiochi di “invecchiare” bene. Se già il primo The Last of Us, nella sua versione Remastered per PlayStation 4 è tutt’oggi un bel vedere, questo The Last of Us Parte 2 non è certamente di meno: sia nella versione “vanilla” rilasciata nel 2020 per PlayStation 4, sia oggi in questa veste per PC.


A sinistra “preset Base”, a destra “preset Max”

Uno degli aspetti che trovo più riusciti di questa versione PC, è la scalabilità delle impostazioni grafiche e il loro impatto estremamente minimo nella resa visiva. Tenendo a mente che le prove sono tate effettuate su due configurazioni con hardware recente, il miglioramento prestazionale nel diminuire le varie impostazioni conferisce un miglioramento importante lato prestazioni con un ottimo compromesso dal punto di vista visivo. Infatti, ed è qui che sorprende il lavoro svolto da Nixxes, è decisamente sorprendente quanti pochi dettagli si perdono passando da Max a Medio, da Medio a Minimo, da Minimo a Base. Da Max a Base le differenze si notano, ma una cosa è certa: non si passa da un prodotto cinematografico ad un altro da “potato graphics”.
La scalabilità sorprende anche negli ambienti chiusi, dove anche il preset Base (inferiore al Minimo) riesce a preservare un buon impatto visivo, riuscendo comunque a restituire un buon colpo d’occhio grazie alla buona illuminazione generale e ai riflessi, nonostante siano stati realizzati mediante Screen Space Reflections (e quindi niente Ray Tracing).

Le segnalazioni dalla community Steam

La situazione su Steam, generalmente, è decisamente rosea: la valutazione è Molto positiva, elogiandone anche l’ottimizzazione. Sono in molti a segnalare la buona ottimizzazione, ma non mancano utenti che invece hanno riscontrato alcune problematiche. Considerando che non tutti menzionano la propria configurazione, alcune delle problematiche ripetute più spesso vedono protagonisti crash e stuttering dovuti al caricamento degli shader, qualcun altro si scontra con delle schermate nere. Basandomi sulle poche informazioni diffuse, non riscontro alcun pattern.

In conclusione

The Last of Us Parte 2 Remastered funziona. Sembra banale dirlo, ma nel periodo attuale è un caso più unico che raro. Soprattutto in questo primo quadrimestre del 2025, dominato da una serie di videogiochi (soprattutto giapponesi) che hanno portato più problemi che altro [// vi_rimando_ad_un_mio_articolo_dedicato_all’argomento].
La suite di tecnlogie disponibili è ottima, ma non perfetta. La mancanza del DLSS4 è certamente un peccato, ma la sua assenza non s’avverte più di tanto, anche perché l’ottimizzazione è davvero di buon livello. Ottima anche la scalabilità delle impostazioni grafiche, che riesce a restituire un ottimo colpo d’occhio anche con dei settaggi più bassi rispetto al preset “Max”, così come è ottima la stabilità generale delle prestazioni. Nonostante ciò, è un po’ anomalo l’eccessivo utilizzo di CPU durante le sessioni di gioco.
Certamente non mancano alcuni bug e glitch, come quello del // flickering_a_cui_ho_dedicato_un_articolo, che poi s’è rivelato essere casuale (infatti in una seconda partita nella build principale non si è verificato, così come non si è verificato nella seconda build). Segnalo che in un paio di occasioni il gioco si è chiuso improvvisamente.

Nonostante ciò, lo studio Nixxes ha preso in mano il progetto in corso d’opera ed è riuscito a compiere un miracolo (se si pensa alle pessime condizioni di The Last of Us Parte 1, ad opera di Iron Galaxy), per tanto mi sento di promuovere il lavoro svolto. Ora non resta che attendere i prossimi videogiochi “By PlayStation” per capire se questo diverrà uno standard.

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