Recensione – Wild Hearts S su Switch 2: una caccia ai mostri divertente, ma non senza compromessi
Prestazioni su Nintendo Switch 2
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Recensione – Wild Hearts S su Switch 2: una caccia ai mostri divertente, ma non senza compromessi
Quando Wild Hearts uscì nel 2023, lo giocai con entusiasmo, pur riconoscendone alcuni difetti tecnici. Nonostante diversi aggiornamenti post-lancio, non tornai più sul titolo, preso da altri impegni, quindi mai finito, vi lascio una recensione del gioco in sé // di_cui_mi_fido. L’arrivo di Wild Hearts S su Nintendo Switch 2 mi è sembrata l’occasione perfetta per riscoprirlo.
Wild Hearts S è tornato con una nuova edizione ottimizzata: meno peso, più azione e una mappa open world davvero ispirata. È il momento di rivalutare il cacciatore di Kemono che (forse) hai ignorato all’uscita.
Dal punto di vista dei contenuti, Wild Hearts S è pressoché identico all’originale: nessuna espansione, solo alcuni aggiustamenti nelle opzioni e nel bilanciamento generale. Se quindi hai già investito decine e decine di ore nel gioco originale, qui troverai poco di nuovo. Tuttavia, la possibilità di giocarlo in mobilità e con qualche novità tecnica può giustificare un secondo giro per chi ha voglia di tornare ad Azuma.
Prestazioni su Nintendo Switch 2
La grande curiosità era vedere come il gioco si comportasse sulla nuova console di Nintendo. La risposta è: bene, ma non benissimo. La grafica mostra ancora texture piatte, caricamenti visivi ritardati e pop-in evidenti, soprattutto nelle zone elevate dove si notano stacchi netti tra elementi ad alta e bassa risoluzione. In alcune aree come Natsukodachi Isle il pop-in è davvero marcato, rendendo l’esperienza meno immersiva.
Il frame rate, sebbene non disastroso, è altalenante: si notano cali durante le fasi più caotiche e nei combattimenti contro i Kemono più grandi. Fortunatamente, questi cali non compromettono seriamente la giocabilità, ma possono risultare fastidiosi, soprattutto per chi cerca un’esperienza fluida.
Purtroppo, con la presenza di Cyberpunk 2077 su Nintendo Switch 2, l’asticella sulle aspettative riguardo la qualità di questi porting si è alzata di parecchio: non siamo pronti a gridare al miracolo come accaduto con Hogwarts Legacy, DOOM (2016) e The Witcher 3 in versione Nintendo Switch.



Nonostante tutto, i personaggi e i mostri conservano un buon livello di dettaglio. I Kemono, in particolare, restano uno degli elementi meglio realizzati: una volta abbattuti, si può apprezzare il lavoro fatto su ogni singolo modello. Anche la città di Minato mantiene il suo fascino, con ambientazioni ben caratterizzate.
Novità rispetto all’originale
Una delle principali aggiunte è la modalità cooperativa per quattro giocatori, contro i tre del gioco originale. Ho potuto testare solo il multiplayer online in due, che si è rivelato stabile e funzionale. Inoltre, è ora possibile giocare in locale tramite la connessione wireless, anche se non ho avuto occasione di provarlo direttamente.
Il sistema di Karakuri, che permette di costruire elementi in battaglia come trampolini, muri o zone di cura, aggiunge varietà e strategia ai combattimenti. Questo, unito all’ampia selezione di armi (dal tradizionale arco alla spettacolare ombrella da battaglia), contribuisce alla rigiocabilità e alla profondità del sistema di combattimento.
Conclusione
Wild Hearts S su Switch 2 è una trasposizione solida ma non rivoluzionaria. L’esperienza di caccia resta avvincente e appagante, specialmente per chi ama giochi come Monster Hunter. Tuttavia, l’assenza di contenuti aggiuntivi significativi e le prestazioni tecniche solo discrete lo rendono meno interessante per chi ha già giocato su altre piattaforme.
Per i nuovi arrivati e i fan del genere, resta un titolo consigliabile, magari da acquistare in offerta. Se cercavi un’espansione o un netto miglioramento tecnico, potresti restare deluso. Ma come primo assaggio su Switch 2, Wild Hearts S offre una buona dose di azione, bestie feroci e tanta voglia di combattere insieme, comunque il gioco di base è totalmente divertente, probabilmente se non hai il riferimento delle versioni Xbox One e Playstation 4, forse i problemi tecnici da me raccontati non li noterai nemmeno.
Caratteristiche principali
- Open world unificato senza caricamenti tra le zone
- Sistema di crafting “Karakuri” originale e ben integrato
- Mostri (Kemono) con design unici e attacchi spettacolari
- Ottimizzazione migliorata rispetto alla versione originale
- Multiplayer cooperativo fluido e intuitivo
- La varietà di armi resta limitata rispetto a Monster Hunter
- Meno contenuti endgame rispetto ai rivali
- Animazioni ancora un po’ legnose in certi frangenti
- Alcuni bug minori persistono su console
- Prezzo pieno eccessivo per una riedizione senza grossi extra, fatta esclusione per la portabilità