Killing Floor 3 – La Recensione (Al Lancio)
Killing Floor 3 è un guscio vuoto travestito da Killing Floor che del franchise ha soltanto il nome
Il mio pseudonimo è Giuseppe Zetta aka Zell Ho la passione per l’informatica, nata all’età di 6 anni, quando ho avuto a che fare per la prima volta con un Commodore64, appassionato di Intelligenza Artificiale, Sviluppo di Videogiochi e Tecnologie OpenSource. Porto avanti progetti informatici personali con i miei amici di vecchia data, ed ho svariate passioni che variano dall’arte del DJ al video editing passando fino alla produzione musicale.
Killing Floor III
Prima di addentrarti nelle mie opinioni sul nuovo capitolo di questa storica saga nata da una mod di Unreal (il videogioco) // ti_consiglio_di_leggere_la_seguente_retrospettiva,_così_da_avere_un_quadro_completo_delle_mie_opinioni.
Partiamo dai lati positivi: il gore è spettacolare, gli smembramenti sono sanguinosi e soddisfacenti, e i nemici – i famosi Zed – hanno schemi di attacco più intelligenti; la grafica è di buon livello, con mappe come Sewers che trasmettono una bella atmosfera sporca e cupa; il sistema di crafting è stato semplificato e ora puoi potenziare le armi con un solo click; i boss sono più imprevedibili e i movimenti, tra scivolate e arrampicate, finalmente sono fluidi, seppur il confronto con Apex Legends, DOOM Eternal o Titanfall 2 rimane impietoso; lo Zed Time, quel momento rallentato, si attiva solo nelle situazioni davvero epiche, come un headshot all’ultimo secondo.
E qui arrivano i problemi: le mappe sono belle complesse con anche una verticalità, ma non sembrano davvero esplorabili nella loro interezza, anzi sarebbe meglio evitare di andare troppo in giro, rendendole di fatto inutili; il gunplay con delle armi che non hanno peso, sembrano pistole ad aria compressa; le animazioni di ricarica e corsa sono rigide e poco naturali; i nemici sono ancora troppo resistenti, le reazioni ai colpi non danno quella soddisfazione di un vero headshot. E sarebbe meglio non parlare dei personaggi: doppiaggi piatti e mancanza di carisma, mancanza di qualsiasi tipo di localizzazione italiana. A ciò si aggiungono delle impostazioni di gioco scarne e inutilmente complesse per non poter modificare nulla di concreto.
L’hub di gioco è praticamente inutile: devi camminare per accedere ai menu, senza NPC o attività extra. Il sistema dei perk è limitante, uno dei più brutti visti in questo tipo di genere videoludico, anche se gli sviluppatori hanno promesso di sbloccarlo e renderlo presto come in KF2.
Il mio consiglio, se ti diverti ancora con Killing Floor e Killing Floor 2 come il sottoscritto, è quello di rimanere su quei capitoli, perché a tutti noi bastava anche un Killing Floor Remake con grafica più figa, o un Killing Floor 2 con più contenuti, invece ci è stato dato un gioco generico senza alcun tipo di direzione ne lato ludica ne a livello estetico, persino // Unloved o // Deadzone_Rogue che sono dei derivativi di Killing Floor hanno più identità, rispetto a questo Killing Floor 3.




Il problema più grande? KF3 ha perso l’anima. Addio Stalker, armi con feeling discutibile, ruoli classici stravolti. Anche Mr. Foster è irriconoscibile.
Ma c’è speranza: Tripwire ha ascoltato la community e ha confermato che rimuoveranno il vincolo tra specialisti e perk, oltre a portare nuove armi e fix.
Oggi non posso consigliarlo, ma se continueranno su questa strada, Killing Floor 3 potrebbe diventare un grande videogioco.
Killing Floor 3 è un guscio vuoto travestito da Killing Floor che del franchise ha soltanto il nome
Atmosfera zero, soddisfazione zero. Gli scontri a fuoco? Morbidi come una pistola ad acqua. Le mappe? Piatte, anonime e intercambiabili. Che fine ha fatto quell’orrore crudo e sanguinolento che ti teneva col fiato sospeso fino all’ultimo Zed?
Killing Floor 3 sembra un disperato tentativo di scopiazzare Apex o Warzone, dimenticando che doveva essere un sequel, non un cosplay. È palesemente pensato per un pubblico casual, con un gameplay prevedibile e bilanciato all’eccesso, senza la ferocia brutale che definiva i capitoli precedenti.
Può piacere a chi non ha mai giocato la saga e vuole un FPS veloce e moderno. Ma è da evitare per i fan storici e per chi ama il co-op crudo e con una forte atmosfera. Già dalla beta e dopo il lancio posticipato era chiaro: // questo_non_è_ciò_che_i_fan_volevano. Nessuna patch potrà salvarlo, ma mai dire mai. Killing Floor 3 semplicemente allo stato attuale non è Killing Floor.
In Sintesi
- Gore & Nemici: Smembramenti ben realizzati, gore soddisfacente e design dei nemici molto curato, anche se non sembrano dei veri ZED.
- Grafica & Mappe: L’illuminazione è più curata e scenari come la nuova mappa “Sewers” hanno un’atmosfera più cupa e realistica.
- Varietà di Armi: Sistema di crafting semplificato, mod support e aggiornamenti rapidi.
- Zed e Boss: I nemici attaccano con schemi più intelligenti e i boss usano più abilità, rendendo gli scontri meno ripetitivi.
- Mobilità & Zed Time: Movimenti più fluidi con scivolate e arrampicate. Lo Zed Time si attiva solo in momenti clou, come headshot o parate.
- Animazioni & Gunplay: Le armi sembrano leggere e poco impattanti, le animazioni di corsa e ricarica appaiono robotiche.
- Reazioni dei Nemici: Nonostante le animazioni più fluide rispetto al passato, i nemici sono ancora spugne di proiettili.
- Personaggi & Atmosfera: Doppiaggi piatti, personaggi poco memorabili rispetto a KF1 e KF2.
- Performance & Musica: Ci sono cali di frame in multiplayer e la colonna sonora non ha la stessa intensità dei capitoli precedenti.
- Hub & Perk: L’hub di gioco è inutile e il sistema dei perk è ancora troppo limitato, anche se gli sviluppatori hanno promesso più libertà in futuro.