Halo: Campaign Evolved, tra remastered e remake
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Halo: Campaign Evolved
Mentre mi approcciavo all’annuncio di Halo: Campaign Evolved, ho avuto attraversato diverse fasi di realizzazione: non è assolutamente un remake, dopo aver letto la notizia di Xbox Wire [// protagonista_si_questo_articolo]; forse è una remastered un po’ più avanza rispetto a Oblivion Remastered, dopo aver visto il primo trailer; è un remake per metà, dopo aver visto il gameplay di 13 minuti.
Stando a quanto dichiarato direttamente da Halo Studios, per la realizzazione di Campaign Evolved è stato utilizzato diverso materiale originale, proveniente sia dal capitolo che lo riguarda, Combat Evolved, sia dagli altri della saga. Che fondamentalmente, non si allontana certamente da quanto fatto per // The_Elder_Scrolls_IV:_Oblivion_Remastered: i due progetti hanno molto in comune, come l’utilizzo del codice originale, l’inserimento di meccaniche e dinamiche nuove, con annesse linee di dialogo. Eppure sembra che Halo Studios volesse fare qualcosa di più con Campaign Evolved, ma senza avere il coraggio di osare veramente. Il trailer da poco più di un minuto, sorvolando sugli evidenti problemi tecnici, lascia intendere un prodotto che trae fin troppo dall’originale, tra animazioni decisamente simili e una fisica dei veicoli pressoché identica (quanto meno all’apparenza, parliamo pur sempre di un trailer).
Di contro, il gameplay esteso di 13 minuti, al quale si aggiungono dei confronti con l’originale creati ad hoc per mostrare le differenze, dipingono uno scenario abbastanza differente. Halo Studios sembra aver voluto riproporre il game design originale senza troppi fronzoli, al netto di alcune modifiche per integrare al meglio la cooperativa fino a quattro giocatori. Mentre il level design mostrato nel gameplay non appare assolutamente così tanto differente, anzi è praticamente il medesimo. Salvo invece la componente estetica, ora più ricca di dettagli. C’è da chiedersi se Halo Studios apporterà dei miglioramenti concreti anche nella fasi meno riuscite, come quelle relative all’arco finale (sono rimasto traumatizzato dal ripetersi di quei tunnel).


Ciò che invece sembra cambiare profondamente sono la narrazione e le sequenze cinematografiche, che trasportano Halo: Combat Evolved ai giorni nostri. Proprio in funzione di ciò, in un certo senso, mi viene da considerarlo un “remake a metà”: dove il gameplay è una sorta di remastered, quindi ripulito e riadattato ai tempi che corrono; mentre la narrazione è stata completamente rivista dal punto di vista registico, conferendo al vecchio Halo un aspetto più cinematografico e direi contemporaneo, seguendo lo stile filmico che possedeva (per esempio) Halo 2. E per carità, posate i forconi, perché si parla comunque di un cambiamento decisamento apprezzato.
Lo ammetto senza troppi giri di parole. Ero già pronto a dar battaglia, per l’ennesima volta, a un marketing fuorviante. In pieno stile Sony quando sponsorizzava “remastered” e Director’s Cut come se non ci fosse un domani, invece di chiamare quelle iniziative col loro vero nome: aggiornamenti, o più banalmente, DLC a pagamento. Però, quanto è stato mostrato ha fatto sorgere qualche domanda, che avrà una risposta soltanto nell’istante in cui Campaign Evolved sarà disponibile, ad un prezzo non ancora annunciato. Sì, perché in tutto questo né Microsoft né Halo Studios hanno dichiarato il prezzo di lancio, che potrebbe costituire il vero tallone d’Achille di questa produzione.
Non mancano le consuete perplissità vedendo l’impiego di Unreal Engine 5. Pur consapevole della dicitura work in progress, la presenza di un’ingente pop-in durante la sequenza video iniziale e lo sfasamento dell’ombra tra una transizione e l’altra, non sono certamente un bel vedere. Tutto peggiora nell’istante in cui si riflette sulla presenza di Lumen e la suite di tecnologie del Unreal Engine 5, che ormai stanno regalando pessime esperienze un po’ ovunque: partendo da The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered fino al recente Borderlands 4, senza dimenticare Metal Gear Solid: Snake Eater Delta.