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Recensioni 10 SETTEMBRE 2025 5 MIN LETTURA

Echoes of the End – La Recensione – Economico e fa il suo Lavoro

Meccaniche di Gioco

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Echoes of the End – La Recensione – Economico e fa il suo Lavoro

Echoes of the End, sviluppato da Myrkur Games e pubblicato da Deep Silver, è un action-adventure in terza persona uscito il 12 agosto 2025 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Ambientato nell’imponente continente di Aema, l’unico rimasto dopo il crollo dell’antico impero. Il gioco mette il giocatore nei panni di Ryn, una vestigia in grado di “tessere la forza vitale”, e del suo compagno Abram, studioso e alleato in battaglia.

Meccaniche di Gioco

Combattimento e Parate

Il cuore di Echoes of the End è un sistema di combattimento che unisce hack ’n’ slash e abilità magiche. Ryn impugna inizialmente solo la spada, ma sblocca subito:

  • Parate e schivate precise, necessarie contro nemici agguerriti e boss impegnativi.
  • Potere vestigiale di manipolazione, che consente di sollevare avversari, spingerli oltre burroni o drenarne energia vitale a distanza, consumando mana con parsimonia.
  • Abilità di Abram: attacchi a distanza e stun, perfetti per interrompere combo nemiche e creare opportunità per Ryn.

Il sistema di skill points garantisce una progressione graduale: esperienza raccolta in combattimento e attraverso collezionabili permette di potenziare salute, rigenerazione mana, abilità di squadra e mosse speciali e abilita che migliorano il platforming fulcro principale del gioco. Gli alberi delle abilità rimangono snelli, mantenendo il focus sull’azione senza appesantire la curva di apprendimento, dal mio punto di vista perfetto, cosa rara da trovare nei giochi moderni soprattutto tripla A, dove il troppo stroppia.

Esplorazione e Platforming

Echoes integra sezioni di platforming e puzzle ambientali perfettamente fuse al gameplay:

  • Arrampicate, doppi salti e utilizzo di corde per superare ostacoli naturali e strutture in rovina.
  • Puzzle di interazione con leve, ponti e ingranaggi, studiati per introdurre progressivamente nuove meccaniche: dalla luce riflessa ai loop di specchi fino a cloni riflessi di Ryn sfruttati per superare porte chiuse.
  • Ogni capitolo (dieci in totale) propone un bioma visivamente distinto e un meccanismo chiave da padroneggiare, mantenendo alta la varietà per tutta l’avventura.

Sebbene il comparto platforming rappresenti una buona base per un team alla prima prova, Assassin’s Creed Shadows, Kena: Bridge of Spirits e altri titoli del genere Action rimangono superiori sul fronte pad – meno con il platforming, grazie a transizioni più fluide di animazione e una risposta dei comandi più raffinata. Tuttavia, Echoes of the End mostra già solide fondamenta e lascia intendere un futuro brillante per gli sviluppatori.

Narrativa e Worldbuilding

La trama, pur classicamente fantasy, si distingue per:

  • Worldbuilding solido: resti di imperi, cristalli “Wards” che irradiano magia e fazioni opposte in lotta per il controllo di Aema.
  • Dialoghi ben scritti e interazioni tra Ryn e Abram, che aggiungono profondità emotiva e momenti di leggerezza in una storia di vendetta e scoperta.
  • Ritmo narrativo che alterna tensione a pause esplorative e puzzle, evitando stanchezze.

Aspetti Tecnici e Performance

Grafica e Animazioni

Le ambientazioni colpiscono per panorami mozzafiato: montagne, villaggi rurali e rovine infestate da creature fantastiche. Qualche imperfezione nelle animazioni facciali e nel clipping non compromette l’immersione generale.

Il vero tallone di Achille della produzione sono le animazioni dei personaggi e nell’interazione con i paesaggi, alquanto grezze, ma il gioco diverte così tanto e l’intrattenimento e il divertimento sempre alto che non abbiamo nemmeno il tempo di percepirlo come un vero problema che è meramente estetico di fruizione dell’opera.

Stabilità e Ottimizzazione

Su Xbox Series X il gioco gira stabilmente a 60 FPS senza cali evidenti. Non sono emersi crash né bug gravi durante le sessioni di prova, e i tempi di caricamento, pur percepibili, sono mitigati da transizioni cinematografiche.

Longevità e Rigiocabilità

Con una durata media stimata tra le 14 e 15 ore per la storia principale, l’esperienza si espande grazie a:

  • Sfide opzionali e collezionabili che incentivano l’esplorazione.
  • Replay value dei capitoli, soprattutto per perfezionare le build di Ryn e Abram e affrontare combattimenti avanzati con mosse e magie potenziate.

Conclusione

Echoes of the End è un debutto ambizioso che fonde con successo esplorazione, combattimento e puzzle in un’avventura coesa e coinvolgente. Le magiche capacità di Ryn, la spalla di Abram e la varietà di ambientazioni offrono un’esperienza appagante per gli amanti degli action-adventure, mentre la narrazione e il worldbuilding conferiscono un’anima memorabile al viaggio.

Nonostante qualche limite a livello di pulizia delle animazioni nelle sezioni di platforming rispetto a molti altri titoli dello stesso genere il titolo di Myrkur Games rappresenta una solida base di partenza per un team alla prima prova. L’attesa per il prossimo progetto è già alle stelle: Echoes of the End ha dimostrato che questi sviluppatori hanno molto da offrire in futuro, chissà che non provino a sviluppare qualcosa di più ambizioso tipo un RPG, partendo da queste solide basi.

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