Overwatch 2: amore e odio, possibile che non ci sia di meglio?
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Overwatch
Prima dell’arrivo della stagione 15, stavo cercando di buttar giù qualche riga riguardante la mia personale esperienza con Overwatch e con quello che è diventato oggi. Nulla di trascendentale, sia chiaro, una roba composta da nemmeno 600 caratteri. Oggi ho deciso di cancellare tutto, un po’ perché ciò che avevo scritto era un dannato disastro sconfusionato, un po’ perché Overwatch sta cambiando in maniera radicale.
Venendo al punto, gioco ad Overwatch dal 2016. Non ricordo se lo acquistai al lancio o poco dopo, fatto sta che lo gioco da anni, anche se non con costanza. Negli anni Overwatch è cambiato spessissimo, ricordo quando si potevano scegliere gli stessi eroi in squadra o quando non era presente alcun limite sui ruoli, e quindi si poteva passare da un McRee (attaccante) ad un Winston (tank). Ricordo anche quando, all’esordio di PlayStation 4 e Xbox One, venne presentato un Overwatch 2 ben più interessante del Overwatch 2 che abbiamo oggi, con la sua modalità PvE atta ad accontentare tutti quei fan che volevano di più da questi personaggi carismatici e affascinanti. Eppure qualcosa è andato tremendamente storto. Overwatch 2 non è stato rilasciato come un vero e proprio seguito, ma come un aggiornamento, una sorta di Overwacth versione 2.0. La componente PvE è presente, ma sottoforma di DLC e basata comunque sul medesimo modello delle modalità che negli anni, il precedente team, rilasciava durante determinati eventi. Il sistema “democratico” delle loot box venne rimosso per lasciare spazio ad un capitalistico battle pass mal gestito. Le squadre inizialmente composte da sei giocatori, hanno lasciato spazio a quelle composte da cinque giocatori. Anche il design dei personaggi è andato peggiorando, raggiungendo il nonsense con Hazard, Juno e Lifewaver.
Man mano che le lamentele sono arrivate, col costante diminuire dei giocatori attivi (stando a Steam DB), sono arrivate alcune migliorie come: il battle pass s’è arricchito dei crediti da accumulare per sbloccare il Premium e le loot box sono state reintrodotte così da permettere ai giocatori di sbloccare nuovi oggetti cosmetici.


Poi è arrivata la stagione 15. Ecco che fa capolino una meccanica di gioco che ricorda il “vecchio” Overwatch 2, la possibilità di personalizzare le abilità dei personaggi durante la partita che si sta svolgendo. Ogni personaggio dispone di due potenziamenti che si sbloccano al raggiungimento del secondo e terzo livello. Offrendo la possibilità di modificare un’abilità preesistente oppure di sbloccarne una nuova passiva o attiva. Non è tutto. Con la prossima 16a stagione, in arrivo la prossima settimana, arriverà una nuova macro-modalità: Stadium, che avvicinerà ancor di più Overwatch 2 al genere dei MOBA e (al già dimenticato) Deadlock di Valve [// SteamDB], che darà la possibilità di acquistare oggetti per potenziare il proprio personaggio all’inizio di ogni round ed equipaggiare nuovi poteri che altereranno le abilità già presenti o ne aggiungeranno di nuove [// Nuovi_dettagli_per_Stadium,_la_nuova_modalità_di_Overwatch_2_in_arrivo_con_la_stagione_16]. Il problema di Stadium, per il momento, è soltanto uno: sembra un torneo. E non fatico ad ammettere che questa roba mi disturba un po’, d’altronde per quale ragione eroi e villain dovrebbero affrontarsi in un torneo con telecamere e tifosi?
Overwatch continua la sua strada verso una direzione che trovo incomprensibile. Il vecchio team aveva delle idee chiare per rimanere coerente con l’idea posta alla base del videogioco, mentre l’attuale sembra andare al più completo sbaraglio. Prima modifica od elimina meccaniche del vecchio Overwatch, poi le ripesca; prima viene cancellato tutto ciò che sarebbe dovuto essere in origine Overwatch 2, poi viene ripescato per arricchire quello che è ora e inserito in un contesto nonsense. Non capisco.
In tutto questo, riallacciandomi a ciò che avevo scritto in origine nel mio vecchio articolo, finisco per rimanere su Overwatch. Perché Overwatch è Overwatch. Il suo gunplay è affascinante, i suoi personaggi (quelli ben riusciti) riescono a creare quella sensazione in grado di tenermi incollato per quelle ore di sessione. E forse vale la stessa cosa per quelle decine di migliaia di giocatori che ci giocano ogni giorno [// SteamDB].
Cosa che con me non è riuscito a fare il suo principale competitor principale, Marvel Rivals. Un videogioco che in tutta onestà trovo affascinante, grazie anche alla rappresentazione tutto sommato originale dei personaggi Marvel, per quanto sia stato adottato lo stile estetico fumettistico. Forse il mio problema sta nella sua impostazione, ovvero la terza persona, un aspetto che fondamentalmente non riesce a tenermi incollato in un contesto multiplayer (per dirne una, a PUBG giocavo sempre in prima persona).
E quindi una risposta a quel “possibile che non ci sia nulla di meglio di Overwatch?” assume una connotazione completamente personale. Perché di meglio c’è sicuramente Marvel Rivals, ma forse una parte di me, attende soltanto quel momento in cui il team dietro ad Overwatch la combinerà così grossa da spingermi ad abbandonare Overwatch 2 o forse attende solamente quello sprint motivazionale che mi spingerà a godermi ‘sto Marvel Rivals anche in terza persona, tanto so già su chi puntare (Jeff ❤️).