Sunblaze la Recensione del platform difficile, ma divertente

Sunblaze la Recensione del platform difficile, ma divertente 1

A cura di Giuseppe Zetta

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Come introduzione posso dirvi che Sunblaze, sviluppato dal team Games from Earth, rientra tra quei platform difficili che si divertono a mettere a dura prova la pazienza, i nervi e i controller dei videogiocatori. Se avete amato il platforming con precisione al millimetro di titoli come Valfaris, Hollow Knight e Super Meat boy, questo gioco farà al caso tu, tanto che potresti evitare di leggere questa recensione. Anzi, sai cosa? Te lo dico fin da ora, il gioco è più che consigliato! Lo consiglio anche al fan di Celeste, che ha adorato il titolo per la sfida platform, con la combinazione di poche azione basilari.

Se non ti ho ancora convinto, entrerò nel dettaglio del titolo, per fartelo comprendere al meglio delle mie possibilità.

Salta, Scatta e Arrampicati: Sunblaze

Il gioco è composto da 6 capitoli, al cui interno ci sono molti livelli, ognuno dei quali si compone in una “schermata” da completare.

Josie, il tuo alter-ego virtuale, non ha una barra della vita. Esatto, morirà non appena qualcosa la colpirà, ce ne saranno un sacco di robe pronte a farle male, anche in modo combinato.

I livelli si evolvono in termini di temi e ostacoli aggiunti nel corso del gioco, ma il tuo set di mosse generalmente rimane lo stesso, ovvero possibilità di saltare, doppio salto, scattare a sinistra-destra e arrampicarsi sui bordi.


Sunblaze mi ha colpito particolarmente, perché è il primo titolo che davvero sembra rispettare a pieno “le regole del divertimento nello sviluppo di un videogioco“.


I primi due capitoli fungeranno, essenzialmente, da Tutorial. A loro interno vedrai (ed avrai modo di apprendere) tutte le dinamiche che incontrerai fino alla fine dell’avventura. Finito il tutorial avrai imparato tutto quello che serve per padroneggiare il gioco nei capitoli successivi, ma come ho detto nel paragrafo precedente, ogni livello è studiato in modo impeccabile, aggiungendo nuove sfide e dinamiche di gioco ogni qual volta avrete padroneggiato al 100% le precedenti.

Quindi al contrario dei titoli citati ad inizio recensione, che in alcune sezioni sono palesemente sbilanciate o rese difficili di proposito dal game designer di turno, qui la difficoltà è incrementale nel vero senso della parola, quando supererai il quadro, significa che ormai hai padroneggiato quella dinamica, perciò livello dopo livello diventerai sempre più bravo nel superare le prove che ti si pareranno davanti.

La calibrazione della difficoltà è così ben studiata da fare di Sunblaze un droga: livello dopo livello, meccanica nuova padroneggiata dopo meccanica, anche perché (spesso e volentieri) è più una questione di decidere come affrontare il livello, che una prettamente di riflessi, la filosofia non differisce da come va giocato un qualsiasi souls-like.

Il Trial and Error non sarà mai davvero frustrante, ma dopo tanta frustrazione avrai di ritorno un grande appagamento, per aver superato il capitolo precedentemente. Sunblaze ti farà capire davvero cosa vuol dire avere Memoria muscolare.

Grafica di gioco e interfaccia

Per esser un gioco pixel art c’è una cura maniacale del dettaglio, dagli insetti intorno al neon, fino alla proiezione dell’ombra del tuo personaggio in prossimità di neon, di laser o altre fonti luminose, per non parlare di un effetto simil HDR. A dire il vero, per mio background videoludico, è la prima volta che vedo dei dettagli così curati in un titolo in pixel art 2D.
Nelle impostazioni varie c’è tutto quello che serve per un nerd del genere, di scuola platform di Edmund Mcmillan, dal conteggio morti come End is High e altre statistiche a video da nerd attivabili per sfidare se stessi, rendendo il titolo adatto per Speedrun o sfide da portare in live su Twitch.

Platform difficile, ma accessibile

Se si è proprio negati e si vuole giocare il titolo senza pensieri, gli sviluppatori, dal menù di pausa, hanno messo a disposizione il menù accessibilità, grazie al quale permette di impostare le meccaniche di gioco a proprio piacimento, attivando invincibilità o scatti infiniti e così via, al fine di venire in contro all’esigenze del videogiocatore. Inoltre è stata creata anche una modalità chiamata Zen Mode, dove si può affrontare il titolo così come ideato dagli sviluppatori, ma a difficoltà ridotta.

Per farla breve, potrei affermare in tutta tranquillità che non si ha alcuna scusa per non dare un’occasione a questo puzzle platformer, creato da Games from Earth.

Trama

La storia di Sunblaze è avvincente, scherzosa e, a tratti drammatica, ma a dire il vero non è il punto forte dell’opera di Games from Earth se paragonata a titoli come Braid o Celeste, è più un pretesto che funge da collante per farti proseguire nel titolo e farti appassionare.
In questo rapporto tra padre, figlia e animale domestico, c’è da dire che il finale è fottutamente divertente e ti da la giusta soddisfazione per aver finito il videogioco.

La colonna sonora è semplicemente impeccabile.

Concludendo la recensione

Il design affascinante è contrastato dai sanguinosi ostacoli che ti attendono ogni livello, creando una sfida divertente che non ti lascerà con troppi controller rotti, anzi ti risucchierà in un vortice di competizione contro te stesso. Se poi non sei avvezzo al genere, ma ne sei comunque incuriosito, puoi sempre metter mano alle impostazioni relative all’accessibilità, così da renderlo più conforme ai tuoi gusti/standard.

Per quanto mi riguarda, può essere inserito nell’olimpo dei migliori titoli del Genere, quindi come ho detto ad inizio recensione, se ti piace il genere, non devi lasciartelo sfuggire!
Mentre se non sei propriamente appasionato del genere, ma ami comunque i platform io consiglio di dargli una chance, potrebbe sorprenderti.

Consigliato prevalentemente agli amanti del genere dei platform.

Pregi

  • Difficoltà crescente e bilanciata
  • Graficamente ed esteticamente d’alto livello
  • Estremamente accessibile

Difetti

  • Trama che funge semplicemente da pretesto

Sunblaze è disponibile per Windows 10, Linux, Mac Osx e Nintendo Switch!


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Di Giuseppe Zetta

Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.