Fuori tempo, FPS tattici di oggi: Six Days in Fallujah – Anteprima
Cooperazione, il fulcro degli FPS tattici online
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Fuori tempo, FPS tattici di oggi: Six Days in Fallujah – Anteprima
Come scritto un po’ di tempo fa, nell’articolo // Fuori_tempo:_addio_FPS_tattici…, ho letteralmente gettato la spugna con questo genere. La stragrande maggioranza dei titoli odierni puntano a offrire un’esperienza incentrata totalmente sulla cooperazione tra i giocatori, arrivando a concepire modalità single player prive di qualsiasi mordente. Eppure, non smetto di investirci le mie speranze e il mio tempo, quindi eccomi qui a spendere due righe per… Six Days in Fallujah.
Six Days in Fallujah, videogioco attualmente in accesso anticipato e allo stato attuale è esattamente uno di quelli dove il single player viene disincentivato: il cuore pulsa completamente cooperazione. Insomma, per certi aspetti non è poi così lontano da // Ground_Branch – prometto che presto o tardi torno a parlarvene.
S’è parlato moltissimo di questo progetto // dal_passato_incredibilmente_travagliato che sta rivedendo la luce soltanto ora dopo ben 14 anni dal suo primo annuncio. Idealmente, il videogioco di Highwire dovrebbe narrare gli eventi di Fallujah, proponendo il punto di vista dei combattenti e dei civili, ma come scritto poco sopra, per il momento si concentra unicamente nel fornire un’esperienza multiplayer PvE.
Cooperazione, il fulcro degli FPS tattici online
Se in Ground Branch la cooperazione può essere soggetta a qualche inciampo, dando spazio al singolo giocatore di prendersi le sue libertà, in Six Days in Fallujah questo può non essere possibile. I nemici tendono a posizionarsi costantemente in zone buie oppure tra le macerie di alcuni edifici, inoltre tendono a eseguire imboscate per respingere i giocatori. Di conseguenza, il gioco cerca di spingere i quattro giocatori – numero massimo delle lobby – a cooperare, muovendosi come una vera squadra con l’intento di ripulire gli edifici e le aree che si frappongono tra loro e l’obiettivo primario.
Il realismo è una delle parti cruciali di Six Days in Fallujah, piegando i giocatori al proprio volere. Il fuoco amico è presente proprio in favore di ciò, così come l’estrema oscurità e la presenza di un HUD estremamente minimalista che non offre informazioni su schermo estremamente precise. Detto ciò dovrebbe esser chiaro il motivo per il quale la comunicazione, oppure il movimento di squadra se non ché l’attenzione riposta nel movimento dei propri compagni, siano tutti aspetti estremamente importanti per la riuscita di una singola missione.
Scordatevi i movimenti rapidi come in altri titoli più blasonati e la rigenerazione della salute, ci si muove con estrema lentezza e quando si è feriti ci si deve riparare dai nemici per curarsi con l’apposito input, qualora non si disponesse più di kit medici allora si deve confidare in uno dei tre compagni.
Segue a ruota anche il sistema di shooting, coi suoi sistemi diversi sistemi di puntamento più o meno precisi in base a quello utilizzato: da quello mentre si tiene l’arma imbracciata, mirino metallico e il mirino ottico. È immancabile la torcia per far luce, ma attenzione ai luoghi stretti quando ci si divide dai compagni!



Diverse modalità di gioco, con un unico fine: sopravvivere
In Six Days in Fallujah ci sono diverse missioni da affrontare online, per un totale di 7, le quali possono variare di caratteristiche climatiche all’orario (in alcuni casi può esserci una tempesta di sabbia di giorno, in altre un clima favorevole ma in notturna). Si può approcciare il gioco con due modalità: Missioni gruppo speciale, con missioni completamente casuali; Missioni di guerra, dove poter personalizzare l’esperienza di gioco sotto tutti i punti di vista, dal tipo di missione alla difficoltà della IA, dalla variante (SOP e FUBAR) alle regole di sopravvivenza, arrivando fino a quella che viene denominata come “Architettura Procedurale” dove poter scegliere la quantità e accessibilità degli esterni oppure l’ingombro e ampiezza degli interni.
L’essenza procedurale fa in modo che ogni partita si differenzia dalle altre, anche quando la missione è la stessa, rendendo completamente inutile lo studio della mappa e del posizionamento dei nemici. Infatti, anche se si incontra il game over con la propria squadra, i match successivi saranno sempre differenti.
Nel corso di questi primi mesi del 2024 dovrebbe arrivare la prima modalità single player assieme ad altri contenuti! Quindi continuate a seguirci.
In conclusione…
Six Days in Fallujah è un videogioco interessante. Scarno, per alcuni versi, non offrendo altro che modalità online PvE, ma che ha delle ottime carte da giocare. Il sistema di gioco funziona più che bene, concedendo un ottimo feeling nelle azioni, arricchito dal suo realismo che sprona i giocatori a esser cauti in più occasioni. La sfortuna sta nel suo essere un videogioco multiplayer e considerando i pochi giocatori online presenti, non è esattamente il massimo: si parla di un minimo di 120 giocatori durante la giornata, fino a un picco massimo di 400 in serata; mentre nel periodo in cui vengono lanciati nuovi contenuti si raggiungono quasi 600 giocatori connessi simultaneamente.
Allo stato attuale potrebbe scoraggiare i nuovi giocatori, ma consiglio di tenerlo d’occhio.