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Editoriali 02 DICEMBRE 2024 5 MIN LETTURA

Dragon Age: The Veilguard – Lara Arlotta (EX Eurogamer) e Le ‘singolari’ Politiche Di Rimborso ai Creator Di EA

Le recensioni sono pagate a suon di bustarelle? In realtà no, è un pochino più subdolo

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Dragon Age: The Veilguard – Lara Arlotta (EX Eurogamer) e Le ‘singolari’ Politiche Di Rimborso ai Creator Di EA

Dragon Age: The Veilguard ne ha fatti di danni, sia macchiando la reputazione della leggendaria BioWare, decretandone ufficialmente la morte, sia nel settore della critica specializzata, con recensori che hanno avuto il coraggio di concludere le proprie valutazioni col pieno dei voti accompagnati da “Il miglior GDR di sempre di BioWare”. Insomma. La credibilità di alcune firme, e della stessa BioWare, sono letteralmente piombate nell’abisso.

In mezzo a tutto questo disastro incredibile, // Lara_“Phenrir_Mailoki”_Arlotta ha deciso di toccarla piano piano, delicatissimamente su di un argomento decisamente spinoso: le recensioni pagate.

Le recensioni sono pagate a suon di bustarelle? In realtà no, è un pochino più subdolo

Negli ultimi anni si è parlato molto delle recensioni comprate o di fantomatiche bustarelle che girerebbero nel circolo dei critici specializzati. Qui in Italia la questione ha toccato vette altissime all’uscita di Enotria: The Last Song (invito a leggere // Polemica_dietro_Enotria:_controversie_e_ruoli_dietro_le_recensioni), con la community che ha accusato i recensori di aver affibbiato voti bassi soltanto perché Jyamma Games non ha pagato. Iniziando anche a sollevare polemiche su polemiche in merito a possibili conflitti di interesse, come se il ricevere un codice possa mutare il voto finale. Insomma, follia totale.

Ora, dopo circa due mesi da Enotria, si torna sull’argomento grazie a Dragon Age: The Veilguard (lascio il link della recensione: // Dragon_Age:_The_Veilguard_ha_ucciso_il_GDR_secondo_BioWare) e le recensioni a cui sono seguite valutazioni estremamente (e immotivatamente) elevate.

Lara Arlotta è stata tra le prime figure italiane a metter mano su The Veilguard. La sua anteprima sul videogioco è stata “illuminante”, con la seconda metà del video ricca di rabbia (per The Veilguard) e passione (per il franchise). “Oggi”, Lara sta portando su Twitch la sua partita di Dragon Age: The Veilguard ed è proprio in una dei suoi live streaming si è scagliata contro il meccanismo delle recensioni, di alcune recensioni spiegando la dinamica dietro i compensi in cambio dei voti elevati.

Nel video Arlotta non parla di una vera e propria transazione come a dire “[cifra X] in cambio di un 10”, bensì di una sorta di accordo sottobanco mediante banner pubblicitari con la promessa di dare un voto sopra una determinata soglia, “d’altronde non è un caso che determinati banner compaiano proprio il giorno in cui la recensione va online”.
Al discorso delle recensioni, menziona anche la situazione delle anteprime. Anche qui le società non stanziano un vero e proprio pagamento ai creatori di contenuti, giornalisti o blogger, che in quel caso si tradurrebbe in una ADV (Advertisement, ovvero una pubblicità che deve essere dichiarata obbligatoriamente) bensì adottano un sistema più “subdolo” tramite i rimborsi spese. Peccato che, stando sempre a quanto dichiarato, in alcuni casi – come quello di Dragon Age: The Veilguard – sia tutto completamente pagato, e di conseguenza il rimborso spese si traduce in un “vero e proprio” compenso.

“Tutti mentono, tutti sono falsi!”? Ovviamente no.

Nel momento in cui scrivo, possono sorgere dubbi nei confronti di tutti, dai content creator (persone che lavorano su YouTube, Twitch e TikTok) fino ai recensori. Tutti loro possono avere accesso ad anteprime con annessi viaggi e “rimborsi spese”. Tutti loro possono avere accesso a contenuti sponsorizzati (ADV). Tutti loro generano attenzione mediatica. Quindi cosa può fare l’utente? Come può districarsi in mezzo al groviglio delle menzogne e delle verità? Come può distinguere una recensione onesta da una che non lo è? Ebbene, qui su Q-Gin (tra qualche articolo e live) abbiamo spesso parlato di seguire l’individuo, quando si parla anche di portali web composti da più persone, in modo da avere un punto di riferimento chiaro e conosciuto. Però, coi creatori di contenuti è tutto un altro paio di maniche.

Da persona che sfrutta le recensioni soltanto dopo averne pubblicate di proprie, non mi resta che consigliarvi un punto di partenza “semplice e pratico”: seguire i portali minori oppure visionare i gameplay non sponsorizzati di figure ritenute autorevoli, aggiungo anche di badare bene se la recensione di un videogioco specifico è preceduta da contenuti sponsorizzati (sotto il tag ADV).
Io e Giuseppe abbiamo anche pensato di fornire qualche link che riteniamo interessante:

Ora la palla passa a voi che leggete. Diteci nei commenti chi altri reputate interessanti e, in caso, aggiorneremo la lista grazie a voi!

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