Mostrocopy: il picchiaduro che non ti aspetti – Recensione
Il cast: un'armata di Freaks ben caratterizzati
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Zell.
Mostrocopy: il picchiaduro che non ti aspetti – Recensione
Ci sono picchiaduro complessi, con mille combinazioni di tasti e un manuale di istruzioni più lungo della Costituzione, e poi c’è Mostrocopy, del Team Messicano // Oribe_Ware_Games che vi butta nella mischia con due pulsanti d’azione: un tasto per la parata e uno per la provocazione. Eppure – sorpresa delle sorprese – ha una profondità di combattimento che non vi aspettereste. Il merito? L’uso dei tilt control in stile Super Smash Bros., che aggiungono un bel po’ di varietà agli scontri. E poi sì, puoi anche caricare la maggior parte delle mosse speciali, perché a quanto pare in questo gioco persino le meccaniche più basilari hanno un pizzico di brio.
Il cast: un’armata di Freaks ben caratterizzati
Se c’è una cosa che Mostrocopy fa dannatamente bene, è la scelta stilistica. Ogni personaggio è ben progettato e unico, con un design che ti resta impresso e un’atmosfera che si distingue dal solito minestrone dei picchiaduro che vediamo sul mercato. Gli impatti delle mosse si sentono belli pesanti, tutto scorre con un’ottima fluidità… e quando qualcosa scricchiola, beh, lo fa con quel tipo di jank che quasi ti viene voglia di perdonare.

I problemi non mancano, ma ci si diverte comunque
Ora, prima che vi lanciate a comprarlo ad occhi chiusi, ci sono delle cose che potrebbero farvi venire voglia di mordere il controller. Ecco la lista nera:
- Comandi non proprio reattivi. Se provenite dai picchiaduro o dai giochi Tripla A in generale, noterete la non grandissima fluidità e reattività del gioco.
- Effetti grafici forzati dai livelli? Alcuni scenari decidono arbitrariamente di piazzarvi filtri in bianco e nero, mentre altri sono a colori. Sarebbe carino avere un’opzione per scegliere se attivare sempre i filtri o spegnerli. Perché dovrei dover accettare un’estetica casuale imposta dagli sviluppatori?
- Opzioni? Quali opzioni? Il menu è un deserto post-apocalittico. Potrete regolare il volume e rimappare i tasti, ma per tutto il resto sarete bloccati con le impostazioni predefinite. Risoluzione fissa, niente settaggi avanzati… vi adattate o vi arrangiate.
- Bilanciamento audio da horror psicologico. Alcuni effetti sonori sono SPAVENTOSAMENTE più forti degli altri. Evangeline, in particolare, ha degli effetti che vi sparano il cervello fuori dalle orecchie. Una regolata al mixaggio non farebbe male.
- Online? Solo per masochisti. Per giocare online dovete fare port forwarding, e anche se ci riuscite, il lag è infernale pure con connessioni nello stesso continente. Ah, e dopo 1-3 match vi sbatte fuori con una disconnessione random, dopo aver aspettato ore per un altro possessore del videogioco. Bellissimo, vero?
- Bug assortiti, perché senza non sarebbe un vero indie, soprattutto online.



Il verdetto: prendetelo in saldo, meglio se per il locale
Sì, Mostrocopy ha problemi. Alcuni irritanti, altri più accettabili. Ma la verità è che è divertente, e se trovate la giusta compagnia per giocarlo in locale, ve lo godete molto di più. Se invece contate di giocarlo principalmente online… vi auguro tanta pazienza e un buon tutorial su come aprire le porte del router e sperare di trovare qualche altro folle che decide di abbandonare Mortal Kombat 1 o Tekken 8 per Mostrocopy.
Se lo trovate in sconto o in un qualche bundle, dategli una chance. Se poi il robot OP vi distrugge senza pietà, non dite che non vi avevo avvisati.
Per essere un’opera prima, promette bene e riesce a distinguersi rispetto ad altri indie di questo genere molto affollato, io ho già in mente di tener d’occhio Oribe Ware Games nell’attesa di un nuovo progetto, che migliori e corregga i tanti difetti del titolo.
// Consigliato:_ma_solo_se_trovi_la_giusta_compagnia_per_giocarlo_in_locale