Gears Tactics – La recensione

Gears Tactics

A cura di Luca Maiolini

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Gears of War è una delle serie videoludiche più importanti all’interno del medium, che dal 2006 ha ben segnato l’intero genere degli sparatutto in terza persona (e non solo!). Dopo un più che ottimo Gears 5 (trattato non poco tempo fa), con The Coalition intenta a portare una ventata d’aria fresca al brand, insieme a Splash Damage trasportano la serie in un genere del tutto inedito con Gears Tactics con una storia ambientata ben 12 anni prima degli eventi del primo capitolo, strizzando l’occhio al celebre Xcom: Enemy Unknown.


Poco prima di un devastante bombardamento a tappeto col Martello dell’Alba per fronteggiare l’ennesima invasione da parte delle Locuste, il presidente Richard Prescott incarica il Maggiore Sid Redburn di trovare l’ex-Tenente Colonnello Gabriel Diaz, per un importante incarico: uccidere il pericoloso scienziato delle Locuste, Ukkon.


Trailer di lancio Gears Tactics

Gears Tactics? Non chiamatelo “clone di Xcom”

Nei primi minuti di gioco, è impossibile non mettere a confronto Gears Tactics con Xcom: Enemy Unknown, ma ecco che durante il tutorial fanno la loro comparsa alcune sequenze cinematografiche tipiche degli ultimi Gears of War targati The Coalition, con un impatto grafico decisamente d’alto livello. Dopodiché, si torna a giocare ed anche qui si notano alcune differenze non da poco, tra cui degli scenari molto più lineari al posto di simil arene, assieme a delle idee di game design decisamente interessanti.

Gears Tactics
Gabriel Diaz & Sid Redburn – Gears Tactics

Il Convoglio

Durante la caccia ad Ukkon, Gabe (così verrà soprannominato Gabriel Diaz) dovrà richiamare a sé, o reclutare, nuovi soldati per fronteggiare le ondate di locuste che cercheranno di ostacolarlo. È qui che fa la comparsa il “Convoglio“: una base mobile dalla quale avviare le varie missioni, gestire l’equipaggiamento e i punti esperienza dei propri soldati.

Reclute e nuovi soldati

Durante il corso della campagna, avremo la possibilità di reclutare diversi soldati che abbiamo tratto in salvo dalle locuste oppure potremo arruolare dei civili addestrati (in maniera totalmente automatica) all’interno del Convoglio.

Gears Tactics
Damiano, la nostra adorata mascotte – Gears Tactics

I soldati sono suddivisi in cinque classi: Supporto, Cecchino, Avanguardia, Scout e Mitragliere. Ogni classe dispone di quattro rami d’abilità che danno a vita ad altrettante categorie ben differenziate.

Qualora doveste avere dei ripensamenti, vi sarà data la possibilità di effettuare un reset delle abilità.

Missioni e scontri

Splash Damage e The Coalition per Gears Tactics hanno adottato una struttura di gioco estremamente classica: dopo aver accettato la missione e scelto quali personaggi utilizzare durante lo scontro, verremo catapultati in battaglia.

Missioni: il troppo struppia

Dopo ogni missione principale, ci verrà chiesto di completare alcune missioni secondarie per poter proseguire. Inizialmente ci sarà richiesto di sceglierne soltanto una tra le due offerte, ma dal 3° (ed ultimo) Atto dovremo completarne ben tre su quattro, enfatizzandone il problema.

Le missioni secondarie a partire già dal 2° Atto, risulteranno stucchevoli a causa della loro ripetitività, nonostante si presentino in diverse modalità. Come se non bastasse vanno ad annacquare la narrazione, che già in alcune missioni principali si dimostra (quasi) totalmente assente, dando la sensazione paradossale di star giocando ad altre missioni secondarie. Queste missioni saranno anche le protagoniste del End-Game, ribattezzato in “Modalità Veterano” con tanto di Grado presente che aumenterà man mano che verranno completate.

Gears Tactics
Schermata missioni

Scontri e strategie vanificate

Grazie alla profondità data dalle Classi e dalle loro Suddivisioni, si va a creare una profondità di gioco veramente ottima, dando spazio ad una miriade di strategie sempre differenti, come la possibilità di poter caricare una locusta col proprio Fucile Armato Lancer uccidendola in un sol colpo oppure appostandosi in modalità Vedetta nei dintorni di una classica Buca d’emergenza, inoltre durante gli scontri, faranno la comparsa alcuni nemici, come i Boomer, che una volta abbattuti lasceranno a terra la propria arma dando la possibilità di poterla raccogliere ed utilizzarla.

Nonostante la varietà dei nemici non sia così male, essi si comportano tutti in maniera abbastanza analoga:

  • gli Abietti e i Tickers punteranno ad una carica, appena si troveranno vicini ai membri della squadra, i primi opteranno per un attacco fisico mentre i secondi si faranno  letteralmente esplodere;
  • le varie locuste “umanoidi” si comporteranno tutte allo stesso modo, cercheranno di avvicinarsi per avere una linea di fuoco così da eliminare la squadra. Di tanto intanto, ci saranno locuste col capacità di potenziare i loro compagni, ma senza un reale pericolo;
  • i Cecchini sono gli unici nemici che opteranno per un ingaggio totalmente differente, dal momento che si terranno estremamente distanti dalla squadra.

Sfortunatamente, le situazioni sono sempre molto simili e considerando la problematica relativa ai nemici e alla loro scadente IA, il tutto va a vanificare buona parte delle idee più che interessanti menzionate poco fa.


Ad esempio, nell’ultimo atto, pare che le Locuste si siano “dimenticate” di poter rianimare i propri compagni a terra oppure di sbucare fuori dal terreno, optando per la sola entrata in scena tramite i Reaver.


La comparsa dei boss

Un’altra idea interessante e allo stesso tempo molto in tema Gears, è la presenza di Boss al completamento dei Tre Atti. Questi, daranno del filo da torcere dal momento che occorrerà utilizzare un approccio sempre differente, come uccidere un Boomer per poter utilizzare il suo Lancia-granate così da abbattere le difese di un enorme Corpser.

Se di primo acchito questa informazione riesce a risvegliare quel senso di sfida che si annida in noi, sfortunatamente, il fatto che ne siano presenti soltanto tre e che alcuni pattern tra il primo e l’ultimo si ripetano, potrebbe deludere.

Graficamente e tecnicamente è ineccepibile

Gears Tactics si dimostra essere un titolo incredibile, nonostante qualche piccolo fenomeno di caricamento texture verificatosi durante le sequenze che precedono gli scontri, gli scenari, i personaggi ed i nemici, le armi e l’equipaggiamento sono incredibilmente ben dettagliati.

Giocato su un PC equipaggiato con un processore i5-7600K, una scheda grafica Nvidia GeForce Gigabyte 1060 6GB e 16GB di Ram a 3200MHz della Corsair, l’ottimizzazione generale ci è sembrata più che soddisfacente, garantendoci delle sessioni ben salde a 60FPS in Full HD con buona parte delle impostazioni attive e settate ad “Alto”.

La domanda: Gears Tactics è un Gears of War oppure no?


Poco a poco che si avanza con la campagna, si comincia a perdere interesse nei confronti della storia, finendo per precipitare in un abisso di noia domandandosi “Quando finirà tutto ciò?”.


Inizialmente, dato quanto stava avvenendo su schermo, non c’era il benché minimo dubbio: Gears Tactics meritava di esser considerato un vero e proprio Gears of War. Dopo averlo concluso, la risposta non è più tanto certa. La cruda violenza, che da sempre ha caratterizzato la serie, è presente più che mai. La narrazione e la caratterizzazione dei personaggi si scontrano contro un muro insormontabile costituito da missioni prive di mordente, senza contare il problema relativo alle missioni secondarie citato poco sopra, che va a ripercuotersi su ogni altro aspetto del gioco.


Proporre un titolo che superi le 20 ore di gioco non sempre ripaga, la presenza di tutte queste secondarie obbligatorie rendono Gears Tactics estremamente pesante, privo di mordente e, per molti versi, terribilmente noioso. Tant’è che giungere alla conclusione non è stato semplice.

Nonostante gli evidenti problemi descritti poco sopra e qui sotto, sento di consigliare Gears Tactics esclusivamente agli amanti degli Xcom, sebbene la mancanza di quella tipica componente gestionale possa far storcere il naso, compensa con un sistema di Classi estremamente stratificato.
Dunque, se cercate quell’esperienza frenetica, tipica di Gears, questo Gears Tactics non fa al caso vostro.

Consigliato solo agli amanti del genere


Pregi

  • Di fatto il sistema di gioco è interessante;
  • L’animo violento tipico della serie è presente;
  • Il comparto grafico è decisamente ottimo, così come l’ottimizzazione.

Difetti

  • Diverse missioni principali risultano essere una mera copia di quelle secondarie;
  • L’eccessiva quantità di missioni secondarie obbligatorie annacqua l’esperienza generale e la narrazione;
  • Scarsa varietà delle situazioni;
  • I nemici si comportano quasi tutti allo stesso modo ed hanno una pessima IA.


Gears Tactics è attualmente disponibile su PC, su Xbox One dovrebbe vedere la luce durante il 2020.

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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.