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Recensioni 12 NOVEMBRE 2023 7 MIN LETTURA

La pigra Master Collection di Metal Gear Solid

I Metal Gear Solid che già conosciamo

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

Metal Gear Solid Master Collection Vol 1
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La pigra Master Collection di Metal Gear Solid

Sono passati la bellezza di ben 25 anni dall’uscita di Metal Gear Solid, parliamo del 1998, quando Hideo Kojima portò un’esperienza stealth cinematografica su quella prima PlayStation e PC, segnando nel profondo i videogiocatori che si approcciarono per la prima volta a Metal Gear Solid. Senza dimenticare i già presenti fan dell’epoca, grazie ai due predecessori: Metal Gear e Metal Gear 2.
Coi suoi 25 anni, quel Metal Gear Solid è arrivato anche sulle console di precedente e attuale generazione, ma anche su Nintendo Switch, mentre su GOG è presente da diverso tempo nella sua forma originale – privo della localizzazione italiana.
Grazie alla Master Collection, però, sono giunti su PC anche il mal visto Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e Metal Gear Solid 3: Snake Eater, nelle loro versioni in HD, seguiti dai primissimi due Metal Gear con dei contenuti bonus quali: le due graphic novel dedicate ai primi due capitoli Solid assieme alla soundtrack.

Pensando alla mole dei contenuti, sulla carta si presenta come un pacchetto delizioso, ma sfortunatamente non si tratta di altro se non una manovra commerciale estremamente pigra. Se da una parte è vero che Konami non abbia mai parlato di nuove remastered, dall’altra ci si aspettava il buon senso di avere tra le mani delle versioni che rispettassero i tempi odierni, in virtù della tecnologia a portata di tutti: PlayStation 5 e Xbox Series X, così come il PC Gaming, ormai viaggiano su risoluzioni dal 1080p (Full HD) al 1440p (2K), in alcuni casi si arriva anche al 2160p (4K). Ebbene, sembra che Konami se ne sia lavata completamente le mani. Già, perché quel Metal Gear Solid non è altro che un porting senza il benché minimo adattamento visivo, senza la possibilità di poter toccare nessun tipo di impostazione se non la visuale tutto schermo o finestra.

I Metal Gear Solid che già conosciamo

Sebbene la parte tecnica possa ritenersi un disastro, tutt’altro discorso vale per i fattori che hanno reso celebri i videogiochi By Hideo Kojima. La trama e narrazione sono rimaste inalterate, proponendo ai vecchi e nuovi giocatori la stessa esperienza dei tempi che furono. Il primo MGS vanta anche quello “splendido” doppiaggio italiano, con quegli stessi termini che oggi potrebbero far storcere il naso se applicati nel suo contesto – “Pivellina!” cit. -, stessa cosa per altre terminologie e impostazioni dettate dalle localizzazioni degli anni ’90. Chiusa la parentesi nostrana, all’interno della collection sono presenti le graphic novel di Metal Gear Solid e Metal Gear Solid 2, che ripercorrono gli eventi dei rispettivi videogiochi accompagnate dal doppiaggio americano coi sottotitoli in italiano.

Anche il gameplay è rimasto completamente inalterato. Difatti è possibile assaporare i costanti miglioramenti che Kojima e il suo team ha apportato alla serie di capitolo in capitolo. Da quel iniziale sistema di combattimento corpo a corpo semplicemente scarno fino al CQC che esordisce in Metal Gear Solid 3, con possibilità di poter interrogare quei malcapitati che si ritrovano a fare i conti con Big Boss.
Lo stesso dicasi per il sistema di shooting, soggetto alle regole della telecamera fissa (punta e spara) del primo MGS al passaggio della prima persona in fase di mira con Metal Gear Solid 2.

Salutate i vostri occhi, perché Metal Gear li prende e li distrugge

Giocare il primo Metal Gear Solid su un display in 2K, a tutto schermo, è da sadici. C’è poco da girarci attorno, giocare un videogioco per la prima PlayStation, con la sua risoluzione nativa di 240p, su un monitor attuale è atroce. L’unico modo per mettere una pezza al problema, è giocare in modalità finestra riducendo il più possibile le sue dimensioni. Così facendo si può giungere ad un qualche compromesso.

Discorso un poco differente riguarda Sons of Liberty e Snake Eater, i quali vengono adattati in base alla risoluzione del sistema, ma la definizione non è il massimo. Anche qui, una possibile soluzione è optare per la modalità finestra oppure fare affidamento ai modder, che in questo momento hanno reso disponibile una mod dedicata a MGS3, portando la risoluzione massima fino al 4K. Il problema si riflette anche sulle due graphic novel provenienti da PSP (PlayStation Portable), che sfruttano delle splendide tavolozze per narrare gli eventi, danneggiate dalla pessima risoluzione, facendole apparire poco definite.
Tolti questi aspetti problematici ed una compressione non proprio ottimale – il primo MGS, con tutti i suoi contenuti scaricati, arriva a pesare circa 14GB -, questa Mater Collection non è altro che la stessa identica HD Collection rilasciata nel 2011 per PlayStation 3 e Xbox 360. In tutto e per tutto.

Qual è il target di questa Metal Gear Solid Master Collection Vol. 1?

Qui si giunge al vero scoglio di questa operazione nostalgica. Chi è il pubblico di riferimento?
Trattandosi di un porting pigro, in linea con quello del recente Red Dead Redemption per PlayStation 4 e Nintendo Switch, ma perfino peggio a causa dei problemi riguardanti la qualità, è difficile riuscire a inquadrare il pubblico migliore per i suoi 60€. I nostalgici potrebbero essere il pubblico più adatto, soprattutto se collezionisti; i neofiti potrebbero metter mano su questo primo pacchetto immergendosi in toto in quella che è la serie ad aver sdoganato una narrativa cinematografica ben prima di titoli più blasonati usciti negli ultimi 10 anni. In entrambi i casi, vi è comunque il problema del suo essere un porting pigro e svogliato: con un primo capitolo ormai troppo vetusto per esser goduto a pieno sulle TV e monitor odierni, assieme ai due capitoli successivi non propriamente esaltanti.
Per il resto è senz’altro un ottimo pacchetto, soprattutto in attesa di poter giocare su Xbox e PC a quel Metal Gear Solid 4 confinato ancora su PlayStation 3.

Aggiungo un terzo target di riferimento: i giocatori Nintendo Switch e delle piattaforme handheld, // in_special_modo_Steam_Deck. Difatti, grazie ai loro display dalle ridotte dimensioni, in combo a risoluzioni più piccole (1280×800 quella di Steam Deck), si può godere al meglio di questa Master Collection, perfino col primo Metal Gear Solid.

Quindi…

Questa Master Collection è un’operazione nostalgica preziosa per i contenuti che vuole offrire, ma mostra il fianco sulla sua effettiva qualità. Come se in Konami avessero preso tutti questi prodotti e schiaffati in una sorta di bundle.

La possibilità di poter giocare i primi capitoli di questa saga, consente di farsi un’idea sulla sua evoluzione. Partendo dai Metal Gear per MSX2 a Metal Gear Solid per la prima PlayStation, con uno stealth evoluto: i nemici effettuano ronde e possono essere allertati anche dai suoni, per non parlare di una narrazione molto più cinematografica. L’evoluzione è sempre stata una costante per Hideo Kojima e sebbene con Metal Gear Solid 2 la formula sia rimasta più o meno invariata, è con Metal Gear Solid 3 che s’è percepito un enorme balzo in avanti, con l’integrazione del CQC, la possibilità di mimetizzarsi nella giungla tramite anche la pittura facciale, e la meccanica survival grazie alla quale potersi curare cacciando la fauna.

Ora mancano all’appello Metal Gear Solid: Peace Walker, sequel diretto di Snake Eater che fa da collante coi più recenti Ground Zeroes e The Phantom Pain, e Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots. E proprio nei confronti di Guns of the Patriots c’è una certa curiosità e aspettativa, essendo il capitolo (cronologicamente) finale della saga – nonostante esista Metal Gear Rising: Revengeance di PlatinumGames in collaborazione con Kojima Productions -.

// Consigliato_con_riserva

Sintesi Recensione

  • Si tratta di una collezione di titoli completa, ma sfortunatamente non è stato svolto un lavoro di rifinitura
  • Per l’utenza che non ha mai giocato la serie, potrebbe essere il momento migliore per approcciarsi a Metal Gear sebbene si avvertano gli oltre 20 anni sulle loro spalle
  • Questa collezione merita esclusivamente per i Metal Gear in sé, a discapito del pessimo rapporto qualità/prezzo proposto da Konami: 60€ sia per PC che per le versioni console
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