Il segreto dei Rapporti tra Giornalismo videoludico e Aziende di videogiochi, svelate da un PR Veterano
Lo stato del giornalismo videoludico
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Il segreto dei Rapporti tra Giornalismo videoludico e Aziende di videogiochi, svelate da un PR Veterano
Stefano Petrullo di // Renaissance_PR, con un passato in Ubisoft, ci parla del rapporto con i giornalisti, delle novità nel settore e di come le PR possano adattarsi a un mondo in rapido cambiamento.
Lo stato del giornalismo videoludico
Negli ultimi anni, il mondo del giornalismo sui videogiochi è cambiato profondamente: vendite aziendali, tagli al personale, l’arrivo dell’AI per generare contenuti, testate dirette dai publisher, e continui cambiamenti nei motori di ricerca. I giornalisti sono più impegnati che mai, ma coprono sempre più titoli, mentre publisher e sviluppatori contano ancora su di loro per visibilità.
Sull’embargo alle recensioni
Petrullo spiega che fissare un embargo 24 ore prima del lancio è efficace: aiuta a generare un picco di attenzione concentrato. Se l’embargo scade proprio nel giorno del debutto, però, può sollevare sospetti sul gioco stesso. Se un giornalista rompe l’embargo, la reazione dipende dal contesto: un leak legittimo non va punito, ma è corretto chiedere di posticipare la pubblicazione per evitare confusione con chi segue le regole.
Blacklisting: quando è utile?
Se è un errore occasionale, Petrullo preferisce il dialogo anziché troncare i rapporti. Il rischio? Rovinare legami preziosi: “considerare i giornalisti nemici è tossico e controproducente” spiega.
Gestire le crisi
Quando emerge un articolo negativo o scorrettamente costruito, Petrullo suggerisce trasparenza: “offrite una risposta rapida, verificate i fatti, correggete se sbagliato o arricchite di contesto se fondato”. In definitiva, la strategia migliore è prevenire anziché curare.
Il peso delle recensioni
Un brutto voto non è necessariamente causa del PR: spesso dipende dalla qualità del gioco o da strategie di comunicazione mal calibrate. Il consiglio è dare tempo sufficiente per recensire, supportare i giornalisti con documentazione completa e gestire le aspettative fin dal primo momento.
Il valore delle relazioni personali
Dopo la pandemia, i rapporti “face to face” contano di più: incontri dal vivo, fiere, caffè… tutto aiuta a costruire empatia e fiducia. Petrullo consiglia: non spammare comunicati, ma puntare su umiltà, chiarezza e su contatti mirati e creare un rapporto umano amichevole con il Giornalista.
Come far emergere un gioco poco noto
Con migliaia di titoli in uscita, la concorrenza è feroce. Secondo Petrullo serve fare storytelling sul “dietro le quinte”, non solo invio di key. E contattare giornalisti interessati a quel tipo di gioco, sapendo leggere ogni specificità del loro pubblico.
Come è cambiato il settore
Oggi ci sono meno giornalisti e più giochi, con meno budget. Alcuni professionisti diventano brand personali, avviando newsletter o canali video. Il compito del PR rimane fondamentale: i giornalisti costruiscono la reputazione, gli influencer la amplificano.

Conclusione
L’intervista a Stefano Petrullo conferma che il rapporto tra PR e giornalismo videoludico è ancora cruciale, ma richiede sensibilità, umanità e capacità di dialogo. Strategie obsolete come embargo incontrollato o blacklisting possono ritorcersi contro. In un panorama volatile, chi punta su trasparenza, relazione e preparazione guadagna fiducia (e risultati) e i PR adottano strategia intelligenti per far trattare al meglio i prodotti che devono piazzare.
I PR fanno il loro lavoro dopotutto // sono_i_Siti_Web,_che_dal_nostro_canto_si_fanno_raggirare_dai_PR che stanno semplicemente e amichevolmente con il sorriso sulle labbra facendo il loro lavoro.
Fonte | // Intervista_originale_su_GamesIndustry.biz,_10_giugno_2025