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Editoriali 21 NOVEMBRE 2025 4 MIN LETTURA

Piccoli Brividi oggi vs ieri: come Goosebumps: Terror in Little Creek sbaglia tutto

Piccoli Brividi oggi vs ieri: dove sbaglia il videogioco

Non mi va.

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Piccoli Brividi oggi vs ieri: come Goosebumps: Terror in Little Creek sbaglia tutto

Ho avuto la grande fortuna di ricevere questo gioco e onestamente non vedevo davvero l’ora di parlarne… e non in modo positivo.

Il gioco in questione è Goosebumps: Terror in Little Creek, sviluppato dalla PHL Collective e pubblicato da GameMill Entertaiment.

La storia è molto semplice e narra di un gruppetto di ragazzini che cercano di svelare i misteri dietro al coprifuoco che vige in città, dovuto agli strani eventi che vi accadono. Una storia semplice che potrebbe anche funzionare se non fosse che è tutto completamente fatto male. Stando alle comunicazioni ufficiali, questo Goosebumbps prometter “storia originale, esplorazione piena di suspense, sfide misteriose e finali multipli“. Non è assolutamente quello che ho visto e mettete in conto che io, al finale non ho avuto nemmeno la forza di arrivarci.

È un gioco che si presenta male già nei primi minuti, con una grafica che poteva essere graziosa, ma ha delle animazioni discutibili e degli scenari spogli per non parlare del fatto che la fantomatica “esplorazione” non esiste. Sei in delle micro-aree fatte di pochi sbocchi e, soprattutto, della suspense non c’è nulla. Cercato di proporre dei jumpscare, ma sono fatti male anche quelli: o sono fuori schermo oppure sono dei rumori randomici, tipo il suono di pianoforte che cade… in una biblioteca? Chi ha pensato una roba del genere?

Le sfide misteriose, non sono altro che enigmi così beceri risolvibili anche senza leggere gli indizi. Tenete conto che ne ho risolti due a caso e ho trovato gli indizi dopo, molto dopo. Diciamo che non c’è sfida, ti si annichilisce completamente il cervello.
A livello trama non lo definirei assolutamente originale. Ci sono dei piccoli easter egg sulla serie sparsi in giro, ma credo che gli appassionati non giocherebbero a un gioco del genere visto quello che offre e a quale prezzo.

Piccoli Brividi oggi vs ieri: dove sbaglia il videogioco

Io sono una appassionata di horror fin da piccola e Piccoli Brividi lo guardavo sporadicamente, credo anche di aver letto uno o due libri, ma non ne sono mai stata una grande fan. A me purtroppo non suscitava nulla, era già troppo infantile per me all’epoca, ma comunque mi intratteneva quei venti minuti.
Così come ho guardato da giovane la serie degli anni ’90, ho visto per curiosità anche quella più recente che risulta più matura e horror, decisamente meno improntata su paure infantili e black humor, ma comunque continua a non spaventarmi nonostante sia strutturata in modo più moderno: tempi più lunghi, attenzione ai personaggi e alle loro relazioni. Insomma non sono più storielle autoconclusive.

Le paura crescendo cambiano e cambiano anche le cose che ti spaventano, in più un bambino di adesso non ha le stesse paure di un bambino di 30 anni fa. Questo gioco non si colloca da nessuna parte: non è adatto ad un adolescente visto che ci sono videogiochi nettamente superiori, e nemmeno agli adulti, che possono contare su ben altro. Le domande che mi pongo quindi sono due: per chi hanno creato questo gioco e qual è il target a cui punta?

A quanto dice il Pegi è un titolo adatto agli adolescenti, ma un adolescente sappiamo bene che non ci giocherà mai, sia perché non ha la più pallida idea di cosa sia Piccoli Brividi e, anche lo sapesse, con un gameplay e un estetica del genere ne starebbe ben lontano, sia perché di videogiochi dalle tendenze horror ce ne sono a valanga. Viene da pensare che allora punta sulla nostalgia, ma il discorso sarebbe lo stesso: i fan della serie ora sono adulti e, anche volessero fare un tufo nei ricordi, non andrebbero mai a comprare un gioco di tale fattura.

È un dispiacere da dire, ma per quella cifra ho avuto giochi come Kena: Bridge of the Spirits, Stray, Lies of P e Clair Obscur: Expedition 33 e di certo Piccoli Brividi non si avvicina nemmeno lontanamente a quel genere di qualità. Sì: questo videogioco costa la bellezza di 39,99€; per i coraggiosi che decidono di acquistare la Frightmare Edition, il prezzo raggiunge i 49,98€.

In conclusione, seppur non si tratta di una recensione, mi sento di sconsigliarlo vivamente. È un gioco scarno e mal fatto, confuso su cosa debba essere e a chi puntare. Per la fascia di prezzo in cui risiede, ha concorrenza che lo schiaccia su ogni fronte. Poteva essere un buon modo di avvicinare i giovani alla serie e far ritornare i vecchi fan, ma con questa operazione non hanno fatto ne l’una ne l’altra cosa.



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